
Nel periodo tra luglio 2023 e giugno 2024, 26 gruppi di ransomware hanno condotto attacchi mirati contro 71 organizzazioni in Cina, portando a un aumento del 100% rispetto all’anno precedente.
Questi dati sono stati rivelati durante il 2° Forum sulla Sicurezza del Cyberspazio, tenutosi il 5 settembre a Tianjin, attraverso il “Rapporto di Analisi della Situazione della Sicurezza nel Cyberspazio (2024)”, prodotto dal National Computer Virus Emergency Response Center.
I recenti dati del rapporto evidenziano che trojan, ransomware e botnet costituiscono una sorta di “triade” di minacce che guidano l’evoluzione del crimine informatico. Questi attacchi non solo stanno diventando sempre più sofisticati, ma sono anche sostenuti da una collaborazione tra diverse organizzazioni criminali, che operano in alleanze di reciproco supporto.

La crescente complessità delle operazioni criminali e la stretta relazione tra i vari gruppi di hacker contribuiscono all’espansione delle catene industriali del crimine informatico. Queste dinamiche rappresentano uno dei principali problemi di governance della sicurezza nel cyberspazio cinese, con impatti potenzialmente devastanti sulla stabilità di molte organizzazioni.
Tra i 71 attacchi segnalati in Cina, 14 settori economici sono stati colpiti, con il settore manifatturiero che si è rivelato il più vulnerabile. Il rapporto evidenzia che le aziende manifatturiere spesso non dispongono di sistemi di monitoraggio della rete sufficientemente robusti e mancano di procedure di sicurezza informatica ottimali.
Questa mancanza di preparazione aumenta il rischio di essere bersagli di attacchi ransomware. Un altro fattore critico è che le aziende manifatturiere, a causa delle ripercussioni economiche derivanti dalle interruzioni delle attività, sono frequentemente costrette a negoziare con i criminali per il pagamento di riscatti.

Secondo Du Zhenhua, un ingegnere senior del National Computer Virus Emergency Response Center, la situazione è particolarmente grave per i settori di elettronica automobilistica, prodotti chimici, apparecchiature di comunicazione, materiali, semiconduttori e tessili.
Le aziende di questi sottosettori hanno rappresentato quasi il 50% delle vittime totali, con l’elettronica automobilistica che da sola ha coperto il 17% degli attacchi. Questa industria si trova particolarmente esposta a causa della crescente dipendenza dalle reti digitali per la produzione e la gestione delle operazioni.
A livello globale, gli attacchi ransomware continuano a registrare una crescita costante dal 2021, con un totale di 87 RaaS attive nell’ultimo anno. Le dieci organizzazioni più attive hanno rappresentato oltre la metà di tutti gli attacchi globali, indicando una crescente concentrazione delle minacce in poche mani.
Una delle evoluzioni più preoccupanti nel campo del ransomware è l’utilizzo dell’intelligenza artificiale (IA). Wu Xiangning, vicepresidente senior di AsiaInfo Security Technology, ha sottolineato come i moderni attacchi ransomware stiano sempre più facendo leva su strumenti di IA per aumentare la loro efficacia e difficoltà di rilevamento. Wu ha spiegato che le aziende devono adottare misure preventive basate sull’intelligenza artificiale per affrontare questi rischi in modo proattivo. Tecniche di difesa avanzate, come il rilevamento, la localizzazione e la tracciabilità delle minacce, sono diventate indispensabili per costruire una protezione efficace.
L’aumento degli attacchi ransomware e l’evoluzione delle tecniche utilizzate dai criminali informatici rappresentano una delle più grandi sfide per la sicurezza informatica globale. In Cina, il settore manifatturiero è il più esposto, con gravi conseguenze economiche per le aziende vittime. Le strategie difensive basate sull’intelligenza artificiale si profilano come l’unica risposta efficace contro una minaccia sempre più sofisticata e aggressiva.
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