Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
UtiliaCS 970x120
Banner Ancharia Mobile 1
GhostSec: Azienda Italiana Commissiona Attacco Informatico Al Governo Macedone

GhostSec: Azienda Italiana Commissiona Attacco Informatico Al Governo Macedone

6 Giugno 2025 09:15

GhostSec, noto collettivo di hacktivisti, ha recentemente rivelato dettagli su un’operazione controversa che coinvolge un’azienda italiana e obiettivi governativi macedoni.

In un’intervista esclusiva con DeepDarkCTI, il fondatore Sebastian Dante Alexander ha condiviso informazioni su questa collaborazione e le sue implicazioni.

Una collaborazione controversa

Secondo quanto riportato, un’azienda italiana, ufficialmente privata ma presumibilmente legata ai servizi segreti italiani, avrebbe incaricato GhostSec di condurre operazioni offensive contro obiettivi governativi in Macedonia del Nord. Successivamente, la stessa azienda avrebbe richiesto attacchi contro un’entità in Sardegna, indicata come una società rivale.


Cyber Offensive Fundamentale Ethical Hacking 02

Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals
Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica?
La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].


Supporta Red Hot Cyber attraverso: 

  1. L'acquisto del fumetto sul Cybersecurity Awareness
  2. Ascoltando i nostri Podcast
  3. Seguendo RHC su WhatsApp
  4. Seguendo RHC su Telegram
  5. Scarica gratuitamente “Byte The Silence”, il fumetto sul Cyberbullismo di Red Hot Cyber

Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì.

La comunicazione tra le parti è avvenuta tramite canali criptati, con l’azienda italiana che ha contattato direttamente GhostSec. Tuttavia, dopo l’esecuzione delle operazioni, l’azienda avrebbe interrotto i contatti e non avrebbe effettuato il pagamento concordato.

La risposta di GhostSec

In risposta al mancato pagamento, GhostSec ha minacciato di rendere pubbliche le comunicazioni e i dettagli delle operazioni svolte. Alexander ha dichiarato che l’esposizione delle informazioni non solo metterebbe in imbarazzo l’azienda italiana, ma potrebbe anche avere ripercussioni sul governo macedone.

Nonostante le implicazioni legali, GhostSec sembra determinato a procedere con la divulgazione, a meno che non venga raggiunto un accordo con l’azienda coinvolta.

Implicazioni e riflessioni

Questo caso solleva interrogativi significativi sull’etica delle operazioni di hacktivismo e sulle collaborazioni tra entità private e gruppi di hacker. La facilità con cui un’azienda può commissionare attacchi informatici contro governi stranieri evidenzia quanto può essere difficile una regolamentazione più stringente nel cyberspazio dove è possibile raggiungere un’alta forma di anonimato.

Per ulteriori dettagli sull’intervista e le dichiarazioni complete di Sebastian Dante Alexander, è possibile consultare l’articolo originale su DeepDarkCTI.

Chi è GhostSec

GhostSec è un collettivo di hacker emerso nel 2015 come diramazione del movimento Anonymous, guadagnando notorietà per le sue operazioni contro l’ISIS nell’ambito della campagna #OpISIS. Inizialmente motivato da ideali di giustizia sociale e lotta al terrorismo, il gruppo ha subito una trasformazione significativa nel corso degli anni.

Una frattura interna ha portato alla formazione di due entità distinte: da un lato, il “Ghost Security Group“, che ha scelto di collaborare con agenzie governative per contrastare il terrorismo; dall’altro, i membri rimasti sotto il nome di GhostSec, che hanno progressivamente orientato le loro attività verso obiettivi finanziari. Questo cambiamento è evidenziato dal lancio di “GhostSec Mafia Premium”, un canale Telegram a pagamento che offre contenuti esclusivi come fughe di dati e tutorial di hacking. La frase “Hacktivism does not pay the bills!” (L’hacktivismo non paga le bollette) sintetizza questa nuova direzione.

Nel 2023, GhostSec ha introdotto GhostLocker, una piattaforma di Ransomware-as-a-Service (RaaS) che consente agli affiliati di lanciare attacchi ransomware condividendo i profitti con il gruppo. La versione più recente, GhostLocker 2.0, scritta in Go, offre funzionalità avanzate come crittografia AES a 128 bit, opzioni di persistenza e un pannello di controllo per gli affiliati. In collaborazione con il gruppo Stormous, GhostSec ha lanciato il programma STMX_GhostLocker, ampliando ulteriormente la portata delle sue operazioni.

