Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
UtiliaCS 970x120
Banner Mobile
Un hacker solitario ha abbattuto internet della Corea del Nord. E sembra che sia vero.

Un hacker solitario ha abbattuto internet della Corea del Nord. E sembra che sia vero.

3 Febbraio 2022 10:46

A metà del mese scorso, la Corea del Nord ha subito una serie di misteriose interruzioni di Internet, culminate il 26 gennaio, quando il paese è andato completamente offline.

Circolavano voci secondo cui il motivo per la disconnessione della RPDC dalla rete globale fosse un attacco informatico, ma non si sapeva chi c’era dietro.

Secondo Wired, qualcuno con lo pseudonimo di P4X ha rivendicato l’incidente. Secondo lui, ha abbattuto Internet in Corea del Nord completamente da solo per rappresaglia per il fatto che lui stesso era stato precedentemente vittima di hacker nordcoreani.

Nel gennaio 2021, Google Threat Analysis Group ha scoperto una campagna dannosa rivolta a ricercatori di sicurezza specializzati nella bug hunting. Lo scopo dell’operazione, eseguita da hacker che lavorano per il governo della RPDC, era quello di rubare le attività di ricerca e i rispettivi strumenti.

Secondo P4X, è stato una delle vittime di questa campagna. L’FBI ha contattato il ricercatore, ma sentiva ancora che le misure adottate dalle autorità non erano sufficienti, quindi ha deciso di prendere in mano la situazione.

Cosa ha fatto?

Ha sfruttato le vulnerabilità nei sistemi nordcoreani per lanciare attacchi DoS su server e router che supportano la rete nel paese.

P4x infatti, afferma di aver trovato numerose vulnerabilità note ma senza patch nei sistemi nordcoreani che gli hanno permesso di lanciare da solo attacchi “denial-of-service” sui server e sui router da cui dipendono le poche reti connesse a Internet del paese.

Per la maggior parte, ha rifiutato di rivelare pubblicamente quelle vulnerabilità, che secondo lui avrebbero aiutato il governo nordcoreano a difendersi dai suoi attacchi. Ma ha nominato, ad esempio, un bug noto nel software del server Web NginX che gestisce male alcune intestazioni HTTP, consentendo ai server che eseguono il software di essere sopraffatti e portati offline.

Ha anche accennato alla ricerca di versioni “obsolete” del software del server web Apache e dice di aver iniziato a esaminare il sistema operativo homebrew nazionale della Corea del Nord, noto come Red Star OS,

B939cf 1aff3af3df10427bbfdaf5d9a8cd999b Mv2

Sebbene le affermazioni di P4X possano essere a prima vista discutibili, a giudicare dai materiali che ha fornito a Wired, l’hacker sta dicendo la verità. Le registrazioni dello schermo e le analisi dell’attività online della Corea del Nord durante gli attacchi confermano le sue affermazioni.

Poiché la maggior parte dei residenti della RPDC in linea di principio non ha accesso a Internet, è improbabile che qualcuno abbia notato la chiusura della rete globale in tutto il paese. Tuttavia, secondo P4X, aveva un solo obiettivo: mettere in guardia il governo nordcoreano.

“Volevo influenzare il minor numero possibile di persone e quanto più governo possibile”

ha spiegato il ricercatore.

P4X ha anche lanciato un sito web underground chiamato FUNK Project (FU North Korea) per reclutare hacktivisti disposti a opporsi al regime di Kim Jong-un.

Quindi, non mettetevi contro i bug hunter, perchè le capacità le hanno per fare danno importanti, anche da soli.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cropped RHC 3d Transp2 1766828557 300x300
La redazione di Red Hot Cyber è composta da professionisti del settore IT e della sicurezza informatica, affiancati da una rete di fonti qualificate che operano anche in forma riservata. Il team lavora quotidianamente nell’analisi, verifica e pubblicazione di notizie, approfondimenti e segnalazioni su cybersecurity, tecnologia e minacce digitali, con particolare attenzione all’accuratezza delle informazioni e alla tutela delle fonti. Le informazioni pubblicate derivano da attività di ricerca diretta, esperienza sul campo e contributi provenienti da contesti operativi nazionali e internazionali.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCultura
Ritrovato dopo 50 anni: il raro nastro UNIX V4 rivive al Computer History Museum
Redazione RHC - 10/01/2026

Recentemente, una bobina di nastro magnetico è rimasta in un normale armadio universitario per mezzo secolo, e ora è improvvisamente diventata una scoperta di “archeologia informatica del secolo“. Un nastro con la scritta “UNIX Original…

Immagine del sitoCybercrime
La maxi-fuga di dati che spaventa Instagram: 17,5 milioni di profili circolano nel DarkWeb
Redazione RHC - 10/01/2026

Un massiccio archivio digitale contenente le informazioni private di circa 17,5 milioni di utenti Instagram sembrerebbe essere finito nelle mani dei cybercriminali. Qualche ora fa è stato segnalato l’allarme dopo che diversi utenti su Reddit…

Immagine del sitoCyber Italia
Cybercrime in Italia: il report della Polizia Postale racconta un 2025 sotto attacco
Redazione RHC - 10/01/2026

A nome di tutta la redazione di Red Hot Cyber, desideriamo rivolgere un sentito ringraziamento alla Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica per il lavoro quotidiano svolto con professionalità, competenza e profondo senso dello…

Immagine del sitoVulnerabilità
Arriva Chronomaly: un PoC per Linux che promette Privilege Escalation su Kernel a 32 bit
Redazione RHC - 09/01/2026

Una falla di sicurezza è stata individuata all’interno di Linux, la quale può essere sfruttata in un brevissimo lasso di tempo, tant’è che il kernel comincia subito a operare con la memoria precedentemente rilasciata. Un…

Immagine del sitoCultura
9 Gennaio 2007 nasce l’iPhone: Il giorno in cui il futuro è diventato tascabile
Gaia Russo - 09/01/2026

San Francisco: 9 gennaio 2007 L’aria aveva qualcosa di strano, come quando sai che sta per succedere qualcosa ma non sai cosa. Steve Jobs era sul palco del Macworld Conference & Expo, jeans, dolcevita nero,…