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Allarme phishing in Lombardia: usano dati sanitari reali per chiedere pagamenti

Allarme phishing in Lombardia: usano dati sanitari reali per chiedere pagamenti

2 Novembre 2025 18:41

Una nuova e insidiosa campagna di phishing sta colpendo i cittadini lombardi. I truffatori inviano e-mail che sembrano provenire da una presunta agenzia di recupero crediti, chiedendo il pagamento di prestazioni sanitarie e farmaci erogati dal Sistema sanitario regionale.

A rendere particolarmente credibile l’inganno – riporta La provincia di Cremona – è un dettaglio preoccupante: i dati riportati nei messaggi – nomi di farmaci e prestazioni – risultano effettivamente prescritti alle vittime. Questa corrispondenza con informazioni reali dà alle comunicazioni fraudolente un’apparenza di autenticità che può facilmente trarre in inganno anche gli utenti più attenti.

La Polizia Postale è stata immediatamente informata e sta conducendo le indagini in collaborazione con le strutture regionali dedicate alla Privacy e alla CyberSecurity, oltre al Computer Security Incident Response Team (CSIRT) di Aria.

Le autorità invitano i cittadini alla prudenza e raccomandano di non rispondere alle e-mail ricevute, non cliccare su link o allegati e di non fornire dati personali o bancari.

Le e-mail, dal titolo “Richiesta di saldo debito”, sollecitano il destinatario a “regolarizzare la propria posizione fiscale” con un versamento di circa 40 euro su un conto corrente estero, identificato da un IBAN spagnolo.

Secondo le prime verifiche tecniche, non emergono segnali di intrusioni o furti di dati dai sistemi informatici regionali o da quelli delle Aziende Sanitarie. Tuttavia, resta da chiarire come i criminali siano entrati in possesso di dettagli così precisi sulle prescrizioni mediche dei cittadini.

Un portavoce ha ricordato come un episodio simile si fosse già verificato ad aprile, quando le e-mail truffaldine promettevano un rimborso.

L’attacco attuale, invece, sfrutta la leva opposta: il debito da saldare. “Si tratta di un’evoluzione della frode – spiegano gli esperti – che utilizza messaggi ben strutturati per generare ansia e spingere le vittime ad agire in fretta. Al momento non è stato ancora individuato il punto esatto da cui le informazioni sono state sottratte.”

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