
Siamo stati informati da una serie di fonti che un attacco informatico è stato messo in atto nei confronti dell’azienda italiana Exprivia.
Il tutto sembra essere iniziato nel weekend, quando un accesso abusivo, ha consentito di fare ponte su delle macchine di Exprivia e lanciare un ransomware.
Ancora ad oggi sembra che si stia analizzando la questione attraverso delle indagini forensi, ma dalle prime analisi pare che siano state cifrate solo poche macchine e non ci sia stata una esfiltrazione di dati.
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Inoltre sembrerebbe che si tratti di una cyber gang minore e quindi differente come TTPs rispetto alle cyber-gang d’élite quali LockBit, BlackCat ecc…
Tali attacchi stano diventando sempre più diffusi e occorre prestare particolarmente attenzione, soprattutto relativamente ai requisiti di sicurezza espressi in fase contrattuale.
Edit delle 12:00: successivamente alla pubblicazione dell’articolo siamo stati contattati da Engineering la quale ha emesso un comunicato stampa sull’accaduto che abbiamo riportato in uno specifico articolo.
Edit delle 16:30: anche Exprivia ha inviato una comunicazione alla redazione di Red Hot Cyber che abbiamo pubblicato con un articolo specifico.
RHC monitorerà l’evoluzione della vicenda in modo da pubblicare ulteriori news sul blog, qualora ci fossero novità sostanziali.
Nel caso in cui l’azienda voglia fornire una dichiarazione a RHC, saremo lieti di pubblicarla con uno specifico articolo dando risalto alla questione.
Qualora ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni in modo anonimo possono accedere utilizzare la mail crittografata del whistleblower.
I criminali informatici possono colpire in qualsiasi momento, compresi i fine settimana, poiché l’attività dei loro obiettivi non si ferma necessariamente durante i giorni liberi. Tuttavia, ci sono alcune ragioni per cui potrebbero preferire colpire durante il fine settimana:
Un attacco alla catena di approvvigionamento (in inglese “supply chain attack”) si verifica quando un’organizzazione viene violata attraverso una delle sue forniture, piuttosto che attraverso il proprio sistema informatico diretto. In pratica, un attaccante si infiltra in una società attraverso uno dei suoi fornitori, utilizzando questa via per infiltrarsi nella rete dell’organizzazione e ottenere informazioni o causare danni.
Un esempio classico di attacco alla catena di approvvigionamento è quello che coinvolge il software di terze parti. In questo caso, gli hacker riescono ad infiltrarsi nel sistema informatico di un’organizzazione attraverso una vulnerabilità presente nel software che utilizza, il quale è stato sviluppato da una terza parte.
Gli attacchi alla catena di approvvigionamento possono essere particolarmente pericolosi in quanto possono colpire un’ampia gamma di aziende, a partire dalla società di software che ha sviluppato la vulnerabilità e che può esserne all’oscuro. Inoltre, possono essere difficili da individuare in quanto l’obiettivo principale dell’attaccante è quello di passare inosservato e di mantenere l’accesso al sistema il più a lungo possibile.
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