Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità
Gli hacker ringraziano: la falla Yelp su Ubuntu è una porta aperta

Gli hacker ringraziano: la falla Yelp su Ubuntu è una porta aperta

16 Aprile 2025 22:22

È stata scoperta una vulnerabilità di sicurezza, identificata come CVE-2025-3155, in Yelp, l’applicazione di supporto utente GNOME preinstallata su Ubuntu desktop. La vulnerabilità riguarda il modo in cui Yelp gestisce lo schema URI “ghelp://”.

Uno schema URI è la parte di un Uniform Resource Identifier (URI) che identifica un protocollo o un’applicazione specifica (steam://run/1337) che dovrebbe gestire la risorsa identificata dall’URI “. Chiarisce inoltre che ” è la parte che precede i due punti (://) “.

Yelp è registrato come gestore dello schema “ghelp://”. Il ricercatore sottolinea le limitate risorse online su questo schema, fornendo un esempio del suo utilizzo: ” $ yelp ghelp:///usr/share/help/C/gnome-calculator/” .

La vulnerabilità deriva dall’elaborazione da parte di Yelp dei file .page , ovvero file XML che utilizzano lo schema Mallard. Questi file possono utilizzare XInclude, un meccanismo di inclusione XML. Il ricercatore parrot409 sottolinea che ” l’aspetto interessante è che utilizza XInclude per incorporare il contenuto di legal.xml nel documento. Ciò significa che l’elaborazione XInclude è abilitata “.

Il ricercatore dimostra come XInclude può essere sfruttato fornendo un file .page di esempio che include il contenuto di /etc/passwd. Yelp utilizza un’applicazione XSLT ( yelp-xsl) per trasformare il .pagefile in un file HTML, che viene poi renderizzato da WebKitGtk. XSLT è descritto come “un linguaggio basato su XML utilizzato… per la trasformazione di documenti XML”.

L’aggressore può iniettare script dannosi nella pagina HTML di output sfruttando XInclude per inserire il contenuto di un file contenente tali script. L’articolo sottolinea che la semplice aggiunta di un <script>tag o on*di un attributo nell’XML di input non funziona, poiché questi tag non sono gestiti dall’applicazione yelp-xsl.

Tuttavia, il ricercatore ha scoperto che l’applicazione XSLT copia determinati elementi e i loro figli nell’output senza modifiche. Un esempio è la gestione dei tag SVG. “L’app copia semplicemente il tag <svg> e il suo contenuto nell’output, permettendoci di utilizzare un tag <script> in un tag <svg> per iniettare script arbitrari”.

Il ricercatore rileva un paio di limitazioni di questo attacco:

  • L’aggressore deve conoscere il nome utente Unix della vittima.
  • I browser potrebbero chiedere all’utente l’autorizzazione per reindirizzare a schemi personalizzati.

Tuttavia, l’articolo spiega che la directory di lavoro corrente (CWD) delle applicazioni avviate da GNOME (come Chrome e Firefox) è spesso la directory home dell’utente. Questo comportamento può essere sfruttato per puntare alla cartella Download della vittima, aggirando la necessità di conoscere il nome utente esatto.

La principale misura di mitigazione consigliata è quella di non aprire collegamenti a schemi personalizzati non attendibili.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cropped RHC 3d Transp2 1766828557 300x300
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella. Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCyber Italia
Aggiornamento attacco hacker della Sapienza. Il comunicato agli studenti dal prorettore
Redazione RHC - 02/02/2026

Poco fa, l’Università La Sapienza intorno alle 12:28 ha confermato di essere stata vittima di un attacco informatico che ha costretto al blocco temporaneo di tutti i sistemi digitali dell’ateneo. A darne informazione è il…

Immagine del sitoCybercrime
31,4 Tbps: quando il DDoS diventa “meteo” e l’IoT fa da grandine
Sandro Sana - 02/02/2026

Se vi state chiedendo quanto sia grande 31,4 terabit al secondo, la risposta pratica è: abbastanza da far sembrare “un problema di rete” quello che in realtà è un problema di ecosistema. Perché il punto…

Immagine del sitoCyber Italia
Sapienza paralizzata da un attacco hacker: perché l’università ha spento tutto
Redazione RHC - 02/02/2026

La mattina di lunedì 2 febbraio si è aperta con una notizia inattesa per studenti, docenti e personale della Sapienza Università di Roma. I principali servizi digitali dell’ateneo sono risultati improvvisamente irraggiungibili, generando incertezza e…

Immagine del sitoCyber News
BETTI RHC: il fumetto che educa alla cybersecurity. Esce il 4 e 5 episodio
Andrea Gioia Lomoro - 02/02/2026

BETTI RHC è un progetto editoriale e culturale ideato da Red Hot Cyber, realtà italiana punto di riferimento nel panorama della cybersecurity e della divulgazione tecnologica. Non si tratta di un semplice fumetto, ma di…

Immagine del sitoCyber News
E se domani gli USA spegnessero il cloud?  L’UE non ha un piano e legifera pensando poco
Marcello Filacchioni - 02/02/2026

Mentre il cloud è diventato il cuore dell’economia digitale, l’Unione europea si trova davanti a una scelta storica: trasformare la certificazione cloud in uno strumento di sovranità o limitarsi ad un semplice controllo tecnico. Il…