Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Banner Ancharia Desktop 1 1
Fortinet 320x100px
Estensioni Chrome hackerate! 540.000 installazioni minacciano i tuoi dati

Estensioni Chrome hackerate! 540.000 installazioni minacciano i tuoi dati

2 Gennaio 2025 18:11

Venerdì scorso, l’azienda Cyberhaven specializzata nella prevenzione del furto di dati ha confermato di essere stata vittima di un attacco informatico lanciato la sera del 24 dicembre, che ha portato alla pubblicazione di una versione corrotta della sua estensione sul Chrome Web Store il 25 mattina. I team di sicurezza hanno impiegato quasi un giorno in più per rilevare l’attacco e altri 60 minuti per sostituire il plug-in dannoso (v24.10.4) con una versione sana (v24.10.5). All’alba del 26 tutto era tornato alla normalità, o quasi.

Estensioni Chrome hackerate: cosa hanno sfruttato i malintenzionati

Se Cyberhaven si è preso il tempo necessario prima di comunicare ufficialmente i dettagli di questo attacco, ora sappiamo cosa è successo. In modo del tutto classico, un dipendente sarebbe caduto vittima di un attacco di phishing particolarmente ben congegnato. Gli hacker sono poi riusciti a rubare le sue credenziali di connessione al Chrome Web Store per pubblicare una versione dannosa del plugin ufficiale. Secondo l’azienda, solo i browser Chromium configurati per aggiornare automaticamente le estensioni sarebbero a rischio.

Ma le conseguenze non sono meno importanti per la sicurezza dei dati. Secondo John Tuckner, ricercatore di Secure Annex, l’estensione corrotta, che conta più di 400.000 installazioni, conteneva codice in grado di esfiltrare sessioni autenticate e cookie su un server remoto. Tuttavia, tra i clienti di Cyberhaven che probabilmente utilizzeranno il suo plugin, troviamo grandi nomi come Snowflake, Motorola, Canon e persino Reddit.

Non un caso isolato


Cyber Offensive Fundamentale Ethical Hacking 02

Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals
Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica?
La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].


Supporta Red Hot Cyber attraverso: 

  1. L'acquisto del fumetto sul Cybersecurity Awareness
  2. Ascoltando i nostri Podcast
  3. Seguendo RHC su WhatsApp
  4. Seguendo RHC su Telegram
  5. Scarica gratuitamente “Byte The Silence”, il fumetto sul Cyberbullismo di Red Hot Cyber

Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì.

In seguito a questa scoperta, Jaime Blasco, un altro ricercatore, questa volta della Nudge Security, ha preso l’iniziativa di continuare l’indagine sulla base degli indirizzi IP e dei domini registrati sul server pirata. È emerso che l’attacco a Cyberhaven non è stato un caso isolato, ma parte di una serie di hack coordinati.

Blasco è stato infatti in grado di identificare che lo stesso codice dannoso era stato iniettato anche in altre quattro estensioni popolari, vale a dire Internxt VPN (10.000 installazioni, patchata il 29 dicembre), VPNCity (50.000, rimossa dallo store), Uvoice (40.000, patchata dicembre 31) e ParrotTalks (40.000, rimossi dallo store).

Come ciliegina sulla torta, Blasco ha scoperto anche altri domini che puntano a potenziali vittime, mentre Tuckner hanno confermato di aver identificato diverse altre estensioni contenenti lo stesso codice dannoso, ancora attive al 31 dicembre, tra cui Bookmark Favicon Changer, Castorus, Search Copilot AI Assistant per Chrome , VidHelper o assistente YesCaptcha. In totale, il set aggiuntivo di questi moduli compromessi ha accumulato fino ad oggi più di 540.000 installazioni.

Migliora la tua postura cyber per evitare di rimanere vittima

Se utilizzi una o più di queste estensioni compromesse, controlla innanzitutto che siano state aggiornate dopo il 31 dicembre. Altrimenti disinstallale immediatamente. Inoltre, reimposta le impostazioni del browser, elimina i cookie, modifica tutte le password, configura la 2FA e opta per le passkey quando possibile. Per aiutarti, considera l’utilizzo di un gestore di password sicuro.

In generale, limita il più possibile il numero di estensioni installate sul tuo browser e privilegia quelle di sviluppatori affidabili e reattivi. Controlla regolarmente le autorizzazioni concesse a ciascuno di essi: un controllo captcha non ha bisogno di accedere al tuo microfono, alla tua fotocamera o alla tua posizione GPS, ad esempio. Infine, monitora gli avvisi di sicurezza e valuta la possibilità di installare un antivirus affidabile per agire rapidamente in caso di un nuovo problema.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cropped RHC 3d Transp2 1766828557 300x300
La redazione di Red Hot Cyber è composta da professionisti del settore IT e della sicurezza informatica, affiancati da una rete di fonti qualificate che operano anche in forma riservata. Il team lavora quotidianamente nell’analisi, verifica e pubblicazione di notizie, approfondimenti e segnalazioni su cybersecurity, tecnologia e minacce digitali, con particolare attenzione all’accuratezza delle informazioni e alla tutela delle fonti. Le informazioni pubblicate derivano da attività di ricerca diretta, esperienza sul campo e contributi provenienti da contesti operativi nazionali e internazionali.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCybercrime
Morte on demand: le reti digitali che trasformano i ragazzi e i disabili in killer
Redazione RHC - 13/01/2026

Negli ultimi mesi si sta parlando sempre più spesso di un cambio di paradigma nel cybercrime. Quello che per anni è stato percepito come un ecosistema prevalentemente digitale — fatto di frodi, furti di identità,…

Immagine del sitoCybercrime
Basta un riavvio: il trucco che spegne Windows Defender prima ancora che parta
Redazione RHC - 13/01/2026

A volte, per disattivare la protezione di Windows non è necessario attaccare direttamente l’antivirus. È sufficiente impedirne il corretto avvio. Un ricercatore che si fa chiamare Two Seven One Three (TwoSevenOneT) ha pubblicato su GitHub…

Immagine del sitoCultura
La mente dietro le password: Errore umano? No, un legame che non c’è. Puntata 4
Simone D'Agostino - 13/01/2026

Quando la sicurezza fallisce prima ancora dell’errore Questo testo nasce dall’esperienza diretta, maturata osservando nel tempo numerosi casi di frodi e incidenti informatici, in cui il fattore umano nella sicurezza è stato l’elemento che ha…

Immagine del sitoCultura
Burnout: un allarme di sistema nell’IT e nella Cyber Security aziendale
Paloma Donadi - 13/01/2026

Nel mondo della cybersecurity si parla spesso di attacchi, vulnerabilità, incidenti. Si parla meno di una variabile silenziosa che attraversa tutto il settore: la fatica. Non la stanchezza di fine giornata, ma una fatica più…

Immagine del sitoCyberpolitica
Quando il segnale muore, il potere vince: il blackout digitale dell’Iran
Roberto Villani - 13/01/2026

A volte le cose importanti non arrivano in conferenza stampa. Arrivano come un grafico che smette di respirare: la linea della connettività che crolla, l’OSINT che si inaridisce, il rumore che cresce perché il segnale…