
La Cina ha completato l’installazione di un sistema unico di elaborazione dei dati, un datacenter sottomarino al largo dell’isola di Hainan. Il complesso è una capsula lunga 18 metri e con un diametro di 3,6 metri, che ospita oltre 400 server ad alte prestazioni.
La potenza di calcolo del sistema è impressionante: è in grado di supportare fino a 7.000 dialoghi simultanei grazie all’intelligenza artificiale DeepSeek. In termini di prestazioni, l’installazione non è inferiore a quella di 30 mila PC da gaming di fascia alta che lavorano in parallelo. In un secondo, il gigante sottomarino esegue una quantità di calcoli che un computer convenzionale riuscirebbe a gestire solo in un anno.
La collocazione del cluster di server sott’acqua risolve contemporaneamente diversi importanti problemi tecnici. L’acqua di mare funge da refrigerante naturale per le apparecchiature, riducendo notevolmente i costi energetici. Questo approccio consente di risparmiare acqua dolce e risorse di terreno, necessarie ai tradizionali data center terrestri.
L’acqua fornisce inoltre una protezione aggiuntiva per l’attrezzatura. A differenza degli oggetti terrestri, la capsula sottomarina opera in un ambiente stabile, privo di polvere e ossigeno che potrebbero danneggiare i componenti elettronici. La struttura è in grado di resistere alle elevate pressioni che si riscontrano nelle profondità marine.
La comunicazione con i terminali dei clienti avviene tramite una stazione di terra situata sull’isola. Il 18 febbraio è stato completato con successo il collegamento del complesso all’infrastruttura terrestre.
La creazione di un nuovo sistema informatico fa parte di una corsa tecnologica su larga scala tra Cina e Stati Uniti. L’azienda cinese DeepSeek, i cui sistemi di intelligenza artificiale saranno ospitati nel complesso, si è già fatta un nome sul mercato mondiale. Gli sviluppatori di recente ha presentato un modello che ha superato i modelli occidentali in termini di potenza e disponibilità.
Lo sviluppo dell’infrastruttura informatica in Cina nel suo complesso sta rapidamente prendendo piede. Secondo l’International Data Corporation, nel Paese sono previsti 219 progetti per la creazione di centri di calcolo intelligenti dal 2022 al 2024.
Entro il 2027, il settore informatico intelligente in Cina crescerà di un terzo ogni anno, con un tasso di crescita annuale previsto dagli esperti del 33,9%. Le nuove installazioni contribuiranno allo sviluppo dell’intelligenza artificiale: garantiranno l’elaborazione dei dati, l’archiviazione e il funzionamento di algoritmi complessi.
Ricordiamo ai nostri lettori che un progetto analogo venne realizzato da Microsoft nel 2018 con il progetto Natick, un data center sottomarino sperimentale posizionato al largo delle coste scozzesi. L’iniziativa mirava a dimostrare l’efficienza di questa tecnologia, sfruttando il raffreddamento naturale dell’acqua per ridurre i consumi energetici.
Dopo due anni di test, Microsoft ha recuperato la capsula e ha confermato che l’infrastruttura aveva funzionato con un tasso di guasto otto volte inferiore rispetto ai data center tradizionali. Questo risultato ha evidenziato i vantaggi della conservazione dei server in un ambiente privo di ossigeno e polveri, ma la compagnia non ha ancora sviluppato ulteriormente il progetto su larga scala.
L’iniziativa cinese, tuttavia, sembra essere più ambiziosa, integrando potenti sistemi di intelligenza artificiale e inserendosi nella competizione tecnologica globale tra Cina e Stati Uniti. Con l’espansione accelerata dei centri di calcolo intelligenti nel Paese, il data center sottomarino potrebbe rappresentare un punto di svolta nell’infrastruttura informatica mondiale.
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