
Jack Dorsey, co-fondatore di Twitter e a capo di Block, ha recentemente presentato il suo nuovo progetto: Bitchat, il messenger concepito come un mezzo di comunicazione completamente decentralizzato e indipendente da Internet. Invece delle reti tradizionali, l’applicazione utilizza Bluetooth e crittografia end-to-end. L’attenzione principale è rivolta alla privacy e alla resistenza alla sorveglianza.
Secondo Dorsey, Bitchat intende rappresentare un’alternativa affidabile ai servizi di messaggistica tradizionali, soprattutto in situazioni in cui l’accesso online è limitato o controllato dall’alto. L’annuncio pubblicato descrive l’architettura, la crittografia e i meccanismi di sicurezza proposti. Il messaggio principale del testo è che il sistema non si basa su server centralizzati e “dà priorità alla sicurezza”.
Tuttavia, subito dopo il rilascio, è apparso un chiarimento nella descrizione del progetto su GitHub: il codice non era ancora stato sottoposto a un audit indipendente. Pochi giorni dopo, gli sviluppatori hanno aggiunto un avviso: “Questo software non è stato sottoposto a revisione esterna e potrebbe contenere vulnerabilità. Non utilizzarlo in scenari di produzione”. In seguito, hanno aggiunto: “Lavori in corso”.
Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
Le critiche non si sono fatte attendere. Il ricercatore Alex Radozea, ad esempio, ha scoperto una grave vulnerabilità nel sistema di identificazione. L’app memorizza una coppia digitale – una chiave univoca e un ID dispositivo – che dovrebbe confermare che l’utente ha già verificato e si fida di un contatto specifico. Questi interlocutori appaiono nell’elenco come “preferiti” e sono contrassegnati da un’icona a forma di stella.
Tuttavia, a quanto pare, un aggressore può intercettare la coppia e usarla per impersonare un altro partecipante alla chat. Di conseguenza, il destinatario avrà la certezza di comunicare con una persona verificata, anche se in realtà al suo posto c’è uno sconosciuto. Radocea ha cercato di capire come segnalare correttamente la vulnerabilità e ha creato un ticket su GitHub. Dorsey inizialmente lo ha chiuso senza fornire spiegazioni, ma due giorni dopo lo ha riaperto, scrivendo che i problemi di sicurezza possono essere segnalati direttamente tramite quella piattaforma.
Alcuni sviluppatori hanno messo in dubbio la pretesa di supportare la forward secrecy, una tecnologia che rende impossibile decifrare vecchi messaggi anche in caso di fuga di informazioni. Secondo loro, l’attuale implementazione in Bitchat probabilmente non rispetta questo principio: le chiavi di sessione potrebbero non essere aggiornate come previsto, il che riduce la resistenza della corrispondenza agli attacchi informatici.
Alcuni sottolineano anche una potenziale vulnerabilità chiamata buffer overflow, un bug che potrebbe causare il sovraccarico della memoria e interferire con il funzionamento del dispositivo. Secondo Radocea,”la sicurezza è una buona strategia di marketing, ma almeno bisogna verificare che le chiavi funzionino come pubblicizzato”. Ha anche criticato la posizione di Dorsey: se si afferma che l’applicazione non è stata sottoposta a verifica, allora le prime vulnerabilità trovate hanno già avviato il processo. E i risultati, a suo parere, “sembrano allarmanti”.
Dorsey stesso non ha commentato la situazione in alcun modo, né sui social media né in risposta alle richieste della stampa. L’applicazione rimane disponibile come progetto open source. Tuttavia, non è ancora chiaro se verrà rielaborata e sottoposta a una revisione completa.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

CybercrimeDa oltre un anno, il gruppo nordcoreano PurpleBravo conduce una campagna malware mirata denominata “Contagious Interview “, utilizzando falsi colloqui di lavoro per attaccare aziende in Europa, Asia, Medio Oriente e America Centrale. I ricercatori…
CybercrimeIl gruppo LockBit, che molti avevano rapidamente liquidato dopo fallimenti e fughe di notizie di alto profilo, è tornato inaspettatamente sulla scena. Nell’autunno del 2025, ha presentato una nuova versione del suo ransomware, LockBit 5.0,…
VulnerabilitàUna vulnerabilità critica di esecuzione di codice remoto (RCE) zero-day, identificata come CVE-2026-20045, è stata scoperta da Cisco e risulta attivamente sfruttata in attacchi attivi. Cisco ha sollecitato l’applicazione immediata delle patch e il suo…
Cyber ItaliaC’è un equivoco comodo, in Italia: pensare che la cybersicurezza sia materia “da ministeri” o da grandi operatori strategici. È rassicurante. Ed è sbagliato. Nel disegno reale della connettività pubblica, gli enti locali non sono…
VulnerabilitàZoom Video Communications ha pubblicato un avviso di sicurezza urgente per una vulnerabilità critica (identificata come CVE-2026-22844) che interessa le sue infrastrutture enterprise. Il problema riguarda un difetto di iniezione di comandi nei dispositivi Zoom…