Con un post pubblicato pochi minuti fa sul canale Telegram da parte della cybergang Stormous, viene riportato la presunta violazione delle infrastrutture IT dell’università di Roma TOR VERGATA.
Nella nota riportata dalla cybergang, oltre a descrivere le attività dell’università, viene riportata una frase inquietante che riportiamo di seguito:
“Divulgheremo all’università i dati di 19675 utenti. Se le nostre richieste non verranno approvate, perderemo dati essenziali come password, ecc…”
Advertising
In sintesi, i criminali informatici stanno dicendo che hanno in mano una lista di quasi 20.000 studenti e che se l’università non acconsentirà alle loro richieste di denaro, i dati verranno pubblicati o messi in vendita nelle underground.
Tutto quanto risulta da attenzionare e da analizzare bene, pertanto attendiamo un comunicato stampa da parte dell’ateneo, in modo da comprendere il reale impatto inflitto dal presunto hack.
Gli attacchi del gruppo ransomware STORMOUS in passato sono stati etichettati come “operazioni scavenger”. In sicurezza informatica, queste operazioni vengono eseguite prendendo di mira aziende i cui dati sono stati trapelati in precedenza da un altro attore di minacce.
E’ anche vero che le recenti violazioni conosciute relative a TOR VERGATA, sono incentrate sulle ricerche sul Covid 19, come avvenuto il 4 settembre del 2020 e in quel caso non si è parlato di dati degli studenti.
Di seguito riportiamo il messaggio integrale apparso sul canale del gruppo criminale
Advertising
The University of Rome "Tor Vergata" began teaching in 1982. Designed on the model of the Anglo-Saxon campuses, it occupies an area of about 600 hectares. This particular extension has made it possible to develop in separate structures, built in large dedicated spaces, each of the six Macro- areas present: Economy, Law, Engineering, Philosophy and Letters, Medicine and Surgery, Mathematical, Physical and Natural Sciences.
It hosts important research institutions within the area, such as the CNR (National Research Center) and ASI (Italian Space Agency), which make "Tor Vergata" one of the most dynamic aggregations in Italy both for teaching and for the research. Furthermore, the Tor Vergata University Polyclinic is active on the Campus , a hospital of excellence, a regional, national and international reference point.
The Campus, located near the 19-20 exit of the Grande Raccordo Anulare of Rome, is well connected and easily accessible .
We will leak the data of 19675 users to the university. If our requests are not approved we will leak essential data like password, etc...
web : web.uniroma2.it
Data_1 : https://anonfiles.com/*************_txt
https://anonfiles.com/************txt
To contact our team stormous : ***********@onionmail.org
Immagine che riporta il samples messo a disposizione della gang
La Gang nel post fornisce anche un samples scaricabile da Anonfiles dal nome “uniroma2.it.txt” dal peso di 3,66MB. All’interno sono presenti diversi record in varie forme dove vengono mostrati i nomi e i cognomi dei presunti studenti e le loro mail con le loro matricole.
Immagine con il samples che è stato riportato dalla cybergang STORMOUS
Ricordiamo che Stormous, potrebbe aver iniziato ad operare già a metà del 2021. Pubblicò una dichiarazione di intenti in cui affermava che il suo obiettivo è attaccare obiettivi negli Stati Uniti e in altre nazioni occidentali.
Il gruppo comunica attraverso un canale Telegram. Sebbene il gruppo si identifichi come un gruppo ransomware, non opera come Ransomware-as-a-Service (RaaS) e non è noto quale tipo di ransomware possa utilizzare nelle loro campagne. Il gruppo STORMOUS è venuto alla ribalta con l’attacco alla Epic Games e alla Coca Cola.
RHC monitorerà l’evoluzione della vicenda in modo da pubblicare ulteriori news sul blog, qualora ci fossero novità sostanziali.
Nel caso in cui l’università voglia fornire una dichiarazione a RHC, saremo lieti di pubblicarla con uno specifico articolo sulle nostre pagine per dare risalto alla questione in relazione alle fonti pubbliche rilevate nelle underground.
Qualora ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni sulla vicenda od effettuare una dichiarazione, possono accedere alla sezione contatti, oppure in forma anonima utilizzando la mail crittografata del whistleblower.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella.
Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.
È uscito il sesto episodio di Betti-RHC, la serie a fumetti di Red Hot Cyber nata con l'obiettivo di trasformare la cybersecurity awareness in un'esperienza di formazione più semplice, coinvolgente e accessibile. Quello che è nato come un progetto editoriale innovativo è diventato negli anni un vero e proprio corso di cybersecurity awareness a fumetti, adottato da aziende e professionisti per sensibilizzare le persone sui rischi informatici attraverso storie, personaggi ed emozioni. In cinque anni di attività, la serie Betti-RHC ha raggiunto un risultato importante: circa 70.000 copie vendute, a testimonianza dell'interesse crescente delle organizzazioni verso nuovi strumenti per costruire una concreta cultura della sicurezza.
Il sesto episodio porta Betti dentro le nostre case, in un mondo "connesso", dove lampadine, telecamere, assistenti vocali, serrature, sensori ed elettrodomestici intelligenti promettono comfort e sicurezza, ma possono nascondere nuove e insidiose superfici di attacco. Attraverso una nuova avventura, Betti ci accompagna alla scoperta del mondo della domotica e dei dispositivi IoT, mostrando come la poca cautela nell'utilizzo di queste tecnologie possa trasformare oggetti quotidiani in porte d'accesso per chi vuole osservare, controllare o colpire.
Per accompagnare la crescita del progetto abbiamo realizzato il sito ufficiale di Betti-RHC, dove è possibile conoscere meglio la serie, gli episodi e il progetto di cybersecurity awareness sviluppato da Red Hot Cyber. L'obiettivo è continuare a portare la cultura della sicurezza fuori dai tradizionali percorsi formativi standard, utilizzando il linguaggio immediato del fumetto per parlare a dipendenti, professionisti e persone senza competenze tecniche. Per maggiori informazioni su Betti-RHC e sul sesto episodio “Open Mic” è possibile visitare il sito ufficiale:betti.redhotcyber.com.