
La divisione russa del colosso tecnologico americano Microsoft si prepara alla bancarotta. La società “Microsoft Rus” ha notificato ufficialmente la sua intenzione di presentare una domanda corrispondente alla Corte arbitrale di Mosca tramite il portale “Fedresurs”.
La decisione di fallimento è stata la conclusione logica di un lungo periodo di controversie legali iniziato dopo l’uscita di Microsoft dal mercato russo nel marzo 2022. La società americana è stata tra le prime grandi aziende tecnologiche ad annunciare la cessazione delle operazioni in Russia a causa delle sanzioni internazionali.
Nei primi cinque mesi del 2025, le aziende russe hanno intentato quattro cause legali contro Microsoft Rus per un totale di circa 110 milioni di rubli. Si tratta di un aumento significativo rispetto agli anni precedenti: nel 2024 l’importo delle richieste era di soli 26,6 milioni di rubli, mentre nel 2023 ha raggiunto i 170 milioni.
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Tra le aziende che chiedevano risarcimenti c’erano le più grandi società e banche russe. VTB, MegaFon, Gazprombank, Lenta, Severstal e Uralkali chiedono il rimborso delle somme spese per servizi che Microsoft non è più in grado di fornire. Le principali lamentele riguardano la fine improvvisa dei rinnovi degli abbonamenti aziendali a Microsoft 365, che comprende applicazioni per ufficio, servizi cloud e posta elettronica aziendale.
Ci sono già le prime decisioni giudiziarie: a febbraio, il tribunale ha ordinato a Microsoft Rus di pagare alla catena di vendita al dettaglio Lenta 16 milioni di rubli. I casi rimanenti sono in sospeso, ma le prospettive per la società americana appaiono cupe.
Microsoft ha definitivamente chiuso le sue attività in Russia, chiudendo filiali in 13 città, tra cui Mosca, San Pietroburgo, Ekaterinburg e Novosibirsk, a dicembre 2024 e gennaio 2025. L’azienda ha anche interrotto il supporto per i servizi cloud e per Skype Messenger, lasciando le organizzazioni russe senza supporto tecnico e aggiornamenti di sicurezza.
La situazione di Microsoft rientra in un processo più ampio di abbandono della Russia da parte delle aziende tecnologiche occidentali. Gli esperti hanno registrato un massiccio deflusso di aziende russe dalle e-mail aziendali di Google e Microsoft: nel corso di un anno, l’abbandono da Gmail è stato del 26% e da Outlook del 40%. Ciò ha creato serie sfide per le aziende russe, che sono state costrette a cercare alternative alle soluzioni tradizionali.
Il fallimento di Microsoft Rus potrebbe creare un precedente per altre aziende informatiche occidentali che hanno annunciato la loro partenza, lasciando però entità giuridiche in Russia con obblighi inadempiuti. La struttura Microsoft in Russia comprende altre tre società: Microsoft Development Center Rus, Microsoft Mobile Rus e Microsoft Payments Rus. Non è ancora noto se siano in programma iniziative simili.
Per gli utenti russi, la bancarotta significherebbe la fine definitiva di qualsiasi supporto per i prodotti Microsoft. Le aziende che utilizzano ancora software con licenza di uno sviluppatore americano saranno costrette a passare alle controparti russe o a cercare altre soluzioni. Il governo sta promuovendo attivamente la sostituzione delle importazioni nel settore IT, ma il processo di transizione verso piattaforme nazionali richiede tempo e risorse ingenti.
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