Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
HackTheBox 970x120 1
LECS 320x100 1
La MBDA nega l’hack. I dati erano in un Hard Disk trafugato dalla divisione italiana

La MBDA nega l’hack. I dati erano in un Hard Disk trafugato dalla divisione italiana

2 Agosto 2022 16:26

Sembrerebbe che la MBDA abbia chiarito che i post sui vari forum (Exploit e Breached) dove veniva riportata una presunta fuga di informazioni dalle infrastrutture IT dell’azienda erano falsi. La notizia era stata creata nel tentativo di ricattare l’organizzazione.

Gli estorsori avevano acquisito i dati della MBDA da un’unità esterna utilizzata dalla “divisione italiana dell’azienda” e chiesto un riscatto per non divulgare o vendere i file.

“L’origine dei dati è già stata accertata, essendo stati acquisiti da un hard disk esterno. È stato confermato che non si è verificato alcun hacking delle reti sicure dell’azienda”


Cyber Offensive Fundamentale Ethical Hacking 02

Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals
Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica?
La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].


Supporta Red Hot Cyber attraverso: 

  1. L'acquisto del fumetto sul Cybersecurity Awareness
  2. Ascoltando i nostri Podcast
  3. Seguendo RHC su WhatsApp
  4. Seguendo RHC su Telegram
  5. Scarica gratuitamente “Byte The Silence”, il fumetto sul Cyberbullismo di Red Hot Cyber

Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì.

afferma MBDA .

Sicuramente, a livello di cyberspace esterno non sarà successo alcun hack.

Ma occorrerebbe comprendere meglio internamente, come tale hard disk sia fuoriuscito dall’azienda, come mai non era stato cifrato (viste le informazioni riservate contenute, perché così sembra) e se si sia trattato di un impiegato infedele oppure di una falla all’interno dell’infrastruttura IT dell’azienda che abbia permesso il download di informazioni riservate da una PdL di un impiegato.

In una azienda che produce armi, ci si aspetterebbe una politica di blocco delle porte USB e quindi la possibilità di non far utilizzare ai dipendenti unità di archiviazione esterna dei dati.

Nel comunicato stampa infatti si legge.
MBDA sta confutando il presunto "hacking" dei sistemi informatici dell'azienda e ha sporto denuncia alla polizia di un tentativo di ricatto verso l'azienda.

MBDA è oggetto di un tentativo di ricatto da parte di un gruppo criminale che afferma falsamente di aver violato le reti informatiche dell'azienda. In seguito al rifiuto dell'azienda di cedere a questa minaccia di ricatto e di pagare una richiesta di riscatto, il gruppo criminale ha diffuso informazioni su Internet, rendendole accessibili a pagamento.

La questione è oggetto di indagine da parte delle autorità nazionali italiane, che MBDA sostiene pienamente. La società intraprenderà tutte le azioni legali possibili di fronte a quello che è un atto criminale di ricatto.

L'origine dei dati è già stata accertata, essendo stati acquisiti da un hard disk esterno.

È stato confermato che non si è verificato alcun hacking delle reti sicure dell'azienda. Finora, i processi di verifica interna dell'azienda indicano che i dati messi a disposizione online non sono né dati classificati né sensibili.

MBDA dispone di sistemi di protezione informatica all'avanguardia per far fronte a questo tipo di azioni criminali.

L’azienda non fornisce alcuna spiegazione su come gli estorsionisti abbiano messo le mani sull’hard disk esterno della MBDA Italia.

MBDA ha anche aggiunto che non cederanno al ricatto e non pagheranno il riscatto ai criminali. 

Invece, lavoreranno con le forze dell’ordine italiane e intraprenderanno tutte le azioni legali contro gli autori della truffa. Il 30 luglio 2022, un gruppo di hacker chiamato “Andrastea”, che si descrive come un gruppo di ricercatori sulla sicurezza informatica, ha pubblicato dei post su alcuni forum di hacking di una presunta violazione dell’MBDA sfruttando le vulnerabilità critiche della rete.

Gli hacker hanno affermato di aver scaricato circa 60 GB di dati a seguito dell’intrusione, comprese informazioni sui dipendenti di MBDA, diversi progetti militari classificati, schemi tecnici, contratti, accordi e altro.

Andrastea ha condiviso campioni dei dati rubati come prova che i dati in loro possesso sono reali.

MBDA è un grande sviluppatore di sistemi missilistici che attualmente produce 45 tipi di missili venduti a 90 clienti. Altri 15 sono ora in fase di sviluppo, inclusi i sistemi aria-aria, terra-aria, aria-superficie, antinave, anticarro e lancia-multiplo.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cropped RHC 3d Transp2 1766828557 300x300
La redazione di Red Hot Cyber è composta da professionisti del settore IT e della sicurezza informatica, affiancati da una rete di fonti qualificate che operano anche in forma riservata. Il team lavora quotidianamente nell’analisi, verifica e pubblicazione di notizie, approfondimenti e segnalazioni su cybersecurity, tecnologia e minacce digitali, con particolare attenzione all’accuratezza delle informazioni e alla tutela delle fonti. Le informazioni pubblicate derivano da attività di ricerca diretta, esperienza sul campo e contributi provenienti da contesti operativi nazionali e internazionali.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCybercrime
Basta un riavvio: il trucco che spegne Windows Defender prima ancora che parta
Redazione RHC - 13/01/2026

A volte, per disattivare la protezione di Windows non è necessario attaccare direttamente l’antivirus. È sufficiente impedirne il corretto avvio. Un ricercatore che si fa chiamare Two Seven One Three (TwoSevenOneT) ha pubblicato su GitHub…

Immagine del sitoCultura
La mente dietro le password: Errore umano? No, un legame che non c’è. Puntata 4
Simone D'Agostino - 13/01/2026

Quando la sicurezza fallisce prima ancora dell’errore Questo testo nasce dall’esperienza diretta, maturata osservando nel tempo numerosi casi di frodi e incidenti informatici, in cui il fattore umano nella sicurezza è stato l’elemento che ha…

Immagine del sitoCultura
Burnout: un allarme di sistema nell’IT e nella Cyber Security aziendale
Paloma Donadi - 13/01/2026

Nel mondo della cybersecurity si parla spesso di attacchi, vulnerabilità, incidenti. Si parla meno di una variabile silenziosa che attraversa tutto il settore: la fatica. Non la stanchezza di fine giornata, ma una fatica più…

Immagine del sitoCyberpolitica
Quando il segnale muore, il potere vince: il blackout digitale dell’Iran
Roberto Villani - 13/01/2026

A volte le cose importanti non arrivano in conferenza stampa. Arrivano come un grafico che smette di respirare: la linea della connettività che crolla, l’OSINT che si inaridisce, il rumore che cresce perché il segnale…

Immagine del sitoVulnerabilità
Vulnerabilità critica in ServiceNow: i rischi sono lo spoofing dell’identità
Redazione RHC - 13/01/2026

Una falla critica è stata individuata nella piattaforma di intelligenza artificiale di ServiceNow, con un punteggio di gravità pari a 9,3 su 10. Questa vulnerabilità, catalogata come CVE-2025-12420, potrebbe permettere a malintenzionati di impersonare utenti…