
Nel mondo odierno dello sviluppo software, i professionisti non costruiscono i propri prodotti da zero ma utilizzano componenti standardizzati, in modo simile al processo di produzione automobilistica in cui le parti vengono prese in prestito da vari produttori. Questa regola si applica sia al software open source che ai prodotti sviluppati per scopi commerciali. Gli sviluppatori spesso riutilizzano elementi creati da altri.
Tuttavia, in un ecosistema software open source con milioni di singoli componenti, sorgono problemi di sicurezza. Cosa succede se qualcuno inserisce codice dannoso nel proprio componente come protesta contro determinati eventi mondiali?
Casi del genere si sono già verificati e in alcuni paesi hanno portato alla pirateria informatica dei computer degli utenti. A causa della stretta interconnessione nell’ecosistema software, anche un piccolo contributo o cambiamento può avere un impatto significativo.
Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
A volte lo sviluppatore principale di un progetto open source può commettere accidentalmente un errore. Tuttavia, recentemente, in un contesto di conflitti globali, alcuni sviluppatori stanno trasformando i loro progetti in strumenti di protesta informatica volti ad attirare l’attenzione su determinati problemi prendendo di mira i dispositivi in determinate regioni.
Altri sviluppatori preferiscono misure meno radicali, introducendo nei loro programmi messaggi o documenti che chiedono sostegno alle loro idee e posizioni.
Uno studio che esamina l’impatto della politica globale sugli ecosistemi software ha identificato tre tipi principali di cosiddetti software “di protesta”: malware, che danneggia o controlla i dispositivi all’insaputa dell’utente; software innocuo il cui scopo è sensibilizzare su questioni politiche o sociali; e sanzioni agli sviluppatori che influiscono sull’ecosistema software nel suo complesso, come la limitazione delle vendite di prodotti o il blocco degli account.
Il ruolo del software open source nel mondo dell’ingegneria del software è cambiato negli ultimi dieci anni. Le grandi aziende che in precedenza si opponevano al software open source stanno ora contribuendo attivamente al suo sviluppo. Tuttavia, l’emergere di software “test” ha causato una perdita di fiducia nel software open source, che potrebbe richiedere l’introduzione di un processo di certificazione per confermarne l’origine.
L’istruzione svolge un ruolo chiave nel superare queste sfide. Molti programmi di studio di informatica e ingegneria del software non prestano sufficiente attenzione all’etica, ma esempi di software “di prova” possono fornire materiale didattico visivo.
Viene sottolineata l’importanza dello studio degli aspetti sociali e umani nel contesto dei rapidi sviluppi della tecnologia e dell’intelligenza artificiale, nonché la necessità di una corretta interazione tra uomo e intelligenza artificiale.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

CyberpoliticaIl CEO di Cloudflare, Matthew Prince, ha minacciato di chiudere le attività dell’azienda in Italia dopo che l’autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni del Paese le ha imposto una multa pari al doppio del suo fatturato…
CybercrimeUn’analisi approfondita sulle connessioni infrastrutturali del gruppo emergente Orion Leaks e il suo possibile legame con l’ex gigante LockBit RaaS. Negli ultimi mesi, a seguito dell’Operazione Cronos, condotta da agenzie internazionali per smantellare l’infrastruttura e…
CybercrimeNegli ultimi mesi si sta parlando sempre più spesso di un cambio di paradigma nel cybercrime. Quello che per anni è stato percepito come un ecosistema prevalentemente digitale — fatto di frodi, furti di identità,…
CybercrimeA volte, per disattivare la protezione di Windows non è necessario attaccare direttamente l’antivirus. È sufficiente impedirne il corretto avvio. Un ricercatore che si fa chiamare Two Seven One Three (TwoSevenOneT) ha pubblicato su GitHub…
CulturaQuando la sicurezza fallisce prima ancora dell’errore Questo testo nasce dall’esperienza diretta, maturata osservando nel tempo numerosi casi di frodi e incidenti informatici, in cui il fattore umano nella sicurezza è stato l’elemento che ha…