La NATO deve adeguare l'articolo 5 considerando il cyber-warfare e lo deve fare subito.


L'articolo 5 del Trattato Nord Atlantico del 1949 della NATO, sostiene che se un attacco armato viene effettuato contro anche un solo Stato dell'alleanza, tutti gli altri Stati membri considerano quell'attacco un attacco contro ognuno di loro e potranno utilizzare le forze armate per ristabilire la pace.



Questo "fondamento" è stato il fulcro per oltre sette decenni della "Pax Americana": il sistema globale guidato dagli Stati Uniti che definisce il potere militare, le alleanze, la difesa collettiva e la capacità di proiettare la forza combinata ovunque sul pianeta.


Va da sé che la NATO deve adattarsi alle minacce attuali aggiungendo la "guerra cibernetica", compresa la guerra dell'informazione all'interno dell'articolo 5 e questo lo deve fare alla svelta.


Cyberwarfare: la guerra moderna

La maggior parte degli attacchi informatici contro gli stati della NATO sono effettuati dalla Russia. Un elemento chiave di questi riguarda quella che viene chiamata "guerra dell'informazione" ("un nuovo volto della guerra", citando un rapporto della RAND Corporation), che coinvolge pesantemente la disinformazione e include quella guerra di influenza difficilmente di tipo benigno, ma quelle operazioni che hanno sempre fatto parte di qualsiasi guerra convenzionale seria nei tempi moderni.



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