Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
TM RedHotCyber 970x120 042543
Redhotcyber Banner Sito 320x100px Uscita 101125
7.000 server cancellati! Silent Crow e Cyberpartisans BY devastano Aeroflot in un cyberblitz storico

7.000 server cancellati! Silent Crow e Cyberpartisans BY devastano Aeroflot in un cyberblitz storico

29 Luglio 2025 07:20

Mentre l’Occidente combatte contro attacchi ransomware e le aziende private investono in sicurezza difensiva, dall’altra parte del fronte digitale la guerra si gioca in modo asimmetrico. Il 28 luglio 2025, la compagnia aerea nazionale russa Aeroflot è stata colpita da un massiccio cyberattacco rivendicato dai gruppi filo-ucraini Silent Crow e Cyberpartisans BY, provocando la cancellazione di voli, un impatto finanziario diretto in borsa e – secondo le fonti underground – la compromissione e distruzione di oltre 7.000 server interni.

Il colpo rappresenta una delle operazioni offensive più devastanti subite da infrastrutture critiche russe dall’inizio del conflitto con l’Ucraina.

La dinamica dell’attacco: un anno di persistenza e compromissione totale

Secondo quanto riportato dal canale Telegram Hackmanac Cyber News e da un post sul rinnovato BreachForums, l’operazione è durata oltre un anno, durante il quale gli attaccanti hanno mantenuto un accesso persistente nei sistemi di Aeroflot, fino al momento dell’attacco distruttivo.


Cyber Offensive Fundamentale Ethical Hacking 02

Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals
Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica?
La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].


Supporta Red Hot Cyber attraverso: 

  1. L'acquisto del fumetto sul Cybersecurity Awareness
  2. Ascoltando i nostri Podcast
  3. Seguendo RHC su WhatsApp
  4. Seguendo RHC su Telegram
  5. Scarica gratuitamente “Byte The Silence”, il fumetto sul Cyberbullismo di Red Hot Cyber

Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì.

Il risultato?

  • La cancellazione completa di 7.000 server (fisici e virtuali)
  • L’esfiltrazione di 22 terabyte di dati sensibili
  • 54 voli cancellati solo il 28 luglio
  • Disservizi informatici su vasta scala negli aeroporti russi

Ma i dati esfiltrati non riguardano solo la logistica di volo: si parla di storico dei voli, dispositivi dei dipendenti, mail aziendali, dati da server di intercettazione e file confidenziali del top management.

I gruppi coinvolti: hacktivismo ad alta intensità

Silent Crow è un gruppo relativamente nuovo ma molto attivo nel fronte filo-ucraino della guerra cibernetica. Ha già rivendicato attacchi a istituzioni governative russe, aziende IT, telco e assicurazioni.

In questa operazione ha agito in collaborazione con i Cyberpartisans BY, gruppo bielorusso noto per le azioni di sabotaggio contro il regime di Lukashenko. Il loro obiettivo dichiarato è

“liberare la Bielorussia e aiutare l’Ucraina nella sua lotta contro l’occupante”.

Approfondimento tecnico: cosa è stato compromesso davvero?

I dettagli tecnici pubblicati dagli attaccanti forniscono una fotografia allarmante dell’IT interno di Aeroflot, che si presenta come un sistema critico ma arretrato, scarsamente protetto e gestito con superficialità.

Infrastruttura compromessa:

  • 122 hypervisor
  • 43 ambienti ZVIRT (virtualizzazione russa)
  • Circa 100 interfacce iLO per la gestione dei server fisici
  • 4 cluster Proxmox
  • Accesso completo a migliaia di VM

Sistemi aziendali violati:

Gli attaccanti hanno avuto accesso a praticamente tutti i sistemi core:

  • Flight management (CREW, Sabre)
  • ERP e CRM (1C, Sirax, SharePoint, KASUD)
  • Posta elettronica aziendale (Exchange)
  • Controllo delle perdite di dati (DLP)
  • Sistemi di sorveglianza e wiretapping
  • Dispositivi endpoint del personale, incluso il CEO

Dati raccolti:

  • 12 TB di database (storico voli, manutenzione, passeggeri)
  • 8 TB da file share di rete (cartelle interne)
  • 2 TB da posta elettronica
  • Audio da intercettazioni e comunicazioni interne
  • Dati dei sistemi di monitoraggio del personale

Secondo The Moscow Times, parte dei sistemi critici utilizzavano ancora Windows XP, mentre il CEO non cambiava password da oltre tre anni.

