
Uno studio dell’University College di Londra ha rilevato che le persone possono riconoscere il parlato generato artificialmente solo il 73% delle volte. Inoltre, i risultati erano gli stessi per lingue diverse: sia inglese che cinese.
Ora gli scienziati devono affrontare un compito importante: lo sviluppo di rilevatori automatici di deepfake per contrastare le frodi attraverso materiali audio e video falsi.
I deepfake sono media sintetici che imitano la voce o l’aspetto di una persona reale. Si riferiscono all’intelligenza artificiale generativa (AI) che apprende dai dati dei media. In passato richiedeva migliaia di campioni per ricreare il parlato umano, mentre i moderni algoritmi possono ricreare una voce da una registrazione di 3 secondi.
Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
Lo studio ha utilizzato un algoritmo di sintesi vocale addestrato su due set di dati pubblici in inglese e cinese. In anticipo, il programma ha generato 50 voci in ciascuna lingua. Questi campioni differivano da quelli su cui era stato addestrato l’algoritmo stesso.
I partecipanti (529 persone) hanno riconosciuto discorsi falsi solo il 73% delle volte. Un breve addestramento sulle caratteristiche dei deepfake ha portato solo un leggero miglioramento.
Il primo autore dello studio, Kimberly Mai, ha dichiarato: “Abbiamo utilizzato campioni generati da algoritmi relativamente vecchi. La domanda sorge spontanea: le persone saranno in grado di notare almeno qualcosa di sospetto nei record generati con la tecnologia più recente, ora e in futuro?”
Sebbene l’IA generativa abbia vantaggi per le persone con disabilità, gli scienziati temono che governi e criminali informatici inizieranno ad abusare di queste nuove funzionalità. Così nel 2019 i truffatori hanno convinto l’amministratore delegato di una società energetica britannica a trasferire loro centinaia di migliaia di sterline imitando la voce del suo capo.
Apple ha recentemente annunciato il rilascio di un’applicazione per iPhone e iPad che consente di creare una copia di una voce umana da una registrazione di 15 minuti.
Un altro autore dell’esperimento, Lewis Griffin, ha dichiarato: “Man mano che le tecnologie di intelligenza artificiale migliorano, le organizzazioni dovrebbero sviluppare strategie di controllo, senza dimenticare i vantaggi della tecnologia”.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

DirittiIl presente contributo approfondisce le criticità tecniche e costituzionali della proposta di Regolamento COM/2022/209 CSAR(Child Sexual Abuse Regulation). Questo studio fa seguito all’inquadramento generale già delineato e si concentra sul conflitto tra l’integrità dei sistemi…
CybercrimePer gran parte degli ultimi due decenni, la sicurezza informatica si è fondata su un presupposto fondamentale: le attività malevole possono essere individuate, analizzate e contrastate prima che producano danni significativi. Questo assunto ha modellato…
CybercrimeUn nuovo report pubblicato dall’Huntress Tactical Response Team documenta un’intrusione estremamente sofisticata individuata nel dicembre 2025, nella quale un attore avanzato è riuscito a compromettere un’infrastruttura VMware ESXi sfruttando una VM escape, ovvero l’evasione da…
CybercrimeIn un ecosistema digitale sempre più interconnesso, le aziende dipendono da reti di fornitori e partner per operare in modo efficiente. Tuttavia, questa interdipendenza ha trasformato la supply chain in un nuovo perimetro critico della…
CybercrimeUn messaggio di cancellazione da Booking.com con una penale elevata sembra una pratica commerciale tipica di hotel e appartamenti. Ma è proprio questo tipo di email a dare il via a una nuova campagna malware,…