Red Hot Cyber
La cybersecurity è condivisione. Riconosci il rischio, combattilo, condividi le tue esperienze ed incentiva gli altri a fare meglio di te.
Cerca

Un hacker può rubare auto Tesla tramite una stazione di ricarica? La risposta è si con un Flipper Zero

Redazione RHC : 8 Marzo 2024 07:11

Nel sempre più complesso mondo della sicurezza informatica, anche le stazioni di ricarica dei veicoli elettrici non sono al riparo dalle minacce degli hacker. Un recente rapporto ha evidenziato come un aggressore possa sfruttare una stazione di ricarica Tesla per compiere un sofisticato attacco di phishing, mettendo a repentaglio la sicurezza dei veicoli e dei loro proprietari.

Utilizzando un dispositivo noto come Flipper Zero, ma potenzialmente replicabile con altre apparecchiature come il Raspberry Pi, l’attaccante può creare una rete WiFi falsa denominata “Tesla Guest”, una scelta di nome che potrebbe sembrare familiare ai proprietari di veicoli Tesla che frequentano i centri di assistenza della società.

Una volta che un ignaro proprietario di un veicolo Tesla si connette alla rete WiFi contraffatta, viene indirizzato a una pagina di accesso falsa che richiede le credenziali del proprio account Tesla. Quello che la vittima non sa è che ogni informazione inserita viene immediatamente catturata dall’aggressore, consentendo loro di monitorare tutto in tempo reale.


Scarica Gratuitamente Byte The Silence, il fumetto sul Cyberbullismo di Red Hot Cyber

«Il cyberbullismo è una delle minacce più insidiose e silenziose che colpiscono i nostri ragazzi. Non si tratta di semplici "bravate online", ma di veri e propri atti di violenza digitale, capaci di lasciare ferite profonde e spesso irreversibili nell’animo delle vittime. Non possiamo più permetterci di chiudere gli occhi». Così si apre la prefazione del fumetto di Massimiliano Brolli, fondatore di Red Hot Cyber, un’opera che affronta con sensibilità e realismo uno dei temi più urgenti della nostra epoca. Distribuito gratuitamente, questo fumetto nasce con l'obiettivo di sensibilizzare e informare. È uno strumento pensato per scuole, insegnanti, genitori e vittime, ma anche per chi, per qualsiasi ragione, si è ritrovato nel ruolo del bullo, affinché possa comprendere, riflettere e cambiare. Con la speranza che venga letto, condiviso e discusso, Red Hot Cyber è orgogliosa di offrire un contributo concreto per costruire una cultura digitale più consapevole, empatica e sicura.

Contattaci tramite WhatsApp al numero 375 593 1011 per richiedere ulteriori informazioni oppure alla casella di posta [email protected]


Supporta RHC attraverso:
  • L'acquisto del fumetto sul Cybersecurity Awareness
  • Ascoltando i nostri Podcast
  • Seguendo RHC su WhatsApp
  • Seguendo RHC su Telegram
  • Scarica gratuitamente "Dark Mirror", il report sul ransomware di Dark Lab


  • Ti piacciono gli articoli di Red Hot Cyber? Non aspettare oltre, iscriviti alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo.


    Ma l’inganno non finisce qui. Dopo aver ottenuto le credenziali dell’account Tesla, l’aggressore richiede la password monouso per l’account, aggirando così la protezione dell’autenticazione a due fattori. Una volta che l’aggressore è riuscito ad accedere all’account, può tracciare la posizione del veicolo in tempo reale, aumentando ulteriormente il rischio per il proprietario.

    Ma la vera minaccia si presenta quando l’aggressore aggiunge una nuova “Chiave telefono” all’account Tesla della vittima. Questo permette loro di sbloccare l’auto e attivare tutti i sistemi, consentendo loro di allontanarsi con il veicolo come se fossero il legittimo proprietario.

    I ricercatori che hanno scoperto questa vulnerabilità hanno evidenziato che il problema risiede nella mancanza di autenticazione aggiuntiva quando si aggiunge una nuova chiave telefono tramite l’app Tesla. Non c’è alcuna verifica con una chiave fisica o magnetica, permettendo agli aggressori di prendere il controllo del veicolo con una semplice connessione WiFi contraffatta.

    Mentre i ricercatori hanno segnalato questo problema a Tesla, la risposta della società non sembra promettente. Tesla ha sostenuto che il comportamento osservato è conforme alle loro aspettative e che non è necessaria alcuna chiave magnetica per aggiungere una nuova chiave telefono, nonostante il potenziale rischio per la sicurezza dei veicoli e dei loro proprietari.

    Resta da vedere se Tesla risponderà con misure di sicurezza aggiuntive per proteggere i propri clienti da tali attacchi. Nel frattempo, i proprietari di veicoli Tesla dovrebbero prestare attenzione quando si connettono a reti WiFi non sicure, specialmente presso le stazioni di ricarica, e prendere precauzioni per proteggere le proprie credenziali e la sicurezza del proprio veicolo.

    Redazione
    La redazione di Red Hot Cyber è composta da un insieme di persone fisiche e fonti anonime che collaborano attivamente fornendo informazioni in anteprima e news sulla sicurezza informatica e sull'informatica in generale.

    Lista degli articoli

    Articoli in evidenza

    Iran Cyber Army: spear-phishing contro i governi di mezzo mondo (Italia inclusa!)
    Di Redazione RHC - 29/08/2025

    Una recente analisi di Cyber Threat Intelligence (CTI) condotta da DREAM ha svelato i dettagli di una complessa campagna di spear-phishing avvenuta nell’agosto 2025. L’attacco, attribuit...

    La Cina presenta KylinOS11 con AI Integrata: il sistema operativo nazionale che sostituirà Windows
    Di Redazione RHC - 29/08/2025

    La Cina ha presentato KylinOS 11 , il più grande aggiornamento del suo sistema operativo nazionale, che il governo ha definito un importante passo avanti nella creazione di un ecosistema tecnolog...

    Cos’è il Wetware: il futuro del potenziamento del cervello attraverso hardware e software
    Di Massimiliano Brolli - 29/08/2025

    A livello di definizione, per wetware si intende quella tecnologia che combina hardware e software per potenziare le forme di vita biologiche. Steve M. Potter, è un professore associato presso il...

    E’ Cyber Shock Globale! Gli 007 di Pechino si infiltrano e compromettono le dorsali Internet di tutto il mondo
    Di Redazione RHC - 29/08/2025

    Gli Stati Uniti e diversi Paesi alleati hanno lanciato un allarme congiunto sulla crescente offensiva cibernetica condotta da attori sponsorizzati dalla Repubblica Popolare Cinese. Secondo una nuova C...

    I gestori di password più diffusi, tra cui LastPass, 1Password e Bitwarden sono vulnerabili al clickjacking
    Di Redazione RHC - 28/08/2025

    Un esperto di sicurezza ha scoperto che sei dei gestori di password più diffusi, utilizzati da decine di milioni di persone, sono vulnerabili al clickjacking, un fenomeno che consente agli aggres...