
I ricercatori di sicurezza hanno recentemente rilasciato informazioni su una vulnerabilità di elevata gravità risolta in Kubernetes che, in determinate circostanze, potrebbe consentire a un utente malintenzionato di eseguire l’esecuzione di codice in modalità remota con privilegi elevati.
“La vulnerabilità consente l’esecuzione di codice in modalità remota con privilegi di sistema su tutti gli endpoint Windows in un cluster Kubernetes”, ha spiegato Tomer Peled, ricercatore di sicurezza presso Akamai. “Per sfruttare questa vulnerabilità, un utente malintenzionato dovrebbe applicare file YAML dannosi al cluster.”
La vulnerabilità, identificata come CVE-2023-5528 e valutata 7.2 sulla scala CVSS, colpisce tutte le versioni di kubelet (un componente di kubernetes) a partire dalla 1.8.0. Il problema è stato risolto negli aggiornamenti rilasciati il 14 novembre 2023 per le versioni kubelet 1.28.4, 1.27.8, 1.26.11 e 1.25.16.
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Gli sviluppatori di Kubernetes hanno notato nel loro post che la vulnerabilità colpisce i cluster che utilizzano plug-in di archiviazione integrati per i nodi Windows e può portare al controllo completo su tutti i nodi Windows nel cluster. Ciò è dovuto all’uso di chiamate di funzioni non sicure e alla mancanza di pulizia dell’input dell’utente, in particolare quando si lavora con volumi Kubernetes locali.
Akamai ha spiegato che un utente malintenzionato potrebbe utilizzare un parametro di percorso appositamente predisposto in un file YAML per inserire ed eseguire comandi utilizzando il separatore di comandi “&&”. In risposta alla vulnerabilità, il team Kubernetes ha sostituito la chiamata della riga di comando con una funzione Go nativa che esegue la stessa operazione senza possibilità di injection.
Vale la pena notare che Kubernetes diventa molto spesso un bersaglio per gli hacker, soprattutto perché alcune vulnerabilità compaiono con una frequenza invidiabile. Ad esempio, a fine gennaio è stata divulgata la vulnerabilità Sys:All, che consente di ottenere il controllo di un cluster Kubernetes utilizzando un account Google.
Queste falle di Kubernetes evidenziano l’importanza di mantenere aggiornato il software per affrontare le vulnerabilità di sicurezza identificate. Gli sviluppatori possono correggere rapidamente le vulnerabilità identificate, ma in ultima analisi la responsabilità spetta agli amministratori di sistema, che devono applicare immediatamente gli aggiornamenti rilasciati per garantire la sicurezza dei propri sistemi.
Mantenere il software aggiornato e sicuro è un aspetto chiave della sicurezza informatica, soprattutto nel contesto di sistemi mission-critical come Kubernetes.
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