
Molte persone hanno notato che dopo aver discusso ad alta voce di un prodotto (ad esempio con gli amici in un gruppo), su Internet compaiono annunci pubblicitari. E subito sorge la domanda: davvero lo smartphone ci ascolta e trasmette dati agli inserzionisti? Al giorno d’oggi le persone portano quasi sempre con sé dei gadget, quindi l’ipotesi sembra abbastanza logica, ma in realtà è un mito. Lo smartphone sicuramente non ti sta ascoltando.
Tutto è iniziato circa 8 anni fa, nel 2016. Poi un canale televisivo americano ha mandato in onda un articolo in cui si sosteneva che Facebook potesse intercettare le conversazioni degli utenti attraverso i microfoni degli smartphone. Questa informazione sensazionale sarebbe stata presentata dalla professoressa Kelly Burns dell’Università della Florida del Sud.
Tuttavia, in seguito si è scoperto che Burns in realtà non aveva detto nulla del genere. Ha solo notato che Facebook monitora attivamente le attività online delle persone. Sfortunatamente, il tutto è arrivato troppo tardi e il mito è riuscito a mettere radici profonde.
Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
Le ragioni per cui ha preso piede sono abbastanza chiare. Nel 2016, Facebook ha ampliato notevolmente i suoi strumenti pubblicitari mirati. Gli inserzionisti hanno avuto accesso a una vasta gamma di informazioni sugli utenti: età, sesso, reddito, interessi e molto altro.
E 2 anni dopo, scoppiò un forte scandalo con Cambridge Analytica, che dimostrò che Facebook non si preoccupa affatto della riservatezza dei dati personali. L’idea che l’azienda possa hackerare i microfoni degli smartphone è diventata ancora più forte nelle nostre menti.
Tuttavia numerosi studi hanno sfatato la leggenda. Nel 2018, gli scienziati hanno testato migliaia di applicazioni e non hanno riscontrato un solo caso di attivazione non autorizzata del microfono e di trasmissione di conversazioni agli inserzionisti. Semplicemente non ne hanno bisogno.
Le società pubblicitarie sanno già quasi tutto sugli utenti, monitorano le loro azioni online: query di ricerca, messaggi, Mi piace, commenti, acquisti online. Tutto questo viene attentamente registrato e analizzato.
Noi stessi forniamo costantemente, spesso senza nemmeno accorgercene, un’enorme quantità di informazioni personali agli smartphone. E questo è un modo di sorveglianza molto più economico e affidabile.
Ma anche dopo aver compreso la verità, molto probabilmente continueremo a utilizzare servizi convenienti e applicazioni gratuite. Dopotutto, il prezzo del servizio è la nostra riservatezza.
Pegasus, Finfisher, e PSOA permettendo.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

CybercrimeAn in-depth analysis of the infrastructural connections of the emerging group Orion Leaks and its potential ties to the former RaaS giant, LockBit. In recent months, following Operation Cronos—conducted by international agencies to dismantle LockBit’s…
CybercrimeUn’analisi approfondita sulle connessioni infrastrutturali del gruppo emergente Orion Leaks e il suo possibile legame con l’ex gigante LockBit RaaS. Negli ultimi mesi, a seguito dell’Operazione Cronos, condotta da agenzie internazionali per smantellare l’infrastruttura e…
CybercrimeNegli ultimi mesi si sta parlando sempre più spesso di un cambio di paradigma nel cybercrime. Quello che per anni è stato percepito come un ecosistema prevalentemente digitale — fatto di frodi, furti di identità,…
CybercrimeA volte, per disattivare la protezione di Windows non è necessario attaccare direttamente l’antivirus. È sufficiente impedirne il corretto avvio. Un ricercatore che si fa chiamare Two Seven One Three (TwoSevenOneT) ha pubblicato su GitHub…
CulturaQuando la sicurezza fallisce prima ancora dell’errore Questo testo nasce dall’esperienza diretta, maturata osservando nel tempo numerosi casi di frodi e incidenti informatici, in cui il fattore umano nella sicurezza è stato l’elemento che ha…