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Cyber operazioni antidroga: Italia ai primi posti nella lotta alla criminalità organizzata

cyber operazioni antidroga

Autore: Roberto Villani

Siamo perennemente connessi come abbiamo già molte volte raccontato su queste pagine ed esistono siti per ogni prodotto che vogliamo ci passi per la testa: pensiamo solo a quanto la rete abbia modificato alcune nostre abitudini come per esempio gli acquisti. 

La rete, come ha modificato le nostre abitudini, ha modificato anche i mercati, creando l’e-Commerce, obbligando migliaia di piccoli imprenditori nel mondo a rivedere le loro dinamiche di vendita. Se prima un piccolo esercizio in uno sperduto paesino ovunque nel mondo garantiva l’arrivo di prodotti nuovi o sconosciuti ora con il web da casa il cliente di quel piccolo negozio, riceve direttamente il prodotto con la consegna in un giorno e con un drone che gli scarica il prodotto, di fronte la finestra di casa. Questo vale per il commercio legale, quanto per quello illegale. Si perché anche il commercio illegale ha seguito gli sviluppi crescenti dell’e-commerce e chiaramente ha investito sulle potenzialità infinite che l’online offre. 

Il contrasto a queste nuove forme di commercio online come avviene allora

Cyber operazioni antidroga: la complessità di leggi e norme transnazionali

Il fenomeno non è nuovo e da un documento della commissione europea del 2012, già venivano prospettate le nuove direttrici di commercio illegale che sarebbero state solcate dalla criminalità organizzata e non, che il web metteva a disposizione. Percorsi virtuali di riferimento dove acquistare droghe di tutti i tipi e soprattutto in quantità pressoché infinite, sostanze non controllate come per esempio le sostanze psicoattive, medicinali, precursori chimici oppure sostanze che per un sistema giuridico sono considerate droghe per un altro invece solo prodotti chimici, per esempio i cannabinoidi sintetici, hanno facilitato la crescita del commercio online delle droghe.

Credere poi che tutto questo avvenga solo nel deep/dark web è un errore. Molte transazioni illegali avvengono nel web che usiamo tutti i giorni ed i pagamenti assumono forme diverse che sfuggono al controllo degli esperti antidroga, e non certo per incapacità di quest’ultimi, ma per la complessità di leggi e norme transnazionali che ci sono tra i paesi più coinvolti. Pensate per esempio alla legislazione olandese, rispetto a quella italiana, e stiamo parlando di due paesi aderenti alla UE, provate ad immaginare quei paesi lontani e non vincolati da legami giuridici o rapporti bilaterali o protocolli di sicurezza per il contrasto criminale. 

La sempre più utilizzata moneta virtuale/digitale, inoltre, agisce come un vero scudo di protezione per questo genere di traffici illegali ed i software di crittografia digitale facilitano la copertura delle persone che dietro maschere digitali agiscono indisturbati, arrivando addirittura a pubblicizzare le droghe da vendere, oppure di creare dei forum di discussione riguardo le loro potenzialità sia in termini di effetti biologici sull’organismo, sia in termini di guadagni e profitti.

Ancora di più la crescente diffusione delle smart-drugs che sfuggono alle tabelle di riferimento dei principi attivi delle sostanze stupefacenti legislative di molti paesi, data la loro composizione chimica creata artificialmente, con prodotti non naturali o difficilmente classificabili. Inoltre l’azione di contrasto risulta complessa almeno dalle analisi dei dati statistici. Le smart drugs artificiali, sono molto più diffuse nel nord Europa a differenza del sud, dove i consumatori sono più “tradizionali”, preferendo la cocaina, l’eroina e l’hashish alle droghe sintetiche.

I dati vengono elaborati a livello internazionale dagli organi dedicati al contrasto delle droghe, primo fra tutti le Nazioni Unite, che al suo interno possiede diverse articolazioni e professionisti che interagendo con le Polizie dei paesi più esposti, pianifica azioni di contrasto non solo sui campi classici di lotta, ma anche nel mondo cyber. 

