
Nonostante il clamore suscitato dal furto delle email dello staff di Hillary Clinton nel 2016, che avrebbe dovuto rappresentare un monito, sembra che l’insegnamento non sia stato recepito. infatti usare l’email istituzionale per registrarsi a siti di incontri ancora imperversa nei parlamentari italiani.
Secondo un’indagine condotta dalla Fondazione Proton insieme a Constella Intelligence, le credenziali di accesso, incluse email ufficiali e password, di ben 91 parlamentari italiani sono ora disponibili nel dark web.
73 deputati e 18 senatori hanno utilizzato i propri indirizzi di posta elettronica istituzionali per iscriversi a una varietà di servizi online, tra cui siti di incontri, utilizzando gli account ufficiali della Camera dei Deputati e del Senato. Tuttavia, questi siti sono stati successivamente hackerati, e i dati raccolti dai cybercriminali sono stati esposti nel dark web.
Tra le piattaforme violate che hanno contribuito a questa fuga di dati ci sono nomi noti come LinkedIn, Adobe, Dropbox e Dailymotion, oltre a servizi di incontri come Badoo. Il risultato è preoccupante: 195 password, di cui 188 in chiaro, legate a parlamentari italiani, sono ora liberamente accessibili nel dark web. Inoltre, le email istituzionali di questi politici sono state ripetutamente divulgate, con 402 segnalazioni di esposizione dei dati.
Fondazione Proton, dopo aver identificato i politici coinvolti, ha tentato di contattarli per avvertirli della situazione e consigliarli di aggiornare le proprie password e le informazioni di accesso. Tuttavia, sorprendentemente, nessuno dei destinatari ha risposto all’appello, lasciando intatte le credenziali compromesse.
Il rischio di queste violazioni è tutt’altro che teorico. Gli esperti di sicurezza informatica avvertono che, qualora uno dei servizi compromessi contenesse anche informazioni di pagamento, le conseguenze potrebbero includere frodi finanziarie. Inoltre, il furto di identità è un’altra minaccia seria: con le credenziali rubate, un malintenzionato potrebbe facilmente impersonare un parlamentare e accedere a informazioni sensibili o persino utilizzarle per scopi illeciti.
In conclusione, l’uso inappropriato degli account istituzionali espone non solo i singoli parlamentari, ma anche le istituzioni che rappresentano, a rischi considerevoli. Una maggiore consapevolezza sulla sicurezza digitale e l’adozione di pratiche più sicure sono ormai indispensabili per proteggere i dati sensibili e mantenere l’integrità delle istituzioni.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

CulturaC’è questa idea sbagliata, un po’ romantica volendo, per cui il ransomware è “roba da IT”: qualche server in crisi, due notti in bianco, poi si riparte e fine… La realtà, soprattutto per un’azienda quotata…
DirittiNel precedente contributo abbiamo esplorato come la posizione di garanzia del professionista della cybersecurity si scontri con fattispecie classiche come l’accesso abusivo. Tuttavia, nella mia esperienza professionale e accademica, riscontro spesso una zona d’ombra ancora…
VulnerabilitàAncora una volta Microsoft si è vista obbligata ad effettuare una rapida correzione di alcune falle. L’azienda ha rilasciato patch non programmate per Microsoft Office, risolvendo una pericolosa vulnerabilità zero-day già sfruttata in attacchi informatici.…
Cyber NewsLa recente scoperta di una vulnerabilità nella piattaforma AI di ServiceNow ha scosso profondamente il settore della sicurezza informatica. Questa falla, caratterizzata da un punteggio di gravità estremamente elevato, ha permesso ad aggressori non autenticati…
Cyber NewsLa scoperta è avvenuta casualmente: navigando sulla versione web mobile di Instagram, Jatin Banga ha notato che i contenuti di alcuni profili privati erano visibili senza alcuna autorizzazione. Analizzando il traffico dati, ha individuato la…