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Relazioni pericolose fra design dei siti web e violazioni del GDPR

Relazioni pericolose fra design dei siti web e violazioni del GDPR

1 Gennaio 2023 09:52

L’autorità di controllo danese rilevato una violazione del principio di liceità, trasparenza e correttezza con un’istruttoria riguardante gli strumenti di gestione del consenso per cookie e strumenti di tracciamento da parte dei visitatori di un sito web, contestando sostanzialmente l’impiego di dark pattern.

Nella soluzione adottata, il consenso ai cookie veniva espresso cliccando su una fra tre diverse caselle presentate al visitatore: una per accettare solo i cookie necessari, di colore rosso; una per personalizzare le impostazioni, di colore grigio: una per accettare tutte le finalità, di colore verde.

Qualora fosse stata scelta la personalizzazione delle impostazioni, il visitatore avrebbe avuto così la possibilità di accedere ad una seconda maschera con cui selezionare o deselezionare le singole finalità.

Partendo dalla considerazione per cui il consenso viene definito come

qualsiasi manifestazione di volontà libera, specifica, informata e inequivocabile dell’interessato con la quale lo stesso manifesta il proprio assenso, mediante dichiarazione o azione positiva inequivocabile, che i dati personali che lo riguardano siano oggetto di trattamento;

(art. 4.1 n. 11 GDPR), l’Authority ha contestato proprio la mancanza di validità del consenso prestato attraverso le modalità proposte dal sito oggetto dell’istruttoria.

Per quanto riguarda la previsione di un secondo layer di consenso maggiormente specifico in seguito alla selezione di una personalizzazione delle impostazioni, tale soluzione non si pone in contrasto con la granularità richiesta dalle prescrizioni normative dal momento che l’opportunità di fornire un consenso specifico è comunque garantita.

Ciò che invece è stato valutato come impeditivo o distorsivo di un esercizio di volontà libera è la modalità in cui sono presentate le opzioni di rifiutare o accettare tout court le attività di trattamento.

Infatti, la scelta di impiego del colore rosso per l’accettazione dei soli cookie necessari e verde per l’accettazione di ogni finalità è stata valutata come un’azione di nudging. Si tratta di quella tecnica di persuasione o “spinta gentile” che ha lo scopo di influenzare comportamenti e scelte degli individui, senza imporre limitazioni o costrizioni.

È evidente che dunque il design di un sito web, quale può essere anche la scelta di colori, può comportare conseguenze rilevanti circa la capacità di garantire il rispetto del GDPR in ambiti diversi rispetto alle soluzioni di consenso adottate per la gestione dei cookie. Alcuni esempi:

  • una privacy o cookie policy è valutata come accessibile se è possibile raggiungerla con un massimo di 2 clic da ogni pagina del sito;
  • la scelta di stratificazione delle informative deve essere orientata ad agevolare la comprensione del contenuto e non seguire il proposito di disperdere l’attenzione dell’interessato;
  • la reiterazione della richiesta di consenso in caso di rifiuto non può avvenire se non nel caso in cui siano mutate le condizioni del trattamento, sia tecnicamente impossibile avere contezza della memorizzazione del cookie sul dispositivo o altrimenti siano trascorsi almeno 6 mesi dalla presentazione del banner.

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Stefano Gazzella 300x300
Privacy Officer e Data Protection Officer, è Of Counsel per Area Legale. Si occupa di protezione dei dati personali e, per la gestione della sicurezza delle informazioni nelle organizzazioni, pone attenzione alle tematiche relative all’ingegneria sociale. Responsabile del comitato scientifico di Assoinfluencer, coordina le attività di ricerca, pubblicazione e divulgazione. Giornalista pubblicista, scrive su temi collegati a diritti di quarta generazione, nuove tecnologie e sicurezza delle informazioni.
Aree di competenza: Privacy, GDPR, Data Protection Officer, Legal tech, Diritti, Meme
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