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Dirty Cred: una vulnerabilità presente da 8 anni nel Kernel Linux

Gli esperti della Northwestern University hanno rivelato i dettagli della vulnerabilità di Dirty Cred, presente nel codice del kernel Linux da ben otto anni. 

Gli esperti affermano che la vulnerabilità non è meno pericolosa del problema del dirty pipe, vulnerabilità clamorosa di inizio anno, che può essere utilizzata per elevare i privilegi a root.

La vulnerabilità di Dirty Cred è stata identificata come CVE-2022-2588. I ricercatori spiegano che l’exploit per Dirty Cred consente di sostituire le credenziali del kernel non privilegiate con quelle privilegiate in modo da aumentare i privilegi.

“Invece di sovrascrivere qualsiasi campo, Dirty Cred abusa del meccanismo di riutilizzo della memoria dell’heap per ottenere privilegi”

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afferma il rapporto dei ricercatori di sicurezza.

In sostanza, un utente malintenzionato deve eseguire tre passaggi:

  • Utilizzare una vulnerabilità per liberare le credenziali non privilegiate utilizzate; 
  • Allocare credenziali privilegiate nella memoria liberata avviando un processo privilegiato (ad esempio, su, mount o sshd); 
  • Diventare un utente privilegiato. 

Secondo i ricercatori, il nuovo metodo di sfruttamento porta il problema di Dirty Pipe a un livello superiore, rendendolo più versatile e potente, in grado di attaccare qualsiasi versione del kernel vulnerabile.

“In primo luogo, invece di essere legato ad una vulnerabilità specifica, questa tecnica di sfruttamento consente a qualsiasi vulnerabilità double-free di dimostrare capacità simili a Dirty Pipe”, 

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Hanno affermato i ricercatori alla conferenza di Black Hat. 

“In secondo luogo, sebbene questo problema sia simile a Dirty Pipe ed è in grado di bypassare tutte le difese del kernel, questo metodo di sfruttamento è anche in grado di effettuare l’evasione di un container, dove Dirty Pipe non è in grado di violarlo”.