
Secondo i dati del rapporto Proton, giganti della tecnologia come Google, Meta e Apple sono diventati strumenti chiave per le agenzie di intelligence e le forze dell’ordine americane. Negli ultimi anni la quantità di dati trasferiti è aumentata in modo esponenziale e le aziende stesse non possono rifiutarsi di collaborare senza danneggiare il proprio modello di business.
Dal 2014 al 2024, il numero di account i cui dati sono stati trasferiti alle forze dell’ordine è aumentato di centinaia di punti percentuali: Google del 530%, Meta* del 675%, Apple del 621%. In totale, durante questo periodo, le autorità americane hanno ricevuto informazioni su circa 3,16 milioni di utenti. Questi dati non includono le richieste ai sensi del Foreign Intelligence Surveillance Act (FISA), che consente richieste segrete di informazioni.
Secondo i dati disponibili, negli ultimi 12 mesi le agenzie statunitensi hanno inoltrato quasi 500.000 richieste a Google e Meta, ovvero più di tutte le altre nazioni dell’alleanza FiveEyes messe insieme. Ciò conferma che gli Stati Uniti utilizzano le principali aziende informatiche come sistema di sorveglianza globale.
Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
Le aziende sono tenute a raccogliere quante più informazioni possibili sui propri utenti perché i loro modelli di business si basano sulla pubblicità mirata. Nel 2024, il giornalista del Times ha richiesto i suoi dati da Meta e ha ricevuto 20 mila pagine di informazioni, comprese azioni su siti e applicazioni non correlate al social network.
Una volta entrati nell’ecosistema Big Tech, gli utenti perdono il controllo sui propri dati. Apple, Google e Meta monitorano praticamente ogni attività online svolta da una persona e potrebbero condividere tali informazioni con terze parti o agenzie governative.
Tecnicamente, la maggior parte delle richieste necessita dell’approvazione giudiziaria, ma esistono delle scappatoie. Ad esempio, le richieste FISA possono essere presentate senza revisione giudiziaria e i cosiddetti “mandati di cattura inversi” consentono alle forze dell’ordine di raccogliere dati sugli utenti senza identificare specifici sospettati.
Negli ultimi anni il numero di richieste FISA è aumentato drasticamente: del 2171% per Meta, del 594% per Google e del 274% per Apple. Spesso queste richieste restano classificate e le aziende IT sono tenute a soddisfarle. Sebbene le aziende tecnologiche dichiarino di avere a cuore la privacy, la loro dipendenza finanziaria dalla pubblicità rende difficile implementare una crittografia end-to-end completa. Nel 2023, la pubblicità ha generato il 98% dei ricavi di Meta, il 77% per Alphabet (Google) e Apple sta aumentando attivamente i suoi ricavi pubblicitari.
Di conseguenza, il governo degli Stati Uniti ottiene l’accesso a enormi quantità di dati senza adeguati controlli e gli utenti si ritrovano in una posizione in cui le loro informazioni personali sono di fatto nelle mani di agenzie di intelligence e aziende.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

InnovazioneQuesta settimana ha segnato la fine di un’era: Microsoft ha finalmente terminato il supporto per Windows Server 2008, il sistema operativo basato su Windows Vista. Il sistema operativo server, nome in codice Longhorn Server, è…
CyberpoliticaL’articolo pubblicato ieri su Red Hot Cyber ha raccontato i fatti: la multa, le dichiarazioni durissime di Matthew Prince, le minacce di disimpegno di Cloudflare dall’Italia, il possibile effetto domino su Olimpiadi, investimenti e servizi…
CulturaDopo aver analizzato nei due articoli precedenti l’inquadramento normativo e il conflitto tra algoritmi e diritti fondamentali è necessario volgere lo sguardo alle ripercussioni che la proposta CSAR avrà sulla competitività digitale dell’Europa e sulla…
VulnerabilitàUna vulnerabilità recentemente risolta permetteva agli aggressori di sfruttare Microsoft Copilot Personal con un semplice clic, al fine di rubare di nascosto dati sensibili degli utenti. Mediante un link di phishing, i malintenzionati erano in…
CulturaWikipedia nacque il 15 gennaio 2001, in un freddo pomeriggio di metà gennaio che nessuno ricorda più davvero più. Jimmy Wales e Larry Sanger decisero di fare un esperimento, uno di quelli che sembrano folli…