
Una vulnerabilità nel plug-in W3 Total Cache, installato su oltre un milione di siti che eseguono WordPress, consente agli aggressori di accedere a varie informazioni, inclusi i metadati delle applicazioni cloud.
Il plug-in W3 Total Cache utilizza diversi metodi di memorizzazione nella cache e viene utilizzato per ottimizzare la velocità del sito, ridurre il tempo di caricamento della pagina e migliorare il posizionamento SEO.
La vulnerabilità scoperta ha ricevuto l’identificatore CVE-2024-12365. E sebbene gli sviluppatori del plugin abbiano già rilasciato una patch, centinaia di migliaia di siti non sono ancora aggiornati alla versione corretta.
CVE Enrichment Mentre la finestra tra divulgazione pubblica di una vulnerabilità e sfruttamento si riduce sempre di più, Red Hot Cyber ha lanciato un servizio pensato per supportare professionisti IT, analisti della sicurezza, aziende e pentester: un sistema di monitoraggio gratuito che mostra le vulnerabilità critiche pubblicate negli ultimi 3 giorni dal database NVD degli Stati Uniti e l'accesso ai loro exploit su GitHub.
Cosa trovi nel servizio: ✅ Visualizzazione immediata delle CVE con filtri per gravità e vendor. ✅ Pagine dedicate per ogni CVE con arricchimento dati (NIST, EPSS, percentile di rischio, stato di sfruttamento CISA KEV). ✅ Link ad articoli di approfondimento ed exploit correlati su GitHub, per ottenere un quadro completo della minaccia. ✅ Funzione di ricerca: inserisci un codice CVE e accedi subito a insight completi e contestualizzati.
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Secondo gli specialisti di Wordfence, il problema si verifica a causa della mancanza del controllo dei diritti nella funzione is_w3tc_admin_page in tutte le versioni del plugin fino alla 2.8.2. Ciò ti consente di accedere al nonce del plugin ed eseguire azioni non autorizzate. Si sottolinea che un utente malintenzionato può sfruttare questa vulnerabilità se è autorizzato e dispone di diritti almeno a livello di abbonato, cosa che non è affatto difficile da fare.
Tra i principali rischi derivanti dallo sfruttamento di CVE-2024-12365, i ricercatori elencano:
Si consiglia vivamente agli amministratori di aggiornare il plugin alla versione 2.8.2, dove il problema è già stato risolto.
Attualmente, secondo le statistiche di wordpress.org, circa 150.000 siti hanno già installato l’aggiornamento, ma centinaia di migliaia di siti rimangono ancora vulnerabili.
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