
Adobe ha rilasciato una correzione per una vulnerabilità critica zero-day nei prodotti open source Adobe Commerce e Magento. La vulnerabilità viene sfruttata attivamente dagli hacker in attacchi reali.
La vulnerabilità (CVE-2022-24086) ha ricevuto un punteggio di 9,8 su un massimo di 10 sulla scala CVSS ed è correlata a una convalida dell’input errata che può essere utilizzata per eseguire codice arbitrario. Lo sfruttamento della vulnerabilità non richiede credenziali, ma richiede diritti di amministratore

Gli operatori che utilizzano Magento 2 (versioni da 2.3.3 a 2.3.7) possono installare manualmente la patch rilasciata, poiché questo processo richiede la modifica solo di poche righe.
In un bollettino sulla sicurezza, l’azienda descrive gli attacchi associati a questo bug come “molto limitati” e relativi ad Adobe Commerce, ovvero il problema non ha ancora raggiunto lo sfruttamento di massa del problema.
La vulnerabilità interessa Adobe Commerce e Magento Open Source versioni 2.4.3-p1 e successive, nonché le versioni 2.3.7-p2 e successive. Le versioni di Adobe Commerce 2.3.3 e precedenti non sono interessate.
La vulnerabilità è diventata nota dopo che gli specialisti di Sansec hanno rilevato gli attacchi del gruppo Magecart, durante i quali i criminali hanno compromesso 500 siti basati su Magento 1.
Ti è piaciutno questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

HackingIl 31 dicembre, per i giocatori e gli utenti di computer più vecchi che puntano alle massime prestazioni, la versione ufficiale di Windows 11 sembra essere spesso troppo pesante. Tuttavia, il celebre Windows X-Lite ha…
Cyber ItaliaNel 2025 il ransomware in Italia non ha “alzato la testa”. Ce l’aveva già alzata da anni. Noi, semmai, abbiamo continuato a far finta di niente. E i numeri – quelli che finiscono in vetrina,…
CyberpoliticaOgni giorno Telegram pubblica, attraverso il canale ufficiale Stop Child Abuse, il numero di gruppi e canali rimossi perché riconducibili ad abusi su minori. Il confronto più significativo emerge osservando le sequenze di fine anno,…
CybercrimeNel panorama delle indagini sui crimini informatici, alcuni casi assumono un rilievo particolare non solo per l’entità dei danni economici, ma per il profilo delle persone coinvolte. Le inchieste sul ransomware, spesso associate a gruppi…
CybercrimeNel 2025, la criminalità informatica andrà sempre più oltre il “semplice denaro”: gli attacchi non riguardano solo fatture per tempi di inattività e pagamenti di riscatti, ma anche conseguenze umane reali, dalle interruzioni dell’assistenza sanitaria…