Nonostante una dichiarazione nel maggio 2024 in cui affermava di voler cessare le attività criminali e tornare all’hacktivismo, le azioni recenti del gruppo suggeriscono una continua evoluzione verso il cybercrime organizzato. GhostSec è attualmente associato a collettivi come ThreatSec, Stormous, BlackForums e SiegedSec, formando una rete nota come “The Five Families”.

Conclusioni

Il caso GhostSec–azienda italiana rappresenta un inquietante esempio di come i confini tra attivismo, intelligence privata e criminalità informatica siano oggi sempre più sfumati. Un gruppo nato con finalità ideologiche si ritrova al centro di un presunto contratto per operazioni offensive contro obiettivi governativi stranieri — un contesto che richiama più un’operazione sotto false flag che una campagna di hacktivismo tradizionale.

Tuttavia, l’assenza di prove concrete, l’anonimato delle parti coinvolte e la mancanza di verifica indipendente impongono massima cautela: non è ancora possibile stabilire con certezza quanto ci sia di vero nel racconto fornito da GhostSec. Ciò non toglie che simili dichiarazioni, anche solo a livello di minaccia, abbiano un impatto significativo: mettono in allerta istituzioni, aziende e opinione pubblica sulla crescente professionalizzazione del crimine informatico e sull’emergere di una nuova zona grigia dove hacker, contractor e interessi geopolitici si intrecciano.

In questo scenario, la Cyber Threat Intelligence (CTI) diventa uno strumento cruciale: monitorare, analizzare e anticipare questi fenomeni consente non solo di prevenire attacchi informatici, ma anche di identificare tempestivamente le reti opache di collaborazione tra attori privati e cybercriminali. Solo attraverso un’attività costante di intelligence è possibile neutralizzare le minacce prima che si traducano in danni concreti.

Resta da vedere se GhostSec pubblicherà davvero le prove promesse, se emergerà l’identità dell’azienda coinvolta o se l’intera vicenda svanirà nell’ombra, come molte altre nel dark web. In ogni caso, questo episodio è un campanello d’allarme che non può essere ignorato.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Luca Stivali 300x300
Cyber Security Enthusiast e imprenditore nel settore IT da 25 anni, esperto nella progettazione di reti e gestione di sistemi IT complessi. Passione per un approccio proattivo alla sicurezza informatica: capire come e da cosa proteggersi è fondamentale.
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, Architectural Design, Divulgazione

Articoli in evidenza

Immagine del sitoVulnerabilità
Le AI stanno diventando “vettori Zero-Day”! il 2026 sarà l’anno del caos digitale?
Redazione RHC - 02/01/2026

Fino a poco tempo fa, le vulnerabilità zero-day sembravano artefatti esotici provenienti dal mondo delle operazioni speciali e dello spionaggio. Ora sono uno strumento comune per hackerare le reti aziendali, e non solo perché gli…

Immagine del sitoCultura
66 anni e ancora imbattibile: come il COBOL domina silenziosamente il mondo bancario
Redazione RHC - 02/01/2026

Mentre il settore dibatte su quale rete neurale sia la “più intelligente” e quale framework sia il “più moderno”, tecnologie vecchie di decenni continuano a turbinare silenziosamente sotto la superficie del settore bancario. Quest’anno, COBOL…

Immagine del sitoCultura
Al via il corso “Cyber Offensive Fundamentals” di RHC! 40 ore in Live Class
Redazione RHC - 02/01/2026

Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? Se la risposta è SI, ti consigliamo di leggere questo articolo. Il panorama della sicurezza informatica cambia velocemente: nuove vulnerabilità,…

Immagine del sitoInnovazione
IA, l’allarme del Nobel Hinton: “Addio a migliaia di posti di lavoro già nel 2026”
Redazione RHC - 02/01/2026

Il professore di informatica Geoffrey Hinton, uno dei fondatori delle moderne tecnologie di intelligenza artificiale, ha affermato che l’IA potrebbe portare a perdite di posti di lavoro su larga scala già nel 2026. Secondo lui,…

Immagine del sitoDiritti
Il Chat Control e l’impatto della proposta CSAR nel sistema del DSA
Paolo Galdieri - 01/01/2026

Prima di addentrarci nell’analisi, è bene precisare che questo contributo è la prima parte di una ricerca più estesa. Nel prossimo articolo esploreremo il conflitto tra algoritmi di rilevazione automatica e crittografia end-to-end (E2EE), analizzando…