
Le recenti dinamiche geopolitiche stanno evidenziato un fenomeno già anticipato nel panorama tecnologico internazionale. Le sanzioni imposte dagli Stati Uniti nei confronti di paesi antagonisti stanno spingendo questi ultimi verso una maggiore autonomia e indipendenza tecnologica.
Un esempio lampante di questa tendenza è rappresentato dall’industria informatica russa e dei semiconduttori cinese, che continua a crescere nonostante le restrizioni internazionali.
Il presidente russo Vladimir Putin ha identificato la trasformazione digitale come una priorità fondamentale per lo sviluppo del Paese fino al 2030. In questo contesto, è previsto l’attuazione di un nuovo progetto nazionale denominato “Economia dei dati”, che includerà una serie di iniziative federali mirate a potenziare settori chiave come le infrastrutture digitali, le piattaforme digitali nella pubblica amministrazione e l’intelligenza artificiale.
Ad esempio, l’industria informatica russa continua a svilupparsi attivamente. Più di 20mila prodotti sono già registrati nel registro del software nazionale, ha affermato il vice primo ministro russo Dmitry Chernyshenko al forum e alla mostra Russia.
Va notato che l’intelligenza artificiale dovrebbe diventare un nuovo motore di crescita nell’economia russa. Il capo dello Stato ha affermato in precedenza che è necessario creare nuovi mercati e “un’intera costellazione di prodotti e servizi” basati su tali tecnologie.
In Cina, allo stesso modo, lo sviluppo della produzione nazionale di microchip sta raggiungendo un nuovo livello. Questo nonostante i tentativi degli Stati Uniti di limitare l’accesso alle tecnologie avanzate. Il principale produttore cinese di semiconduttori, SMIC, ha lanciato nuove linee di produzione di chip a Shanghai a 5nm.
Questi sviluppi riflettono una tendenza globale in cui i paesi soggetti a sanzioni esterne stanno rafforzando la propria sovranità tecnologica, riducendo la dipendenza dalle tecnologie e dalle infrastrutture controllate dagli Stati Uniti e da altri attori dominanti. Sebbene le sanzioni possano offrire un vantaggio strategico immediato, a lungo termine possono generare un effetto boomerang, spingendo questi paesi verso una maggiore indipendenza e competitività nel panorama tecnologico globale.
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