
Una nuova vulnerabilità critica scuote il mondo della cybersecurity: questa volta tocca a Veeam Backup & Replication, con la CVE-2025-23120, una falla che consente l’esecuzione remota di codice (RCE) da parte di utenti di dominio autenticati. Il punteggio CVSS v3.1 di 9.9 non lascia spazio a dubbi: il rischio è elevatissimo!
Questa vulnerabilità colpisce le versioni 12, 12.1, 12.2 e 12.3 di Veeam Backup & Replication (come riportato nel report) e riguarda in particolare i server di backup collegati al dominio. Un dettaglio che va contro le Best Practice di Sicurezza & Compliance, ma che, purtroppo, si riscontra ancora in molte infrastrutture IT.
In pratica, un utente autenticato nel dominio può sfruttare questa falla per eseguire codice arbitrario da remoto, aprendo le porte a scenari devastanti: furto di dati, attacchi ransomware, compromissione dell’intera infrastruttura IT. Il rischio è ancor più elevato se il controllo sugli account di dominio non è adeguato.
Le TTP (Tactics, Techniques, and Procedures) adottate da gruppi APT e cybercriminali dimostrano quanto vulnerabilità di questo tipo siano ambite per attacchi mirati. Minacce avanzate come ransomware-as-a-service (RaaS) potrebbero sfruttare CVE-2025-23120 per distribuire payload malevoli sui sistemi vulnerabili. Inoltre, attori sponsorizzati da stati nazionali potrebbero utilizzarla per movimento laterale e persistenza, ottenendo il controllo di intere infrastrutture senza essere rilevati immediatamente.
A lanciare l’allerta è stato Piotr Bazydlo di watchTowr, dimostrando ancora una volta quanto sia fondamentale il coinvolgimento della community nella scoperta e segnalazione di falle critiche.
Le organizzazioni devono correre ai ripari immediatamente: ora che la vulnerabilità è stata divulgata, gli attacchi ai sistemi non aggiornati sono solo questione di tempo.
Veeam ha già rilasciato la patch risolutiva nella versione 12.3.1 (build 12.3.1.1139). Se la vostra infrastruttura utilizza una delle versioni vulnerabili, l’aggiornamento non è un’opzione.
Oltre all’update, le aziende devono rivedere la configurazione dei loro backup server, evitando di integrarli nel dominio e adottando strategie di sicurezza più rigorose per limitare gli accessi.
Ogni volta che una vulnerabilità critica viene resa pubblica, il tempo per mettersi al sicuro è limitato. Gli attaccanti non perdono un secondo nel tentare di sfruttare falle come la CVE-2025-23120 per penetrare nelle infrastrutture aziendali.
Chi gestisce ambienti IT deve agire subito: aggiornare, rivedere le configurazioni di sicurezza e limitare al massimo i permessi di dominio. Perché nel mondo della cybersecurity, chi arriva tardi paga il prezzo più alto.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cyber ItaliaPoco fa, l’Università La Sapienza intorno alle 12:28 ha confermato di essere stata vittima di un attacco informatico che ha costretto al blocco temporaneo di tutti i sistemi digitali dell’ateneo. A darne informazione è il…
CybercrimeSe vi state chiedendo quanto sia grande 31,4 terabit al secondo, la risposta pratica è: abbastanza da far sembrare “un problema di rete” quello che in realtà è un problema di ecosistema. Perché il punto…
Cyber ItaliaLa mattina di lunedì 2 febbraio si è aperta con una notizia inattesa per studenti, docenti e personale della Sapienza Università di Roma. I principali servizi digitali dell’ateneo sono risultati improvvisamente irraggiungibili, generando incertezza e…
Cyber NewsBETTI RHC è un progetto editoriale e culturale ideato da Red Hot Cyber, realtà italiana punto di riferimento nel panorama della cybersecurity e della divulgazione tecnologica. Non si tratta di un semplice fumetto, ma di…
Cyber NewsMentre il cloud è diventato il cuore dell’economia digitale, l’Unione europea si trova davanti a una scelta storica: trasformare la certificazione cloud in uno strumento di sovranità o limitarsi ad un semplice controllo tecnico. Il…