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I dati del Ministero della Difesa italiano e della Nato circolano ancora nelle underground

I dati del Ministero della Difesa italiano e della Nato circolano ancora nelle underground

16 Dicembre 2022 17:26

E’ sempre la cyber gang Adrastea che probabilmente, a seguito dell’attacco di distributed denial of service (DDoS) ai siti del Ministero della Difesa italiano di ieri, ha rimesso in vendita dei dati rubati in precedenza.

Si tratta di dati della Nato, del Ministero della difesa italiano e della MBDA, che tramite un post sul famigerato Breach Forums, li ha rimessi tutti in vendita per 1500 dollari.

Assime a tali dati, ci sono anche informazioni delle intelligence delle filippine, un altro hack rivendicato già a suo tempo dalla gang criminale.

Ricordiamo che relativamente alla violazione della MBDA, venne riportato dalla stessa azienda che non si sarebbe trattato di una compromissione del loro sistema informatico, ma altresì di un hard disk trafugato con dei dati al suo interno.

“L’origine dei dati è già stata accertata, essendo stati acquisiti da un hard disk esterno. È stato confermato che non si è verificato alcun hacking delle reti sicure dell’azienda”

Venne riportato dall’azienda.

Relativamente al ministero della difesa, la cyber gang aveva riportato quanto segue:

Vendiamo dati riservati di "esercito.difesa.it" (Ministero della Difesa italiano) relativi al sistema di gestione dei comandi delle unità del Ministero della Difesa italiano "C2EIEVO", "SIACCON", informazioni riguardanti la creazione e l'organizzazione delle attività delle unità di intelligence militare (RAIT - reparto analisi integrata terrestre), il sistema di scambio e raccolta da loro utilizzato dei dati di intelligence (HUMINT, SIGINT, OSINT ecc.)- "FAS JISR - Joint intelligence, surveillance and reconnaissance", sistemi di organizzazione e controllo dei dati di intelligence analitica " IKM", nonché informazioni in relazione al progetto militare - programmi NATO "MAJIIC-2" (coalizione di interoperabilità ISR congiunta multi-intelligence all-source) e altre informazioni chiuse o limitate

RHC monitorerà l’evoluzione della vicenda in modo da pubblicare ulteriori news sul blog, qualora ci fossero novità sostanziali. Nel caso in cui l’azienda voglia fornire una dichiarazione a RHC, saremo lieti di pubblicarla con uno specifico articolo sulle nostre pagine per dare risalto alla questione.

Qualora ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni sulla vicenda od effettuare una dichiarazione, possono accedere alla sezione contatti, oppure in forma anonima utilizzando la mail crittografata del whistleblower.

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Bajram Zeqiri è un esperto di cybersecurity, cyber threat intelligence e digital forensics con oltre vent'anni di esperienza, che unisce competenze tecniche, visione strategica creare la resilienza cyber per le PMI. Fondatore di ParagonSec e collaboratore tecnico per Red Hot Cyber, opera nella delivery e progettazione di diversi servizi cyber, SOC, MDR, Incident Response, Security Architecture, Engineering e Operatività. Aiuta le PMI a trasformare la cybersecurity da un costo a leva strategica per le PMI.
Aree di competenza: Cyber threat intelligence, Incident response, Digital forensics, Malware analysis, Security architecture, SOC/MDR operations, OSINT research

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