
Il gruppo di hacker Charming Kitten continua a sviluppare il suo software dannoso, come confermato dalla recente scoperta di una nuova variante di BellaCiao scritta in C++ da parte dei ricercatori di Kaspersky Lab.
Questo campione, chiamato BellaCPP, è stato trovato sullo stesso computer precedentemente infettato dalla versione originale di BellaCiao basata su .NET. Gli esperti hanno scoperto che la nuova versione conservava le funzioni chiave dell’originale, ma perdeva la web shell integrata.
L’analisi del Debug Path (PDB) ha rivelato che BellaCiao conteneva informazioni che potevano identificare il paese e l’organizzazione target. Il nome “MicrosoftAgentServices” si trova spesso nelle stringhe PDB, seguito da suffissi numerici per denotare le versioni. Ciò indica che gli sviluppatori hanno lavorato diligentemente per migliorare la funzionalità e rendere gli attacchi più efficaci.
BellaCPP, registrato come file DLL denominato “adhapl.dll“, presenta un comportamento simile alle versioni precedenti. Il programma utilizza la crittografia XOR per decodificare le stringhe, esegue funzioni DLL e genera domini utilizzando un modello specifico. Se i risultati della query DNS corrispondono all’indirizzo IP codificato, il malware esegue i comandi, inclusa la configurazione di tunnel SSH.
Un comportamento simile è stato osservato nelle versioni precedenti di BellaCiao, tuttavia BellaCPP utilizza un meccanismo di interazione semplificato senza dipendere dalla web shell. Si ritiene che il file mancante “D3D12_1core.dll” sia coinvolto nella creazione di tunnel SSH, il che aumenta la persistenza degli attacchi.
Sulla base della somiglianza dei meccanismi e dell’uso di domini noti, gli esperti associano BellaCPP a Charming Kitten con un alto grado di sicurezza. Inoltre, la scoperta sia del BellaCPP che del BellaCiao originale sullo stesso dispositivo conferma la strategia generale di utilizzare campioni modificati per aggirare i sistemi di sicurezza.
Questo caso evidenzia l’importanza di un’analisi approfondita delle reti infette, poiché gli aggressori stanno sviluppando attivamente nuove versioni di software che non vengono rilevate dalle soluzioni di sicurezza standard.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cyber NewsL’Italia si trova oggi davanti a una sfida digitale senza precedenti, dove la corsa all’innovazione non sempre coincide con una protezione adeguata delle infrastrutture. Pertanto la sicurezza dei sistemi connessi è diventata l’anello debole della…
Cyber NewsUna nuova vulnerabilità scoperta dal ricercatore italiano Alessandro Sgreccia (rainpwn) del gruppo HackerHood di Red Hot Cyber è stata scoperta nei dispositivi ZYXEL permette di ottenere accesso root attraverso una configurazione apparentemente innocua del servizio…
HackingLa parola hacking, deriva dal verbo inglese “to hack”, che significa “intaccare”. Oggi con questo breve articolo, vi racconterò un pezzo della storia dell’hacking, dove tutto ebbe inizio e precisamente nel piano terra dell’edificio 26…
Cyber NewsL’Italia è finita ancora una volta nel mirino del collettivo hacktivista filorusso NoName057(16). Dopo i pesanti disservizi che hanno colpito l‘Università La Sapienza e le Gallerie degli Uffizi all’inizio di questa settimana. L’offensiva digitale russa…
Cyber NewsSecondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l’attacco informatico che ha paralizzato i sistemi dell’Università La Sapienza non sarebbe motivato da fini politici. Gli hacker avrebbero inviato messaggi di rivendicazione spiegando di non agire per…