Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità

Ecco a voi Blast-RADIUS! Il nuovo exploit che Minaccia le Reti RADIUS dopo 30 Anni

11 Luglio 2024 22:22

Un gruppo di professionisti della sicurezza e accademici di Cloudflare, Microsoft, BastionZero, UC San Diego e Università di Amsterdam, hanno attirato l’attenzione su una vulnerabilità (CVE-2024-3596) nel protocollo RADIUS, che è in uso da oltre 30 anni. L’ attacco Blast-RADIUS consente agli aggressori di compromettere reti e dispositivi utilizzando attacchi MitM e collisioni MD5.

Il protocollo RADIUS (Remote Authentication Dial-In User Service) è stato sviluppato nel 1991 ed è noto fin dai tempi del dial-up. Da allora è rimasto lo standard de facto per l’autenticazione leggera ed è supportato praticamente in ogni switch, router, punto di accesso e concentratore VPN rilasciato negli ultimi decenni. Pertanto, RADIUS rimane un componente importante per la gestione della comunicazione client-server e viene utilizzato per fornire:

  • Accesso VPN;
  • Connessioni DSL e fibra offerte dai provider Internet,
  • funzionamento Wi-Fi e autenticazione 802.1X;
  • roaming nelle reti 2G e 3G;
  • Autenticazione DNN nelle reti 5G;
  • autenticazione tramite APN privati ​​per connettere i dispositivi mobili alle reti aziendali;
  • autenticazione sui dispositivi di controllo CII;
  • Eduroam e OpenRoaming Wi-Fi.

RADIUS consente una comunicazione continua tra i client (in genere router, switch e altri dispositivi che forniscono accesso alla rete) e un server RADIUS centrale, che funge da gatekeeper per l’autenticazione degli utenti e le policy di accesso. Lo scopo di RADIUS è fornire una gestione centralizzata dell’autenticazione, dell’autorizzazione e della contabilità per gli accessi remoti. A volte parliamo di decine di migliaia di dispositivi sulla stessa rete.

L’attacco Blast-RADIUS sfrutta il protocollo MD5 e le vulnerabilità di collisione, consentendo agli aggressori con accesso al traffico RADIUS di manipolare le risposte del server e aggiungere attributi arbitrari, consentendo loro di ottenere diritti amministrativi sui dispositivi RADIUS senza utilizzare la forza bruta o il furto di credenziali. L’attacco colpisce tutte le modalità di autenticazione RADIUS/UDP, ad eccezione di quelle che utilizzano EAP (Extensible Authentication Protocol).

“L’attacco Blast-RADIUS consente a un utente malintenzionato che si trova tra il client e il server RADIUS di creare un vero messaggio di accettazione del protocollo in risposta a una richiesta di autenticazione non riuscita”, spiegano i ricercatori. “Ciò può consentire a un utente malintenzionato di accedere ai dispositivi e ai servizi di rete senza dover indovinare o decifrare password o i segreti condivisi. Di conseguenza, l’aggressore non riceve le credenziali dell’utente. Un utente malintenzionato che utilizza il nostro attacco ha la capacità di aumentare i propri privilegi dall’accesso parziale alla rete all’accesso a qualsiasi dispositivo che utilizza RADIUS per l’autenticazione o di assegnarsi diritti di rete arbitrari”.

Modello di attacco

Il fatto è che il protocollo RADIUS utilizza richieste e risposte con hash MD5 durante l’autenticazione sul dispositivo. L’exploit PoC sviluppato dagli specialisti calcola una collisione dell’hash MD5 con un prefisso selezionato, necessaria per creare una corretta risposta Access-Accept, indicando una richiesta di autenticazione riuscita. Questo falso hash MD5 viene quindi iniettato nella connessione di rete utilizzando un attacco man-in-the-middle, consentendo all’aggressore di accedere al sistema.

Sfruttare il problema e creare un hash MD5 richiede dai 3 ai 6 minuti, ovvero più tempo dei timeout da 30 a 60 secondi tipicamente utilizzati in RADIUS. Tuttavia, ogni fase dell’algoritmo di collisione utilizzato nell’attacco può essere efficacemente parallelizzata e può anche essere ottimizzata a livello hardware. Cioè, un utente malintenzionato con buone risorse può sferrare un attacco utilizzando GPU, FPGA e altro hardware moderno e veloce per ottenere tempi di esecuzione più rapidi, aumentandoli di decine o addirittura centinaia di volte.

Poiché questo attacco non compromette le credenziali dell’utente finale, gli utenti stessi non possono fare nulla per proteggersi. Si consiglia tuttavia ai produttori e agli amministratori di sistema che creano e gestiscono dispositivi RADIUS di seguire le migliori pratiche già disponibili .

Per proteggersi da Blast-RADIUS, gli operatori di rete possono passare a RADIUS over TLS (RADSEC), implementazioni RADIUS multi-hop e isolare il traffico RADIUS da Internet utilizzando VLAN limitate o tunneling TLS/IPsec.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Manuel Roccon 300x300
Ho iniziato la mia carriera occuparmi nella ricerca e nell’implementazioni di soluzioni in campo ICT e nello sviluppo di applicazioni. Al fine di aggiungere aspetti di sicurezza in questi campi, da alcuni anni ho aggiunto competenze inerenti al ramo offensive security (OSCP), occupandomi anche di analisi di sicurezza e pentest in molte organizzazioni.
Aree di competenza: Ethical Hacking, Bug Hunting, Penetration Testing, Red Teaming, Security Research, Cybersecurity Communication

Articoli in evidenza

Immagine del sitoInnovazione
Robot in cerca di carne: Quando l’AI affitta periferiche. Il tuo corpo!
Silvia Felici - 06/02/2026

L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…

Immagine del sitoCybercrime
DKnife: il framework di spionaggio Cinese che manipola le reti
Pietro Melillo - 06/02/2026

Negli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…

Immagine del sitoVulnerabilità
Così tante vulnerabilità in n8n tutti in questo momento. Cosa sta succedendo?
Agostino Pellegrino - 06/02/2026

Negli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA va in orbita: Qwen 3, Starcloud e l’ascesa del calcolo spaziale
Sergio Corpettini - 06/02/2026

Articolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…

Immagine del sitoCyber Italia
Truffe WhatsApp: “Prestami dei soldi”. Il messaggio che può svuotarti il conto
Silvia Felici - 06/02/2026

Negli ultimi giorni è stato segnalato un preoccupante aumento di truffe diffuse tramite WhatsApp dal CERT-AGID. I messaggi arrivano apparentemente da contatti conosciuti e richiedono urgentemente denaro, spesso per emergenze come spese mediche improvvise. La…