Sulla pagina dell’Office and Drug Crimes dell’unodc.org (ONU), si può leggere:

“The complex nature of cybercrime, as one that takes place in the borderless realm of cyberspace, is compounded by the increasing involvement of organised crime groups. Perpetrators of cybercrime, and their victims, are often located in different regions, and its effects ripple through societies around the world. This highlights the need to mount an urgent, dynamic and international response”.

Contrasto alla criminalità organizzata: la Direzione Centrale dei Servizi Antidroga italiana (DCSA)

Direzione Centrale dei Servizi Antidroga italiana (DCSA)

Per queste ragioni, le Polizie di tutto il mondo possiedono cyber-strumenti per il contrasto alle criminalità organizzate che commerciano in droga. L’Italia poi ed in particolare le forze dell’ordine italiane sono all’avanguardia per quanto riguarda ia lotta alle criminalità organizzate che commerciano in droghe su scala internazionale nel web e non solo. Il Ministero dell’Interno mette in campo una sinergia interforze composta dalla Polizia di Stato, i Carabinieri e la Guardia di Finanza che insieme, compongono  la DCSA, ossia la Direzione Centrale dei Servizi Antidroga

Un Ufficio centrale con sede a Roma dove esperti del settore e specialisti del web, monitorano costantemente i traffici delle sostanze stupefacenti nel mondo. Coordinando le forze operative sul territorio – le sezioni antidroga delle Squadre Mobili della Polizia di Stato, del ROS dei Carabinieri e dello Scico della GdF –  la DCSA grazie all’impiego delle sue risorse, facilita lo scambio delle informazioni e della azioni di contrasto al crimine organizzato.  

Un modello di riferimento la nostra DCSA che viene preso ad esempio da diversi paesi nel mondo, lo dimostra il fatto che spesso i governi dei paesi maggiormente interessati dai commerci illegali di droga, inviano rappresentati a Roma per aggiornamenti, scambio formativo ed informativo, per interfacciarsi con i nostri esperti. Nessun settore è sottovalutato dalla DCSA, tanto che nell’ultimo summit europeo antidroga di Rotterdam, i vertici della DCSA presenti, hanno evidenziato come la sezione speciale Drug@online della DCSA, abbia negli ultimi anni e soprattutto  durante la pandemia registrato un vertiginoso aumento del commercio online di droga. 

Gli appartenenti  alla DCSA impegnati sul fronte del contrasto al commercio della droga, operano sia in termini operativi – le operazioni che ci raccontano i media sono all’ordine del giorno – sia in termini altamente cyber investigativi,  e grazie a questo impegno i dati e le informazioni sulla diffusione ed il commercio della sostanze stupefacenti, sono costantemente aggiornati ed utilizzati per gestire le operazioni di Polizia Giudiziaria. Le informazioni inoltre costituiscono supporto utile alla valutazione di nuove disposizioni, norme e leggi anche a livello internazionale e comunitario. Nella relazione annuale della DCSA del 2022 i dati riportati informano come le gang e le organizzazioni criminali agiscono sul territorio nazionale, attraverso l’uso dei social network, dei siti web e delle piattaforme di messaggistica. Come avveniva e riscontrato dalla DCSA che coordinando una attività investigativa condotta dalla GdF ha consentito di verificare come  un gruppo di minorenni, utilizzando il canale Telegram ed alcuni link che venivano scambiati nelle chat su Telegram, entravano nel dark web per poter condurre le transazioni di acquisto e vendita delle droghe. L’operazione ha visto gli investigatori della GdF, operare prettamente sul web ed ha portato al deferimento all’autorità giudiziaria di oltre 30 persone tra cui 21 minori e le segnalazioni dei siti, in cui risultavano iscritti 420mila utenti.

In conclusione possiamo ben dire, anche se sembrerebbe ovvio, che la criminalità organizzata sfrutta il web quale canale preferenziale per le sue attività illegali di e-commerce, ma le cyber attività di contrasto della DCSA e delle Polizie internazionali stanno crescendo, sviluppando sempre strumenti maggiori senza dimenticare il fattore umano, quale perno centrale di ogni attività investigativa, anche cyber.