Nel sempre più complesso mondo della sicurezza informatica, anche le stazioni di ricarica dei veicoli elettrici non sono al riparo dalle minacce degli hacker. Un recente rapporto ha evidenziato come un aggressore possa sfruttare una stazione di ricarica Tesla per compiere un sofisticato attacco di phishing, mettendo a repentaglio la sicurezza dei veicoli e dei loro proprietari.
Utilizzando un dispositivo noto come Flipper Zero, ma potenzialmente replicabile con altre apparecchiature come il Raspberry Pi, l’attaccante può creare una rete WiFi falsa denominata “Tesla Guest”, una scelta di nome che potrebbe sembrare familiare ai proprietari di veicoli Tesla che frequentano i centri di assistenza della società.
Una volta che un ignaro proprietario di un veicolo Tesla si connette alla rete WiFi contraffatta, viene indirizzato a una pagina di accesso falsa che richiede le credenziali del proprio account Tesla. Quello che la vittima non sa è che ogni informazione inserita viene immediatamente catturata dall’aggressore, consentendo loro di monitorare tutto in tempo reale.
Ma l’inganno non finisce qui. Dopo aver ottenuto le credenziali dell’account Tesla, l’aggressore richiede la password monouso per l’account, aggirando così la protezione dell’autenticazione a due fattori. Una volta che l’aggressore è riuscito ad accedere all’account, può tracciare la posizione del veicolo in tempo reale, aumentando ulteriormente il rischio per il proprietario.
Ma la vera minaccia si presenta quando l’aggressore aggiunge una nuova “Chiave telefono” all’account Tesla della vittima. Questo permette loro di sbloccare l’auto e attivare tutti i sistemi, consentendo loro di allontanarsi con il veicolo come se fossero il legittimo proprietario.
I ricercatori che hanno scoperto questa vulnerabilità hanno evidenziato che il problema risiede nella mancanza di autenticazione aggiuntiva quando si aggiunge una nuova chiave telefono tramite l’app Tesla. Non c’è alcuna verifica con una chiave fisica o magnetica, permettendo agli aggressori di prendere il controllo del veicolo con una semplice connessione WiFi contraffatta.
Mentre i ricercatori hanno segnalato questo problema a Tesla, la risposta della società non sembra promettente. Tesla ha sostenuto che il comportamento osservato è conforme alle loro aspettative e che non è necessaria alcuna chiave magnetica per aggiungere una nuova chiave telefono, nonostante il potenziale rischio per la sicurezza dei veicoli e dei loro proprietari.
Resta da vedere se Tesla risponderà con misure di sicurezza aggiuntive per proteggere i propri clienti da tali attacchi. Nel frattempo, i proprietari di veicoli Tesla dovrebbero prestare attenzione quando si connettono a reti WiFi non sicure, specialmente presso le stazioni di ricarica, e prendere precauzioni per proteggere le proprie credenziali e la sicurezza del proprio veicolo.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

CybercrimeLe autorità tedesche hanno recentemente lanciato un avviso riguardante una sofisticata campagna di phishing che prende di mira gli utenti di Signal in Germania e nel resto d’Europa. L’attacco si concentra su profili specifici, tra…
InnovazioneL’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…
CybercrimeNegli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…
VulnerabilitàNegli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…
InnovazioneArticolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…