
Sullo sfondo dei rapidi cambiamenti nel mondo digitale, sempre più persone iniziano a riconsiderare il proprio atteggiamento nei confronti degli smartphone, preferendo telefoni semplici, spesso chiamati “telefoni stupidi”. Anche se il nome sembra sprezzante, questi dispositivi sono tutt’altro che semplici: ci riportano alle origini, svolgendo solo le funzioni di base per le quali i telefoni sono stati originariamente progettati: effettuare chiamate e inviare messaggi.
Ne avevamo parlato quattro anni fa con un articolo visionario di Massimiliano Brolli dal titolo “Dedigitalization (ritorno dal digitale)” che abbiamo iniziato a vedere negli ultimi 2 anni. Con il crescente numero di utenti che aspirano a tale minimalismo, cresce l’interesse per questi dispositivi, soprattutto tra i giovani, stanchi del flusso costante di informazioni e dell’ansia associata all’uso attivo degli smartphone.
Numerosi studi indicano un aumento dei problemi mentali tra la generazione Z, che avverte tutte le conseguenze negative della permanenza costante nello spazio digitale. Ciò è in parte dovuto al fatto che oggi gli smartphone svolgono molti più compiti di quelli per cui sono stati progettati: sono diventati dispositivi universali per la comunicazione, l’intrattenimento, lo shopping, il lavoro e persino per ottenere informazioni a volte inquietanti o scioccanti.
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I social media peggiorano le cose offrendo contenuti curati tramite algoritmi che spesso includono non solo notizie ma anche eventi che evocano una risposta emotiva, dalle tragedie ai fallimenti personali degli altri. A poco a poco nasce la sensazione che la vita sia costantemente “in bella vista” e che i confini tra privato e pubblico siano sfumati. In questo contesto, tra molti utenti cresce il desiderio di limitare la propria interazione con la tecnologia e tornare a un formato di comunicazione più semplice.
Il rifiuto degli smartphone multifunzionali è una sorta di protesta contro la “pressione digitale”. Attualmente i giovani prestano attivamente attenzione a dispositivi come Light Phone, che utilizza la tecnologia della carta elettronica e ricorda il minimalismo degli e-reader, o i vecchi modelli di telefoni con pulsanti, che stanno tornando di moda. L’idea principale è quella di smettere di essere “dipendenti” dal costante afflusso di informazioni e tornare a un uso più calmo e consapevole della tecnologia.
L’interesse per l’abbandono degli smartphone può essere paragonato al movimento per tornare alla vita reale. Molte persone si chiedono: e se la maggior parte del nostro tempo fosse trascorso non nella realtà virtuale, ma nel mondo reale? Dopotutto, lo schermo può essere utilizzato non per sostituire la vita reale, ma per facilitare la comunicazione al suo interno.
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