I criminali informatici del gruppo 8220 hanno utilizzato le vulnerabilità di Linux e delle applicazioni cloud per espandere la propria botnet a 30.000 host infetti.
Gli esperti chiamano 8220 gli hacker poco qualificati e finanziariamente motivati che penetrano negli host AWS, Azure, GCP, Alitun e QCloud utilizzando falle di sicurezza in Docker, Redis, Confluence e Apache.
Nei loro attacchi precedenti, il gruppo ha utilizzato un exploit disponibile pubblicamente per compromettere i server Confluence.
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E mentre i cybercriminali di 8220 non sono neanche lontanamente esperti e ben addestrati come Conti o LockBit, sono riusciti a lanciare una lunga catena di infezioni da malware. Ciò ha dimostrato ancora una volta quanto possano essere pericolosi gli hacker poco qualificati ma persistenti.
Nei loro attacchi, gli aggressori di solito usano la forza bruta sui servizi SSH.
Ciò consente agli hacker di spostarsi rapidamente in profondità nel sistema della vittima, mentre lanciano cryptominer che utilizzano le risorse informatiche del dispositivo infetto per estrarre criptovaluta.
Tuttavia, durante l’analisi di una delle ultime campagne di 8220, gli esperti di SentinelLabs hanno notato dei cambiamenti nello script dannoso utilizzato per espandere la botnet.
A partire dalla fine di giugno, gli aggressori hanno iniziato a utilizzare uno speciale file SSH contenente 450 credenziali hardcoded.
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Gli operatori della botnet hanno anche aggiunto un elenco di blocchi allo script per escludere determinati host dalla catena di attacchi.
Questo elenco contiene principalmente honeypot di ricercatori di sicurezza informatica.
Blocco di codice da uno script dannoso responsabile dell’elenco di arresto
Tra le altre cose, gli hacker hanno ottenuto il loro cryptominer chiamato PwnRig, basato su XMRig, un minatore Monero open source.
8220 è stato precedentemente segnalato per eseguire una campagna di cryptojacking su sistemi Linux.
I criminali informatici estraggono criptovaluta a spese delle grandi aziende.
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Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza:Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione
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