Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
LECS 970x120 1
Cyber Offensive Fundamentals 320x200 V0.1
Etica, Psicologia e Algoritmi: L’AI Act sarà la Nostra Unica Difesa?

Etica, Psicologia e Algoritmi: L’AI Act sarà la Nostra Unica Difesa?

26 Maggio 2025 11:18

L’Intelligenza Artificiale è la forza più trasformativa del nostro tempo, una rivoluzione che promette di ridefinire ogni aspetto della nostra esistenza. Ma mentre le macchine apprendono, decidono e creano, sorge una domanda etica ineludibile: come garantiamo che il loro potere inarrestabile sia un bene per l’umanità, e non una minaccia?

L’etica dell’IA non è più una speculazione, ma l’urgenza di un presente che l’Unione Europea ha osato affrontare con l’AI Act, il primo faro normativo globale. È tempo di comprendere come questo atto fondamentale cerchi di ancorare il futuro tecnologico ai valori più profondi della psicologia e della filosofia umana.

La Filosofia come Fondamento

Alla radice dell’AI Act pulsa un’ispirazione filosofica che affonda nell’illuminismo europeo e nella tradizione dei diritti umani. Il principio cardine è la centralità dell’essere umano e la tutela della sua dignità e autonomia. Il Regolamento non vede l’IA come un fine a sé stante, ma come uno strumento che deve servire il nostro benessere.

  • Deontologia in Azione: i divieti categorici dell’AI Act (Articolo 5) – come quelli su sistemi che manipolano il comportamento umano in modo subliminale o che implementano social scoring governativi – sono esempi lampanti di un approccio deontologico. Questi sistemi sono ritenuti intrinsecamente sbagliati, perché ledono la dignità umana e la libertà, a prescindere da qualsiasi potenziale “beneficio”. La filosofia qui ci ricorda che esistono azioni che non dovrebbero mai essere compiute.
  • Giustizia e Equità Algoritmica: la profonda preoccupazione per il bias e la discriminazione nell’IA è una trasposizione diretta del concetto filosofico di giustizia distributiva. Classificando i sistemi a rischio alto e imponendo requisiti sulla qualità dei dati e sulla supervisione (Articolo 10, Articolo 14), l’AI Act mira a garantire che l’IA non perpetui o amplifichi le disuguaglianze sociali, ma contribuisca a una distribuzione più equa di opportunità. Si impegna a realizzare l’ideale di una società giusta, dove le decisioni algoritmiche non creano nuove forme di oppressione.
  • Responsabilità Umana: il dibattito sulla responsabilità – chi è colpevole se l’IA commette un errore? – tocca corde profonde della filosofia della mente e del libero arbitrio. L’AI Act, pur non risolvendo il dilemma filosofico della “volontà” di una macchina, lo aggira pragmaticamente stabilendo chiare catene di responsabilità tra fornitori e utenti (Articolo 13, Articolo 17). Sposta il focus dalla “responsabilità della macchina” alla “responsabilità di chi la progetta e la usa”, mantenendo l’agente umano al centro della decisione etica e legale.

La Psicologia in Azione


Cyber Offensive Fundamentale Ethical Hacking 02

Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals
Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica?
La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].


Supporta Red Hot Cyber attraverso: 

  1. L'acquisto del fumetto sul Cybersecurity Awareness
  2. Ascoltando i nostri Podcast
  3. Seguendo RHC su WhatsApp
  4. Seguendo RHC su Telegram
  5. Scarica gratuitamente “Byte The Silence”, il fumetto sul Cyberbullismo di Red Hot Cyber

Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì.

L’AI Act non si limita a principi astratti; esso risponde a preoccupazioni concrete legate alla psicologia umana, cercando di salvaguardare il nostro benessere mentale e comportamentale di fronte all’IA.

  • Scudo contro la Manipolazione Psichica: i divieti più stringenti dell’AI Act (Articolo 5) colpiscono direttamente i meccanismi di manipolazione psicologica. La proibizione di sistemi che sfruttano “tecniche subliminali” o le “vulnerabilità di un gruppo specifico” (es. minori) mostra una consapevolezza acuta dei pericoli della coercizione psicologica automatizzata. Queste disposizioni mirano a proteggere la salute mentale e l’autonomia decisionale degli individui, impedendo agli algoritmi di aggirare la nostra consapevolezza o fare leva su fragilità emotive per influenzare il comportamento. L’AI Act si allinea qui con le ricerche della psicologia sociale che dimostrano come la persuasione coercitiva mini il libero arbitrio e il benessere.
  • Trasparenza per la Coerenza Cognitiva: la richiesta di spiegabilità (Articolo 13) per i sistemi ad alto rischio non è solo un requisito tecnico-legale, ma una risposta diretta a un bisogno psicologico fondamentale: quello di comprensione e controllo. Gli esseri umani avversano profondamente l’ignoto e le decisioni inspiegabili che li riguardano. Quando un algoritmo funziona come una “scatola nera”, l’opacità genera ansia, frustrazione e sfiducia, compromettendo la percezione di giustizia. L’obbligo di fornire informazioni chiare mira a ridurre questa “distanza cognitiva”
  • Supervisione Umana come Bussola morale: il requisito di supervisione umana (Articolo 14) è un riconoscimento della limitazione fondamentale dell’IA e della superiorità della coscienza e del giudizio umano in situazioni complesse e ad alto rischio. Psicologicamente, questo rassicura gli individui che l’ultima parola spetta sempre a un essere umano, capace di empatia, giudizio contestuale e considerazione di fattori morali che un algoritmo non può cogliere appieno. È un baluardo contro l’automazione cieca e una riaffermazione del nostro ruolo insostituibile.

