Nello scorso articolo avevamo riportato che la gang criminale aveva avviato un countdown con Deadline prevista per il 22 Dec, 2022 alle ore 11:10:07 UTC, e così è stato.
Molti in questi giorni si sono chiesti se si sia trattato di un attacco ransomware verso le infrastrutture dell’azienda oppure un attacco (come spesso accade in questo periodo) ad una azienda di terze parti (attacco in supply-chain).
Abbiamo provato a contattare LockBit tramite i suoi canali underground per un commento, ma ancora non abbiamo ricevuto risposta. Ma essendo un attacco di tipo ransomware “palese” e “plateale”, la cosa più corretta da fare è analizzare le fuoriuscita dei dati, cosa che faremo con questo articolo.
Cosa contengono i dati pubblicati da LockBit
Accedendo tramite l’interfaccia di Directory Listing del data leak site di LockBit, si accede ad una directory che navigandola porta ad una lista di documenti PDF
Si tratta nello specifico di 3733 documenti, come viene riportato dall’interfaccia grafica di LockBit.
In uno dei primi documenti che si trovano nella collection pubblicata da LockBit, c’è un modello di pagamento dove viene riportato in alto a sinistra “Agenzia delle entrate”.
Andando ad analizzare ulteriori documenti presenti nel DLS di Lockbit afferenti al presunto attacco all?Agenzia delle Entrate, troviamo i più disparati documenti. Abbiamo parcelle di pagamento di studi di avvocati, al pagamento dei cappotti termici, delibere, buste paga e molto e molto altro ancora.
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La cosa interessante che fanno tutte riferimento ad aziende diverse e non all’Agenzia delle Entrate.
Conclusioni
Quindi sembrerebbe che non vi sia stato nessun attacco informatico all’Agenzia delle Entrate.
Da quanto ci risulta, l’azienda violata è uno studio di commercialisti o un CAF che si trova a che fare con una serie di documentazioni di privati o aziende.
Risultano molto ricorrenti dai documenti pubblicati, delle attività dello studio “Ghidetti-Spadini-Tognella” di Verona, pertanto potrebbe essere un chiaro segno che le infrastrutture violate siano afferenti a questo studio di commercialisti.
Inoltre anche molte firme di documenti risultano afferenti a questi 3 professionisti.
Anche in questo caso (come successo già in passato), LockBit ha messo dei dati sul DLS, pensando alla AdE, visto che il nome e il logo dell’Agenzia erano ricorrenti su diversi documenti pubblicati.
Si potrebbe anche pensare ad un nuovo affiliato poco avvezzo nella gestione delle pubblicazioni su sito di LockBit 3.0, ma anche questo risulta tutto da confermare.
Ancora non abbiamo avuto risposta da LockBit per la precedente richiesta di informazioni, ma procederemo a chiedere ulteriori chiarimenti vista la pubblicazione di dati poco contestuali a quanto riportato, relativamente all’Agenzia delle Entrate.
RHC monitorerà l’evoluzione della vicenda in modo da pubblicare ulteriori news sul blog, qualora ci fossero novità sostanziali. Nel caso in cui l’azienda voglia fornire una dichiarazione a RHC, saremo lieti di pubblicarla con uno specifico articolo sulle nostre pagine per dare risalto alla questione.
Qualora ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni sulla vicenda od effettuare una dichiarazione, possono accedere alla sezione contatti, oppure in forma anonima utilizzando la mail crittografata del whistleblower.
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Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza:Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione
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