
A gennaio, un attacco informatico ha compromesso i sistemi IT degli enti sanitari lucani, causando la divulgazione di dati sensibili, compresi quelli medici, nel dark web a febbraio. La cyber gang artefice del danno è stata Rhysida.
La Regione Basilicata ha allertato la cittadinanza di questo incidente, rivelando che gli hacker criminali hanno preteso un pagamento (riscatto) per evitare la diffusione delle informazioni trafugate dai database sanitari.
Di seguito la comunicazione pubblica
ai sensi dell’art. 34, par. 3, lett. c), del Regolamento (UE) 2016/679 in merito all’attacco hacker subito dall’Azienda del Servizio Sanitario (Azienda Sanitaria di Matera, Azienda Sanitaria di Potenza, AOR San Carlo Potenza ed IRCCS-CROB Rionero in V.) e dalla Regione Basilicata nel gennaio 2024.
Gentili Utenti,
Vi scriviamo per informarvi che nella seconda metà di gennaio – come già reso noto in precedenti comunicati – le Aziende del Servizio Sanitario Regionale e la Regione Basilicata sono state vittime di un attacco informatico (hacker) che ha permesso a cyber criminali di accedere illegalmente ai sistemi informatici e sottrarre documenti contenenti dati personali. La violazione è stata bloccata non appena rilevata.
Cosa è successo e come abbiamo reagito?
Dopo aver rilevato le attività non autorizzate, abbiamo:
-prontamente coinvolto le forze dell’ordine competenti, che hanno supportato nelle indagini, si è proceduto ad informare l’Agenzia Nazionale Cybersecurity nonché l’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali, come richiesto dalla legge.
-immediatamente adottato misure per contenere, valutare e porre rimedio all’incidente, tra cui l’attivazione di un gruppo di emergenza in risposta agli incidenti, l’assunzione di principali esperti esterni di cybersecurity per supportare le attività di risposta e l’arresto temporaneo di tutti i sistemi IT che potevano essere interessati.
-proceduto a bonificare l’intero sistema informatico aumentando i livelli di sicurezza con nuovi strumenti informatici che tengono sotto controllo continuamente la rete e possono rilevare prima possibile eventuali nuove minacce;
-dato diffusione sui siti web istituzionali delle Aziende e della Regione Basilicata e la notizia è stata rilanciata dai quotidiani e dalle TV locali.
Quali dati personali sono stati violati?
Dalle nostre verifiche, i dati sottratti comuni e particolari, sia di natura sanitaria che amministrativa, riguardano principalmente pazienti ed operatori, costituiscono una minima parte del patrimonio informativo delle Aziende e spesso si tratta di dati parziali e destrutturati, raggruppati in ‘riassunti’, ovvero documenti riferibili a un gran numero di persone, spesso identificate in maniera incompleta o difficilmente riconducibile alla persona in assenza di altri elementi conoscitivi.Le autorità regionali e gli enti sanitari hanno collaborato con l’Agenzia Nazionale Cybersecurity (ACN) per sanare i sistemi e hanno consultato il Garante per la protezione dei dati personali. Hanno anche implementato avanzati sistemi di sicurezza per identificare prontamente future insidie informatiche.
È emerso che i dati compromessi includono informazioni sia cliniche che amministrative, interessando principalmente pazienti e personale medico. Questi dati, però, costituiscono una frazione limitata dell’intero archivio informativo che è incompleto e disorganizzato, racchiusi in documenti sintetici che raramente permettono l’identificazione diretta degli individui.
Gli enti sanitari lucani mantengano, hanno messo in guardia le persone coinvolte circa il pericolo di furti d’identità, truffe phishing e altre forme di inganno.
Si invita pertanto a esercitare estrema cautela nel rispondere a comunicazioni elettroniche o messaggi, in particolare quando si richiedono dati personali o si offrono servizi sanitari.
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