Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità

Un pericoloso Exploit Zero-day Zero-click minaccia miliardi di device Android

5 Novembre 2025 16:50

Google ha emesso un avviso urgente riguardante una vulnerabilità critica in Android che consente agli aggressori di eseguire codice arbitrario sul dispositivo senza alcuna interazione da parte dell’utente. La vulnerabilità Zero Click è stata scoperta in componenti di sistema del sistema operativo e descritta nel Bollettino sulla sicurezza Android di novembre 2025.

La vulnerabilità, identificata come CVE-2025-48593, è considerata una delle più pericolose degli ultimi anni. Colpisce diverse versioni dell’Android Open Source Project (AOSP), dalla 13 alla 16, e può essere sfruttata per l’esecuzione di codice remoto ( RCE ) senza richiedere privilegi aggiuntivi o azioni da parte del proprietario del dispositivo.

Google stima che gli aggressori possano sfruttare il bug inviando pacchetti di rete appositamente creati o distribuendo app dannose tramite store di terze parti e installazioni sideloaded. Un attacco riuscito consente l’accesso completo al dispositivo, inclusa la possibilità di rubare dati, installare ransomware o trasformare lo smartphone in un componente botnet. Il problema è stato registrato internamente con l’ID bug Android A-374746961 ed è già stato risolto nelle ultime build di AOSP.

La vulnerabilità deriva da una gestione impropria dei processi di sistema, che consente l’iniezione di codice arbitrario durante le normali operazioni, ad esempio durante l’avvio di app o la sincronizzazione dei dati in background. I ricercatori osservano che i sintomi della vulnerabilità sono simili a quelli di precedenti episodi di danneggiamento della memoria utilizzati per aumentare i privilegi sul dispositivo.

Il bollettino identifica anche un’altra vulnerabilità, il CVE-2025-48581. È classificata come vulnerabilità di escalation dei privilegi (EoP) di gravità elevata ed è presente anche nel componente di sistema. A differenza dell’RCE, lo sfruttamento richiede un accesso preventivo al sistema, ma consente a un’applicazione di ottenere il controllo non autorizzato di funzioni sensibili del dispositivo.

I dispositivi con Android 10 e versioni successive potranno ricevere aggiornamenti di sicurezza, ma i possessori di modelli precedenti rischiano di rimanere senza protezione se i produttori ritardano il rilascio delle patch. Google consiglia a tutti gli utenti di verificare la presenza di aggiornamenti il prima possibile tramite Impostazioni > Sistema > Aggiornamento di sistema e di impostare il livello di patch di sicurezza al 2025-11-01, che risolve completamente questi problemi.

L’azienda sottolinea che non sono stati ancora registrati exploit attivi, ma la natura della vulnerabilità la rende particolarmente pericolosa per il governo e le personalità pubbliche, che sono spesso bersaglio di attacchi mirati.

La frammentazione di Android rimane un problema chiave nell’ecosistema, rendendo le risposte tempestive dei produttori fondamentali per la protezione degli utenti. Gli esperti raccomandano di abilitare gli aggiornamenti automatici ed evitare di installare app da fonti non attendibili: questo rimane il modo più affidabile per ridurre al minimo i rischi in un contesto di crescente minaccia per dispositivi mobili.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Sandro Sana 300x300
Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA. Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity.
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
Visita il sito web dell'autore

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCybercrime
Campagna di phishing su Signal in Europa: sospetto coinvolgimento di attori statali
Bajram Zeqiri - 07/02/2026

Le autorità tedesche hanno recentemente lanciato un avviso riguardante una sofisticata campagna di phishing che prende di mira gli utenti di Signal in Germania e nel resto d’Europa. L’attacco si concentra su profili specifici, tra…

Immagine del sitoInnovazione
Robot in cerca di carne: Quando l’AI affitta periferiche. Il tuo corpo!
Silvia Felici - 06/02/2026

L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…

Immagine del sitoCybercrime
DKnife: il framework di spionaggio Cinese che manipola le reti
Pietro Melillo - 06/02/2026

Negli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…

Immagine del sitoVulnerabilità
Così tante vulnerabilità in n8n tutti in questo momento. Cosa sta succedendo?
Agostino Pellegrino - 06/02/2026

Negli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA va in orbita: Qwen 3, Starcloud e l’ascesa del calcolo spaziale
Sergio Corpettini - 06/02/2026

Articolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…