Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Fortinet 970x120px
Redhotcyber Banner Sito 320x100px Uscita 101125
Operazione FBI: Svelata la Botnet Cinese Flax Typhoon che Controllava il Mondo IoT

Operazione FBI: Svelata la Botnet Cinese Flax Typhoon che Controllava il Mondo IoT

22 Settembre 2024 16:01

Gli Stati Uniti hanno scoperto e smantellato una campagna botnet orchestrata da hacker cinesi, progettata per infiltrarsi nelle infrastrutture statunitensi e in vari dispositivi connessi a Internet.

Il direttore dell’FBI, Christopher Wray, ha annunciato l’operazione, chiamata “Flax Typhoon”, durante il Cyber Summit di Washington il 18 settembre. Ha affermato che questa campagna fa parte di un’iniziativa più ampia guidata da Pechino.

La minaccia del Flax Typhoon

“Flax Typhoon ha preso il controllo di dispositivi IoT come telecamere, videoregistratori e dispositivi di archiviazione comunemente utilizzati in grandi e piccole organizzazioni”, ha dichiarato Wray. “Circa la metà di questi dispositivi compromessi si trovano negli Stati Uniti.”

Gli hacker, fingendosi parte della società di sicurezza informatica Integrity Technology Group, hanno raccolto dati da aziende, media, università e agenzie governative. Hanno sfruttato centinaia di migliaia di dispositivi connessi a Internet per creare una botnet, utilizzata per compromettere sistemi e sottrarre dati sensibili.

La scorsa settimana, in collaborazione con gli alleati, l’FBI ha preso il controllo della botnet su ordine del tribunale, interrompendo le attività di Flax Typhoon. Gli hacker hanno tentato di migrare ai sistemi di backup, ma di fronte alla reazione delle forze dell’ordine, hanno distrutto la nuova infrastruttura e abbandonato la botnet.

“Pensiamo che gli autori si stiano rendendo conto che l’FBI e i nostri partner non lasceranno loro scampo”, ha affermato Wray.

Legami con il gruppo Volt Typhoon

Flax Typhoon sembra avere legami con un altro gruppo di hacker cinesi, Volt Typhoon, scoperto da Microsoft nel maggio dello scorso anno. Questo gruppo ha utilizzato apparecchiature di rete per penetrare e compromettere infrastrutture, incluso il sistema di comunicazioni di Guam, un’importante base militare statunitense.

L’ambasciata cinese a Washington ha negato le accuse statunitensi. “Senza prove valide, gli Stati Uniti hanno tratto conclusioni frettolose e avanzato accuse infondate”, ha dichiarato Liu Pengyu, portavoce dell’ambasciata, in un’email inviata a VOA. “Gli Stati Uniti stessi sono la fonte principale di attacchi informatici globali.”

A seguito dell’annuncio dell’FBI, la National Security Agency (NSA) ha emesso un avviso esortando le organizzazioni a applicare patch sui dispositivi compromessi. Secondo la NSA, la botnet utilizzava oltre 260.000 dispositivi in Nord America, Europa, Africa e Sud-Est asiatico fino a giugno di quest’anno.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Sandro Sana 300x300
Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA. Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity.
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
Visita il sito web dell'autore

Articoli in evidenza

Immagine del sitoDiritti
Difesa attiva e hack back: il labirinto legale della cybersecurity
Paolo Galdieri - 27/01/2026

Nel precedente contributo abbiamo esplorato come la posizione di garanzia del professionista della cybersecurity si scontri con fattispecie classiche come l’accesso abusivo. Tuttavia, nella mia esperienza professionale e accademica, riscontro spesso una zona d’ombra ancora…

Immagine del sitoCyber News
E che il phishing abbia inizio! Microsoft corre ai ripari per una zero-day già sfruttata in Office
Redazione RHC - 27/01/2026

Ancora una volta Microsoft si è vista obbligata ad effettuare una rapida correzione di alcune falle. L’azienda ha rilasciato patch non programmate per Microsoft Office, risolvendo una pericolosa vulnerabilità zero-day già sfruttata in attacchi informatici.…

Immagine del sitoCyber News
ServiceNow sotto attacco: come un’email può spalancare le porte della tua azienda
Redazione RHC - 27/01/2026

La recente scoperta di una vulnerabilità nella piattaforma AI di ServiceNow ha scosso profondamente il settore della sicurezza informatica. Questa falla, caratterizzata da un punteggio di gravità estremamente elevato, ha permesso ad aggressori non autenticati…

Immagine del sitoCyber News
Scoperta Shock su Instagram: Post Privati Accessibili Senza Login!
Redazione RHC - 26/01/2026

La scoperta è avvenuta casualmente: navigando sulla versione web mobile di Instagram, Jatin Banga ha notato che i contenuti di alcuni profili privati erano visibili senza alcuna autorizzazione. Analizzando il traffico dati, ha individuato la…

Immagine del sitoCyber News
149 Milioni di Account Esposti: Il Database Che Nessuno Doveva Vedere
Redazione RHC - 26/01/2026

Un recente leak ha rivelato 149 milioni di login e password esposti online, tra cui account di servizi finanziari, social, gaming e siti di incontri. La scoperta è stata fatta dal ricercatore Jeremiah Fowler e…