Dagli scherzi agli APT


Alla fine degli anni '90, quando Internet era ancora molto piccolo, era normale che i ragazzi esperti di tecnologia, spaventassero i loro amici controllando (ma diciamolo nel gergo di internet, "trollando") i loro PC da remoto.


Aprivano il vassoio del CD, scambiavano i pulsanti del mouse o cambiavano i colori del desktop e all'utente ignaro, sembrava che un fantasma stesse prendendo il controllo della macchina.


Ricordiamoci della storia di Elk cloner (il virus con una "personalità"), uno dei primi virus conosciuti per microcomputer che si diffuse al di fuori del sistema informatico o del laboratorio in cui è stato scritto.



Attaccava il sistema operativo Apple II e si diffondeva tramite floppy disk. Venne scritto dal programmatore e imprenditore Rich Skrenta (Nella foto in copertina) intorno al 1982, quando era uno studente di scuola superiore di 15 anni, originariamente per fare degli scherzi ai suoi amici.


Elk Cloner si diffuse infettando il sistema operativo Apple DOS 3.3 utilizzando una tecnica ora nota come virus del settore di boot.

Veniva inserito in un floppy disk assieme ad gioco e dopo la cinquantesima volta che il gioco veniva avviato, si avviava e appariva una schermata vuota che mostrava una poesia sul monitor che diceva:

Elk Cloner: The program with a personality
It will get on all your disks
It will infiltrate your chips
Yes, it's Cloner!
It will stick to you like glue
It will modify RAM too
Send in the Cloner!

Se un computer si avviava da un disco floppy infetto, una copia del virus veniva inserita nella memoria del computer. Quando un disco non infetto veniva inserito nel computer, l'intero DOS (incluso Elk Cloner) veniva copiato sul disco,