Oltre la Normativa

L’AI Act dell’UE non è la risposta definitiva a ogni dilemma etico e psicologico posto dall’IA.

È un punto di partenza monumentale, un framework robusto che riflette una visione etica e una comprensione psicologica avanzata dell’impatto tecnologico. Tuttavia, il progresso dell’IA è inarrestabile, e con esso sorgeranno nuove questioni che richiederanno un dialogo continuo tra legislatori, tecnici, filosofi e psicologi. La “scatola nera” della mente umana e la “scatola nera” di alcuni algoritmi dovranno continuare a essere illuminate, per garantire che l’IA sia veramente al servizio di un’umanità più consapevole, libera ed equa.

L’etica dell’Intelligenza Artificiale non è un freno, ma il pilastro fondamentale per il suo sviluppo sostenibile e responsabile. Comprendere il profondo legame tra etica e psicologia è cruciale: significa riconoscere che le nostre creazioni tecnologiche non sono neutrali, ma riflettono e amplificano le dinamiche, i pregiudizi e i bisogni della psiche umana.

L’AI Act dell’UE rappresenta un passo audace e necessario, ponendo le basi per un’IA che rispetti i diritti fondamentali, promuova la fiducia e contribuisca al benessere sociale. La collaborazione tra tutti gli attori sarà essenziale per plasmare un futuro in cui l’innovazione e i valori etici procedano di pari passo. Mentre l’Intelligenza Artificiale continua a plasmare il nostro mondo, la vera sfida non sarà la sua intelligenza, ma la nostra: saremo capaci di evolvere eticamente quanto le macchine evolvono tecnologicamente?

L’AI Act ci dà gli strumenti, ma la domanda finale rimane: riusciremo a infondere nell’algoritmo non solo la nostra logica, ma anche la nostra umanità più profonda?

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Daniela Farina 150x150
Filosofo, psicologo, counselor e coach AICP. Umanista per vocazione lavora in Cybersecurity per professione. In FiberCop S.p.a come Risk Analyst.
Aree di competenza: Cyberpsicology, Philosophy, Counseling, Coaching, Digital Wellbeing, Digital Ethics, Risk Analisys

Articoli in evidenza

Immagine del sitoInnovazione
NexPhone: tre sistemi operativi in tasca! Il telefono che sfida il concetto stesso di PC
Redazione RHC - 23/01/2026

La domanda ritorna ciclicamente da oltre dieci anni: uno smartphone può davvero sostituire un computer? Nel tempo, l’industria ha provato più volte a dare una risposta concreta, senza mai arrivare a una soluzione definitiva. Dai…

Immagine del sitoVulnerabilità
FortiGate e FortiCloud SSO: quando le patch non chiudono davvero la porta
Luca Stivali - 23/01/2026

Nel mondo della sicurezza circola da anni una convinzione tanto diffusa quanto pericolosa: “se è patchato, è sicuro”. Il caso dell’accesso amministrativo tramite FortiCloud SSO ai dispositivi FortiGate dimostra, ancora una volta, quanto questa affermazione sia non solo incompleta, ma…

Immagine del sitoCybercrime
Il tuo MFA non basta più: kit di phishing aggirano l’autenticazione a più fattori
Redazione RHC - 23/01/2026

La quantità di kit PhaaS è raddoppiata rispetto allo scorso anno, riporta una analisi di Barracuda Networks, con la conseguenza di un aumento della tensione per i team addetti alla sicurezza”. Gli aggressivi nuovi arrivati…

Immagine del sitoCybercrime
Quasi 2.000 bug in 100 app di incontri: così i tuoi dati possono essere rubati
Redazione RHC - 23/01/2026

Uno studio su 100 app di incontri, ha rivelato un quadro inquietante: sono state rilevate quasi 2.000 vulnerabilità, il 17% delle quali è stato classificato come critico. L’analisi è stata condotta da AppSec Solutions. I…

Immagine del sitoInnovazione
Arrivò in America con 200 dollari e finì in un riformatorio: oggi controlla il 90% dell’IA mondiale
Carlo Denza - 22/01/2026

Come tre insider con solo 200 dollari in tasca hanno raggiunto una capitalizzazione di 5000 miliardi e creato l’azienda che alimenta oltre il 90% dell’intelligenza artificiale. Kentucky, 1972. Un bambino taiwanese di nove anni che…