Il messaggio lasciato dagli attaccanti

Nell’analisi pubblicata sul sito ufficiale dei CyberPartisans, è presente un report dettagliato dell’operazione contro Aeroflot, corredato da screenshot, log delle attività malevole e riferimenti incrociati ai sistemi compromessi. Tra i contenuti rilasciati figura anche il messaggio lasciato dagli attaccanti sui terminali compromessi, un chiaro segnale della natura psicologica e politica dell’attacco.

Il messaggio, scritto in una combinazione di russo, tedesco e inglese, recita:

Secondo le stesse fonti, questo messaggio è comparso su numerosi endpoint aziendali al momento della cancellazione dei server, dimostrando che l’operazione non si è limitata all’esfiltrazione dati, ma ha incluso anche una componente di defacement e guerra psicologica.

Conseguenze economiche e reputazionali

Il danno reputazionale è solo la punta dell’iceberg:

  • Il titolo Aeroflot ha perso il 3.9% in borsa
  • 54 voli cancellati solo il giorno dell’attacco
  • Disservizi e ritardi nelle operazioni di volo e check-in
  • Potenziale danno diplomatico in caso di rilascio pubblico dei 22 TB esfiltrati

Il Roskomnadzor ha dichiarato che al momento non ci sono evidenze di fuga di dati personali, ma Silent Crow ha minacciato la pubblicazione se non riceverà attenzione mediatica e politica.

L’attacco a Aeroflot non è un semplice incidente informatico. È un’operazione su larga scala che unisce spionaggio, sabotaggio e guerra psicologica. Il livello di compromissione ottenuto suggerisce non solo una falla nella sicurezza, ma una vera e propria bancarotta culturale nella gestione dell’IT interno.

Nel mezzo di una guerra ibrida in cui l’aviazione è simbolo e infrastruttura, colpire Aeroflot significa colpire l’identità e la mobilità della Russia stessa.

Ora resta solo da vedere: cosa conterranno quei 22 TB? E quanto a lungo il Cremlino riuscirà a tenerli fuori dall’occhio dell’opinione pubblica?

Fonti:

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Luca Stivali 300x300
Cyber Security Enthusiast e imprenditore nel settore IT da 25 anni, esperto nella progettazione di reti e gestione di sistemi IT complessi. Passione per un approccio proattivo alla sicurezza informatica: capire come e da cosa proteggersi è fondamentale.
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, Architectural Design, Divulgazione

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCyber Italia
Red Hot Cyber e Hack The Box: insieme per il CTF della RHC Conference 2026
Redazione RHC - 21/01/2026

Nel panorama italiano ed europeo della cybersecurity, poche collaborazioni riescono a combinare visione educativa, realismo tecnico e impatto sulla community con la stessa efficacia della partnership annunciata tra Red Hot Cyber e Hack The Box…

Immagine del sitoCyber Italia
La PEC di ACN sui Giochi 2026: quando l’allerta rischia di diventare rumore
Sandro Sana - 21/01/2026

La PEC inviata da Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale a tutti i soggetti NIS2, con il richiamo all’aumento della minaccia in vista di Milano–Cortina 2026, è formalmente corretta, tecnicamente condivisibile e concettualmente inattaccabile. Il problema,…

Immagine del sitoCybercrime
Attacco informatico a McDonald’s India: Everest rivendica 861GB di dati
Redazione RHC - 21/01/2026

Nella giornata di ieri, la banda di criminali informatici di Everest, rivendica all’interno del proprio Data Leak Site (DLS) un attacco informatico alla Mc Donalds. Dal post pubblicato dalla cybergang, i criminali informatici riportano di…

Immagine del sitoCyber Italia
Vendesi Italia (finanziaria): l’asta shock per il controllo di un’azienda da 3,6 milioni di fatturato
Redazione RHC - 20/01/2026

Una nuova, grave minaccia scuote il panorama della cybersicurezza nazionale. Secondo quanto riportato dagli analisti di Paragon Sec alla redazione di Red Hot Cyber, un pericoloso threat actor ha messo all’asta nel celebre forum underground…

Immagine del sitoCyber Italia
29.198 italiani coinvolti in un massiccio data breach nel trasporto aereo. Chi è stato violato?
Redazione RHC - 20/01/2026

Un nuovo, massiccio data breach scuote il mondo del trasporto aereo e accende i riflettori sulla fragilità dei dati sensibili dei viaggiatori. Secondo quanto riportato dagli esperti di Paragon Sec, un threat actor ha messo…