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HackerHood: attrarre i ragazzi all’etica hacker parte dalle prime superiori

Autore: Massimiliano Brolli
Data Pubblicazione: 26/05/2022

HackerHood, il progetto di hacker etici nato all’interno della Community di Red Hot Cyber, ha sempre sostenuto che per incentivare l’interesse attorno alle attività di ethical hacking, occorre partire dalle scuole.

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Questo lo dicono tutti, ma HackerHood la pensa diversamente. Per scuole noi intendiamo le scuole medie e le prime classi delle scuole superiori.

Diventare un hacker etico è un percorso lungo che si avvia da bambini, quando si iniziano a smontare le cose, a guardarle come sono fatte dentro, a stimolare quell’interesse alla tecnologia e dell’apprendimento empirico.

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Tutto questo è alla base da sempre di tutte le attività di hacking, fin dai tempi del Tech Model Railroad Club del Massachusetts Institute of Technology (MIT).

“L’hacking è un percorso e non una destinazione”

Questa frase è per RHC e per HackerHood l’essenza della cultura hacker.

Se non riusciamo a “stimolare” le giovani menti a questo modo di pensare e a questa filosofia, non potranno mai sapere che esiste questo mondo e arrivati all’università, migliaia di “cervelli” si dirotteranno in altre discipline perdendoli per sempre.

Post su Facebook dell’istituto Deledda di lecce

Occorre quindi far “scoccare la scintilla”, far apprezzare ai giovani che esiste il mondo dell’hacking e poi dell’innovazione tecnologica. E quale migliore modo per fare questo dimostrando ai ragazzi delle prime superiori come si hackera un terminale?

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Dobbiamo ricercare “l’effetto wowwwwwwwwwwwww”.

Una volta catturata la loro attenzione con un semplice hack, a quel punto saranno tuoi per sempre.

Ecco che Massimo Chirivì, Master in cybersecurity di hackerHood, martedì 31 di maggio presenterà all’auditorium dell’istituto tecnico G. Deledda a Lecce, un seminario a tutti i ragazzi delle prime superiori, stimolando le loro menti alla ricerca “dell’effetto wowwwwwwwwwwwww”.

Abbiamo grandissime carenze di hacker etici in Italia e si tratta di un mestiere ricercatissimo dove la richiesta supera immensamente l’offerta generando problemi a tutte le aziende di turnover e di recruiting.

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Anche l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale nelle parole del Prof. Roberto Baldoni riportava che l’Italia è a corto di 100.000 esperti in cybersecurity, dove le specializzazioni più tecniche rivestono oggi dei ruoli cruciali, per verificare e controllare la corretta resilienza delle infrastrutture informatiche di fronte ad un potenziale aggressore.

HackerHood punta sui giovani e sta realizzando il progetto Kiddy Lab, ovvero un percorso guidato per stimolarli e indirizzarli verso la cultura hacker.

“Tieni Il Mento Alto. Un Giorno Ci Sarà Di Nuovo La Felicità A Nottingham, Vedrai.” (Robin Hood)