Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità
Avast ha rilasciato il Decryptor del ransomware DoNex. Italia inclusa!

Avast ha rilasciato il Decryptor del ransomware DoNex. Italia inclusa!

11 Luglio 2024 08:25

Avast ha scoperto una vulnerabilità nella famiglia di ransomware DoNex. Gli esperti hanno già rilasciato uno strumento gratuito per la decrittazione dei file con il quale le vittime possono recuperare i propri dati.

La società afferma di collaborare con le forze dell’ordine per fornire privatamente alle vittime di DoNex uno strumento di decrittazione da marzo 2024. Questa tattica viene spesso utilizzata dalle società di sicurezza informatica per impedire agli aggressori di venire a conoscenza dell’errore ed eliminarlo. Ora che la vulnerabilità DoNex è stata resa pubblica alla conferenza Recon 2024, Avast ha deciso di rendere il decryptor disponibile a tutti.

Advertising

DoNext è un rebranding del malware DarkRace, che, a sua volta, è stato un rebranding del malware Muse, scoperto per la prima volta nella primavera del 2022. La vulnerabilità scoperta da Avast colpisce tutte le versioni precedenti della famiglia di ransomware DoNex, incluso il falso Lockbit 3.0, utilizzato sotto il nome Muse nel novembre 2022.

Secondo gli esperti, l’attività recente di DoNex ha riguardato soprattutto gli Stati Uniti, l’Italia e il Belgio, ma il malware è stato distribuito anche in altri paesi del mondo.

Gli esperti scrivono che durante l’esecuzione di DoNex, la chiave di crittografia viene generata utilizzando la funzione CryptGenRandom(), che inizializza la chiave simmetrica ChaCha20, che viene utilizzata per crittografare i file della vittima. Una volta crittografati i file, la chiave ChaCha20 viene crittografata utilizzando RSA-4096 e aggiunta alla fine di ciascun file.

Allo stesso tempo, gli specialisti di Avast non dicono quale sia esattamente il problema, cioè potrebbe essere correlato, ad esempio, al riutilizzo delle chiavi, alla generazione prevedibile e così via.

L’azienda sottolinea che quando si utilizza un decryptor è meglio scegliere la versione a 64 bit, poiché la fase di cracking della password richiederà molta memoria. Si noti inoltre che lo strumento deve essere avviato da un utente amministratore e, affinché funzioni, richiederà un paio di file: crittografati e originali.

Avast consiglia agli utenti di fornire un file di esempio quanto più grande possibile, poiché ciò determina la dimensione massima del file che può essere decrittografato dallo strumento dell’azienda.



Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Pietro Melillo 300x300
Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione