Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Banner Ransomfeed 970x120 1
TM RedHotCyber 320x100 042514
WhatsApp spia i tuoi dati? L’ex ingegnere di Google lo rivela ed è bufera con Elon Musk

WhatsApp spia i tuoi dati? L’ex ingegnere di Google lo rivela ed è bufera con Elon Musk

10 Maggio 2023 12:08

Un ex ingegnere di Google e attuale chief technology officer di Twitter ha scoperto un potenziale problema di privacy dei dati con WhatsApp sul suo smartphone Pixel 7 Pro. Secondo i controlli sulla privacy di Google, l’app ha utilizzato il suo microfono almeno nove volte durante la notte, senza alcuna interazione da parte dell’utente.

Foad Dabiri ha twittato durante il fine settimana, pubblicando uno screenshot che mostra WhatsApp che accede al suo microfono in modo intermittente nelle prime ore del mattino. Dato che la società madre di WhatsApp, Meta (precedentemente Facebook), ha una storia di problemi di privacy, questo problema, come ci si potrebbe aspettare, ha fatto arrabbiare molti commentatori online.

La comunità di Twitter ha rapidamente afferrato il suo tweet e l’eccentrico miliardario Elon Musk si è unito a loro. 


Cyber Offensive Fundamentale Ethical Hacking 02

Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals
Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica?
La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].


Supporta Red Hot Cyber attraverso: 

  1. L'acquisto del fumetto sul Cybersecurity Awareness
  2. Ascoltando i nostri Podcast
  3. Seguendo RHC su WhatsApp
  4. Seguendo RHC su Telegram
  5. Scarica gratuitamente “Byte The Silence”, il fumetto sul Cyberbullismo di Red Hot Cyber

Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì.

Il capo di Twitter non è stato timido nell’esprimere le sue opinioni sulle pratiche sulla privacy di Meta, arrivando al punto di dire che non ci si può fidare di WhatsApp.

Il tweet di Musk da allora è diventato virale e ha raccolto migliaia di commenti. Gannon Breslin ha risposto: “È incredibile quante persone non si rendano conto che WhatsApp è di proprietà di Meta/Facebook”.

Mentre Musk e altri commentatori hanno accennato a teorie del complotto di lunga data secondo cui Facebook sta spiando i suoi utenti, la stessa WhatsApp ha indicato un bug nel software di monitoraggio della privacy di Google come probabile causa del problema segnalato da Dabiri. 

La società ritiene che le voci di registro che mostrano l’accesso di WhatsApp al microfono siano attribuite erroneamente e ha contattato Google per chiedere aiuto nella risoluzione del problema.

“Riteniamo che si tratti di un bug in Android che riporta erroneamente le informazioni nel pannello della privacy e abbiamo chiesto a Google di indagare e risolverlo. Gli utenti hanno il pieno controllo sulle impostazioni del proprio microfono”.

Il Privacy Dashboard è un servizio di proprietà di Google che consente agli utenti di vedere quali app accedono ai propri dati, quali sono autorizzate e quando. Un tweet di WhatsApp sul messaggio di Dabiri suggerisce che il pannello della privacy di Google è responsabile del problema.

Nel 2021 sono state scoperte due vulnerabilità critiche nella versione Android del popolare messenger. Il loro funzionamento consente di eseguire in remoto codice dannoso sul dispositivo e rubare i dati degli utenti. Queste vulnerabilità sono state corrette nell’ultimo aggiornamento di WhatsApp, quindi è importante avere sempre le versioni più recenti delle app.

Inoltre, nell’aprile 2023, WhatsApp ha introdotto diverse nuove funzionalità per rafforzare la sicurezza dell’account. Uno di questi si chiama Device Verification ed è progettato per fornire una migliore protezione contro gli attacchi di dirottamento dell’account. La funzione bloccherà automaticamente gli aggressori dal prendere il controllo del tuo account utilizzando controlli interni invisibili.

Un’altra caratteristica si chiama “Protezione dell’account”. Funzionerà come ulteriore controllo di sicurezza quando gli account WhatsApp sono collegati a nuovi dispositivi. La funzione avviserà gli utenti di tentativi di trasferimento di account non autorizzati e richiederà la conferma appropriata.

La terza funzione si chiama “Verifica automatica dei codici di sicurezza”. Ti consente di assicurarti istantaneamente che la corrispondenza con il contatto selezionato sia protetta dalla crittografia end-to-end. WhatsApp ha implementato la crittografia end-to-end 7 anni fa nell’aprile 2016 e ha implementato i backup delle chat crittografate end-to-end su iOS e Android nell’ottobre 2021.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cropped RHC 3d Transp2 1766828557 300x300
La redazione di Red Hot Cyber è composta da professionisti del settore IT e della sicurezza informatica, affiancati da una rete di fonti qualificate che operano anche in forma riservata. Il team lavora quotidianamente nell’analisi, verifica e pubblicazione di notizie, approfondimenti e segnalazioni su cybersecurity, tecnologia e minacce digitali, con particolare attenzione all’accuratezza delle informazioni e alla tutela delle fonti. Le informazioni pubblicate derivano da attività di ricerca diretta, esperienza sul campo e contributi provenienti da contesti operativi nazionali e internazionali.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCultura
Ritrovato dopo 50 anni: il raro nastro UNIX V4 rivive al Computer History Museum
Redazione RHC - 10/01/2026

Recentemente, una bobina di nastro magnetico è rimasta in un normale armadio universitario per mezzo secolo, e ora è improvvisamente diventata una scoperta di “archeologia informatica del secolo“. Un nastro con la scritta “UNIX Original…

Immagine del sitoCybercrime
La maxi-fuga di dati che spaventa Instagram: 17,5 milioni di profili circolano nel DarkWeb
Redazione RHC - 10/01/2026

Un massiccio archivio digitale contenente le informazioni private di circa 17,5 milioni di utenti Instagram sembrerebbe essere finito nelle mani dei cybercriminali. Qualche ora fa è stato segnalato l’allarme dopo che diversi utenti su Reddit…

Immagine del sitoCyber Italia
Cybercrime in Italia: il report della Polizia Postale racconta un 2025 sotto attacco
Redazione RHC - 10/01/2026

A nome di tutta la redazione di Red Hot Cyber, desideriamo rivolgere un sentito ringraziamento alla Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica per il lavoro quotidiano svolto con professionalità, competenza e profondo senso dello…

Immagine del sitoVulnerabilità
Arriva Chronomaly: un PoC per Linux che promette Privilege Escalation su Kernel a 32 bit
Redazione RHC - 09/01/2026

Una falla di sicurezza è stata individuata all’interno di Linux, la quale può essere sfruttata in un brevissimo lasso di tempo, tant’è che il kernel comincia subito a operare con la memoria precedentemente rilasciata. Un…

Immagine del sitoCultura
9 Gennaio 2007 nasce l’iPhone: Il giorno in cui il futuro è diventato tascabile
Gaia Russo - 09/01/2026

San Francisco: 9 gennaio 2007 L’aria aveva qualcosa di strano, come quando sai che sta per succedere qualcosa ma non sai cosa. Steve Jobs era sul palco del Macworld Conference & Expo, jeans, dolcevita nero,…