
La casa automobilistica Volkswagen Group è apparsa inaspettatamente su una piattaforma darknet dove il gruppo Stormous pubblica dati sulle sue vittime. La dichiarazione è stata fatta a fine maggio, ma al momento della pubblicazione non era stata trovata alcuna prova di un effettivo attacco informatico o di una fuga di notizie.
Gli hacker affermano di aver ottenuto l’accesso agli account utente, ai token di autenticazione, ai dati di controllo degli accessi e ad altre informazioni interne. Ma non sono stati pubblicati campioni o file a supporto di queste affermazioni; Stormous si è invece limitato a pubblicare link non funzionanti. Tuttavia, il gruppo stesso è ben noto nella comunità dei criminali informatici e le sue dichiarazioni non sono sempre vane.
Secondo gli esperti, un simile comportamento potrebbe rappresentare un elemento di pressione: il rifiuto di pubblicare immediatamente le prove potrebbe indicare un tentativo di ricatto: gli hacker aspettano che la potenziale vittima reagisca e, eventualmente, inizi le trattative.

Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
Rapporto sul presunto hacking del Gruppo Volkswagen (Cybernews)
Se la minaccia venisse confermata, le conseguenze per la Volkswagen potrebbero essere gravi. La fuga di token di autenticazione e di altri dati identificativi può comportare il furto di account e l’accesso non autorizzato ai sistemi interni. Inoltre, esiste il rischio che vengano compromessi i dati personali degli utenti, tra cui nomi e indirizzi e-mail, con conseguenti violazioni della privacy e conseguenze normative.
Stormous è attivo dal 2022 e si è affermato come uno dei gruppi più resilienti nel mercato dei ransomware. In precedenza aveva rivendicato la responsabilità di un attacco al birrificio belga Duvel Moortgat e avrebbe pubblicato elenchi di password e indirizzi e-mail trapelati di organizzazioni francesi. Secondo la piattaforma di monitoraggio darknet Ransomlooker, Stormous ha attaccato almeno 34 organizzazioni nell’ultimo anno.
Al momento, i rappresentanti del Gruppo Volkswagen non hanno commentato la situazione. È possibile che l’attacco sia falso, come spesso accade nel darknet, dove le minacce vengono utilizzate come strumento di pressione, anche senza un reale accesso ai dati.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

CyberpoliticaIl CEO di Cloudflare, Matthew Prince, ha minacciato di chiudere le attività dell’azienda in Italia dopo che l’autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni del Paese le ha imposto una multa pari al doppio del suo fatturato…
CybercrimeUn’analisi approfondita sulle connessioni infrastrutturali del gruppo emergente Orion Leaks e il suo possibile legame con l’ex gigante LockBit RaaS. Negli ultimi mesi, a seguito dell’Operazione Cronos, condotta da agenzie internazionali per smantellare l’infrastruttura e…
CybercrimeNegli ultimi mesi si sta parlando sempre più spesso di un cambio di paradigma nel cybercrime. Quello che per anni è stato percepito come un ecosistema prevalentemente digitale — fatto di frodi, furti di identità,…
CybercrimeA volte, per disattivare la protezione di Windows non è necessario attaccare direttamente l’antivirus. È sufficiente impedirne il corretto avvio. Un ricercatore che si fa chiamare Two Seven One Three (TwoSevenOneT) ha pubblicato su GitHub…
CulturaQuando la sicurezza fallisce prima ancora dell’errore Questo testo nasce dall’esperienza diretta, maturata osservando nel tempo numerosi casi di frodi e incidenti informatici, in cui il fattore umano nella sicurezza è stato l’elemento che ha…