Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Epitaffio ai CAPTCHA! Gli scienziati indovinano il 100% dei reCAPTCHAv2 di Google

Epitaffio ai CAPTCHA! Gli scienziati indovinano il 100% dei reCAPTCHAv2 di Google

27 Settembre 2024 07:19

Un team di scienziati dell’ETH di Zurigo, guidato da Andreas Plesner è riuscito a creare un modello di intelligenza artificiale che risolve i CAPTCHA – gli stessi test che i siti Web utilizzano per distinguere le persone dai bot – con incredibile precisione.

Il modello, che ha ricevuto il nome sonoro YOLO (You Only Look Once), è stato appositamente addestrato per risolvere i reCAPTCHAv2, un sistema di verifica sviluppato da Google. Questa versione richiede agli utenti di trovare oggetti specifici, come semafori o attraversamenti pedonali, tra una serie di immagini.

La chiave del successo di YOLO è stata la sua selezione limitata di oggetti legati alla strada. “Le categorie sono piuttosto ristrette, quindi il compito si riduce a selezionare tutte le immagini con un semaforo o un passaggio pedonale”, spiega Plesner. In totale, reCAPTCHAv2 opera su circa 13 diversi tipi di oggetti, tra cui automobili, autobus, biciclette e attraversamenti stradali.

Per addestrare il modello, i ricercatori hanno utilizzato circa 14.000 coppie di immagini con etichette corrispondenti per insegnargli a riconoscere le infrastrutture stradali. Questo approccio ha permesso di ottenere una precisione sorprendente.

Il team di Plesner ha condotto test approfonditi di YOLO in una varietà di contesti. Gli scienziati hanno preso in considerazione molti fattori che Google utilizza per identificare i bot. Tra questi c’è la capacità dell’intelligenza artificiale di imitare i movimenti del mouse umano, nonché la presenza della cronologia del browser e dei cookie sul dispositivo di prova. Inoltre, gli scienziati hanno analizzato come il sistema reagisce alle risposte fornite dall’IA durante il test CAPTCHA.

I risultati sono stati sorprendenti: l’IA ha completato con successo le attività nel 100% dei casi. Ciò tuttavia non significa che tutte le immagini siano state riconosciute correttamente. Come un essere umano, YOLO potrebbe rifiutare alcune opzioni e chiedere alternative. “Sono rimasto estremamente sorpreso dal fatto che il CAPTCHA fosse così vulnerabile“, ha ammesso Plesner.

La reazione di Google non si è fatta attendere. Un portavoce di Google Cloud ha dichiarato: “La nostra priorità è aiutare i clienti a proteggere gli utenti senza test visivi. Ecco perché abbiamo introdotto reCAPTCHA v3 nel 2018. Oggi, su 7 milioni di siti in tutto il mondo, la maggior parte delle protezioni reCAPTCHA opera dietro le quinte”.

Le Vulnerabilità nelle tecnologie di riconoscimento delle immagini non sono un problema nuovo. Ecco perché miglioriamo continuamente reCAPTCHA nel tentativo di prevenire gli abusi garantendo allo stesso tempo un’esperienza fluida per gli utenti onesti.”

Questa ricerca apre un nuovo capitolo nella competizione senza fine tra gli sviluppatori di sistemi di sicurezza e i creatori di modelli di intelligenza artificiale sempre migliori.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cropped RHC 3d Transp2 1766828557 300x300
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella. Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCultura
Elk Cloner: Il primo virus informatico della storia nacque come uno scherzo
Silvia Felici - 30/01/2026

Alla fine degli anni 90, Internet era ancora piccolo, lento e per pochi. In quel periodo, essere “smanettoni” significava avere una conoscenza tecnica che sembrava quasi magia agli occhi degli altri. Non era raro che…

Immagine del sitoCultura
Oggi nasceva Douglas Engelbart: l’uomo che ha visto e inventato il futuro digitale
Massimiliano Brolli - 30/01/2026

Certe volte, pensandoci bene, uno si chiede come facciamo a dare per scontato il mondo che ci circonda. Tipo, clicchiamo, scorriamo, digitiamo, e tutto sembra così naturale, quasi fosse sempre stato qui. E invece no,…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA non chiede il permesso: sta riscrivendo le regole in fretta e probabilmente male
Massimiliano Brolli - 29/01/2026

L’intelligenza artificiale è entrata nel lavoro senza bussare. Non come una rivoluzione urlata, ma come una presenza costante, quasi banale a forza di ripetersi. Ha cambiato il modo in cui le persone lavorano, sì, ma…

Immagine del sitoCybercrime
Attenzione al “I am not a robot”: la trappola malware che usa Google Calendar
Bajram Zeqiri - 29/01/2026

Una nuova minaccia si aggira, usando la nostra più grande debolezza: l’abitudine. Quante volte, infatti, capita di ritrovarsi a cliccare su caselle di verifica senza pensarci due volte? Ora, pare che i malintenzionati abbiano creato…

Immagine del sitoCybercrime
WinRAR come arma: Google scopre una falla sfruttata da APT e cybercriminali
Bajram Zeqiri - 29/01/2026

La falla di sicurezza in WinRAR, emersa durante la scorsa estate, ha mostrato una diffusione maggiore rispetto alle aspettative. Diverse organizzazioni, sia criminali comuni che gruppi APT finanziati da nazioni, stanno sfruttando attivamente questa vulnerabilità,…