
L’FBI ha bloccato server e siti Web associati al gruppo ransomware RADAR/DISPOSSESSOR. L’operazione è stata condotta congiuntamente con partner del Regno Unito e della Germania.
Red Hot Cyber ha intervistato RADAR/DISPOSSESSOR circa un mese fa dove il gruppo ha fornito una serie di informazioni sul suo funzionamento.
Di conseguenza, le forze dell’ordine hanno confiscato server e domini utilizzati dagli hacker per sferrare gli attacchi. In particolare sono stati sequestrati 3 server negli USA, 3 server nel Regno Unito, 18 server in Germania nonché diversi domini (radar[.]tld, dispossessor[.]com, cybernewsint[.]com e altri). I siti servivano sia a coordinare gli attacchi che a creare notizie false e piattaforme video.
Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
Dall’agosto 2023, il gruppo DISPOSSESSOR, guidato da un criminale informatico di nome Brain, attacca le piccole e medie imprese in vari paesi, tra cui Stati Uniti, Argentina, Australia, Germania e altri. In totale sono state colpite 43 aziende. Gli hacker sono penetrati nelle reti attraverso vulnerabilità, password deboli e mancanza di autenticazione a più fattori, rubando dati e crittografando i dispositivi delle vittime, negando loro l’accesso alle informazioni.
Dopo l’attacco, se l’azienda non si metteva in contatto, i criminali stessi contattavano i dipendenti tramite e-mail o chiamate, minacciando di pubblicare i dati rubati. Gli aggressori hanno anche inviato collegamenti a piattaforme dove venivano pubblicati i file rubati, aumentando la pressione sulle vittime. Invece di screenshot con informazioni rubate, gli hacker hanno allegato alla pagina di fuga piccoli video che mostravano chiaramente cataloghi con dati rubati.

L’FBI ha esortato chiunque sia stato violato da DISPOSSESSOR a contattare l’Internet Crime Complaint Center (IC3) o la hotline 1-800-CALL dell’FBI.
In precedenza, il gruppo Dispossesor operava come gruppo ransomware, rilasciando dati rubati da altri attacchi ransomware come LockBit. Successivamente gli hacker hanno rivenduto i dati su vari forum clandestini. Nel giugno 2024, i criminali hanno iniziato a utilizzare il ransomware LockBit 3.0 trapelato, che ha aumentato notevolmente la portata dei loro attacchi.
Alcuni ricercatori ritengono che il gruppo sia stato creato da ex membri di LockBit, cosa confermata dagli stessi hacker, ma non è possibile verificare l’autenticità delle loro parole.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

CulturaLinus Torvalds, il creatore di Linux, ha espresso una posizione ferma e senza mezze misure riguardo al dibattito sull’integrazione e l’uso di strumenti di intelligenza artificiale nella scrittura e revisione del codice del kernel di…
CybercrimeNel mondo di oggi la tecnologia non è più un mero strumento di efficienza o comodità, ma una leva geopolitica di primaria importanza. L’accesso a infrastrutture digitali, piattaforme cloud e sistemi di comunicazione non è…
CybercrimeImmaginate una situazione in cui Internet sembra funzionare, ma i siti web non si aprono oltre la prima schermata, le app di messaggistica sono intermittenti e le aziende sono in continuo cambiamento. Secondo gli autori…
CulturaRecentemente, una bobina di nastro magnetico è rimasta in un normale armadio universitario per mezzo secolo, e ora è improvvisamente diventata una scoperta di “archeologia informatica del secolo“. Un nastro con la scritta “UNIX Original…
CybercrimeUn massiccio archivio digitale contenente le informazioni private di circa 17,5 milioni di utenti Instagram sembrerebbe essere finito nelle mani dei cybercriminali. Qualche ora fa è stato segnalato l’allarme dopo che diversi utenti su Reddit…