
Wallarm ha pubblicato il rapporto API ThreatStats 2025, che rileva un aumento senza precedenti degli attacchi alle API (application programming interface) causati dall’implementazione attiva dell’intelligenza artificiale. Secondo lo studio, le API sono diventate una delle principali superfici di attacco e le vulnerabilità legate all’intelligenza artificiale sono aumentate del 1.205% rispetto allo scorso anno. Quasi tutte queste vulnerabilità influenzano direttamente l’API.
Secondo Ivan Novikov, CEO di Wallarm, le vulnerabilità delle API non sono più solo un problema tecnico, ma rappresentano una seria minaccia per le aziende. La maggior parte dei moderni sistemi di intelligenza artificiale utilizza API per comunicare con le applicazioni, ma l’89% delle API non dispone di meccanismi di autenticazione avanzati e il 57% è disponibile pubblicamente. Solo l’11% dispone di una sicurezza sufficiente, lasciando la stragrande maggioranza degli endpoint vulnerabili agli attacchi.
Gli esperti di Wallarm hanno registrato 439 vulnerabilità legate all’intelligenza artificiale, ovvero il 1220% in più rispetto all’anno precedente. Quasi tutti sono legati all’API e includono attacchi di injection, errori di configurazione e vulnerabilità nella gestione della memoria. Per la prima volta nella classifica delle minacce Wallarm è apparso un nuovo tipo di attacco: corruzione e overflow della memoria, associati a un’elaborazione errata della memoria, che può portare a perdite di dati, arresti anomali ed esecuzione di codici arbitrari.
Nel giro di un anno, la quota di attacchi API nel catalogo KEV di CISA è aumentata del 30% e, per la prima volta nella storia, hanno superato la metà di tutte le vulnerabilità sfruttate, superando le categorie di attacco tradizionali come le vulnerabilità del browser, del kernel e della supply chain.
Wallarm ha identificato tre tendenze chiave nelle minacce API:
La conclusione principale del rapporto: la sicurezza dell’intelligenza artificiale è inseparabile dalla sicurezza delle API. Con la crescita dell’integrazione dell’intelligenza artificiale, le aziende devono implementare controlli API proattivi per non rischiare non solo la violazione dei dati, ma anche la perdita di fiducia dei clienti.
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