
Un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Cybercrime and Cybersecurity, guidata da Priyanka Goonetilleke e Alex Knorre, fornisce uno studio completo del più grande mercato della darknet mondiale, Hydra. L’articolo fornisce i risultati chiave e le lezioni apprese dall’analisi di questa piattaforma, che è rimasta un attore di primo piano nell’arena del dark internet fino alla sua chiusura nell’aprile 2022.
Una caratteristica distintiva dell’Hydra era il suo sistema di distribuzione. Inoltre, la piattaforma utilizzava meccanismi avanzati di feedback e reputazione, che contribuivano alla formazione della fiducia tra gli utenti.
La chiusura dell’Hydra fa luce sulla complessità delle politiche contro il mercato nero. Da un lato, l’esistenza di tali piattaforme contribuisce alla digitalizzazione del traffico di droga, riducendo la visibilità del commercio e aumentando potenzialmente la disponibilità di sostanze illecite. D’altro canto, la chiusura dei grandi mercati porta ad una maggiore concorrenza tra le nuove piattaforme e può incoraggiare lo sviluppo di metodi di concorrenza più aggressivi, compresi gli attacchi di hacking.
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Nell’aprile 2022, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha annunciato la chiusura del mercato Hydra, sottolineando che Hydra è stata coinvolta in circa l’80% di tutte le transazioni del mercato oscuro nel 2021 e che dal 2015 sono stati ricevuti sulla piattaforma circa 5,2 miliardi di dollari in criptovalute. Insieme alla polizia criminale federale tedesca (Bundeskriminalamt), sono stati sequestrati server Hydra e portafogli crittografici contenenti bitcoin per un valore di 25 milioni di dollari.
Il procuratore generale degli Stati Uniti Merrick B. Garland ha espresso la determinazione della giustizia a perseguire i trasgressori, indipendentemente dalla loro ubicazione, e ha sottolineato l’importanza della cooperazione internazionale nella lotta ai mercati oscuri. Hydra operava come mercato online per transazioni criminali, inclusa la vendita di droghe illegali, informazioni finanziarie rubate, documenti contraffatti e servizi di riciclaggio di denaro e di mixaggio di criptovalute. Nell’ambito della chiusura dell’Hydra, sono state intentate accuse penali contro Dmitry Olegovich Pavlov, un trentenne residente in Russia, per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga e associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro.
L’amministratore della DEA Anne Milgram ha affermato che il mercato oscuro era un luogo chiave per la vendita di farmaci mortali in tutto il mondo e che Hydra rappresentava una minaccia per la sicurezza e la salute pubblica. La piattaforma Hydra consentiva ai venditori di pubblicizzare i propri beni illegali e gli acquirenti valutavano i venditori e i loro prodotti utilizzando un sistema a cinque stelle. Hydra vendeva anche documenti falsi e offriva servizi di hacking e riciclaggio di denaro.
È importante notare che Hydra non solo ha offerto una vasta gamma di farmaci, ma ha anche implementato i propri metodi di controllo della qualità e ha persino fornito consulenze mediche. Ciò evidenzia la capacità dei grandi mercati di autoregolamentarsi e apre un dibattito sull’equilibrio tra la lotta al traffico di droga e la riduzione dei rischi e dei danni ad esso associati.
Lo studio si conclude con l’idea della necessità di un’analisi approfondita delle conseguenze della politica di chiusura dei mercati ombra e di revisione degli approcci alla politica sulla droga in generale, tenendo conto del complesso impatto di tali mercati sulla società e sulla sicurezza dello Stato.
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