Sebbene chi si occupa di intelligence delle minacce sia abbastanza preoccupato del fatto che il cybercrime stia piano piano lasciando telegram, iniziano a verificarsi i primi esodi di massa.
Telegram ha recentemente annunciato modifiche significative alla sua politica sulla privacy. Il cofondatore e amministratore delegato Pavel Durov ha dichiarato il 23 settembre 2024 che la piattaforma rafforzerà la moderazione e trasferirà determinati dati degli utenti su richiesta delle autorità.
Ora il messenger rivelerà gli indirizzi IP e i numeri di telefono degli utenti su richieste legittime. Inoltre, l’azienda si è avvalsa di un team di moderatori e di intelligenza artificiale per rimuovere i contenuti illegali. E per i reclami relativi ai contenuti vietati è stato addirittura lanciato uno speciale bot @SearchReport.
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I cambiamenti sono arrivati dopo che la Francia ha accusato Durov di agevolare attività illegali sulla piattaforma. È stato accusato di aver facilitato la distribuzione di materiale pedopornografico, traffico di droga e strumenti per hacker e riciclaggio di denaro.
Inoltre, Durov è stato accusato di essersi rifiutato di fornire alle autorità i dati degli utenti. Il 25 marzo 2024, secondo quanto riferito, la Francia ha emesso un mandato di arresto per Durov e suo fratello Nikolai dopo aver rifiutato di identificare uno degli utenti ricercati in relazione a un’indagine su abusi sessuali su minori. Tuttavia, Durov è ora in libertà, anche se non potrà lasciare la Francia finché le indagini non saranno completate.
Tra i cambiamenti improvvisi nelle politiche di Telegram e i maggiori sforzi per identificare gli abusi della piattaforma, i criminali informatici hanno già iniziato a discutere sulla ricerca di canali di comunicazione alternativi. Alcuni gruppi e attivisti informatici hanno apertamente annunciato il loro passaggio ad altre piattaforme come Signal, Session, Jabber e Tox. Sui forum degli hacker iniziarono ad apparire consigli sull’utilizzo di questi messenger, nonché discussioni sui loro vantaggi e svantaggi.
Sebbene Signal e Session abbiano attirato l’attenzione grazie alla loro forte attenzione alla privacy, mancano di alcune funzionalità di Telegram, comprese le funzionalità dei bot e i gruppi di grandi dimensioni.
Inoltre, queste piattaforme non forniscono un’API aperta, il che ne limita la flessibilità per i criminali informatici. Anche i servizi di messaggistica istantanea decentralizzati come Tox, Jabber e Matrix sono considerati come possibili alternative, ma hanno anche i loro limiti in termini di funzionalità e affidabilità.
Nonostante le discussioni sul passaggio ad altre piattaforme, Telegram rimane popolare tra gli aggressori grazie al suo gran numero di utenti e alle funzionalità avanzate difficili da trovare in un unico posto. Questo è probabilmente ciò che continuerà ad attrarre i criminali informatici, ma alcuni di loro cambieranno sicuramente il messenger che utilizzano per aumentare la privacy delle loro operazioni dannose.
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CISO, Head of Cybersecurity del gruppo Eurosystem SpA. Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA.
Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity. Autore del libro "IL FUTURO PROSSIMO"
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