Il ransomware è una delle maggiori minacce alla sicurezza per le aziende, ma non viene fuori dal nulla.
Secondo gli specialisti di sicurezza di Lumu Technologies, l’infezione delle reti aziendali con ransomware è preceduta dalla comparsa in esse del cosiddetto “malware precursore”. Di solito si tratta di codice dannoso utilizzato per pre-raccogliere tutte le informazioni necessarie prima di avviare l’infezione.
In teoria, rilevando e neutralizzando questo codice dannoso, le aziende possono proteggersi da un successivo attacco ransomware.
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Infografica fonte Lumu Technologies
Gli attori delle minacce utilizzano una varietà di mezzi per distribuire i loro pacchetti di “malware precursori”. Alcune tattiche includono:
Una volta all’interno di una rete aziendale, gli operatori del malware tenteranno di esplorare le risorse all’interno della rete. Mapperanno la rete e cercheranno dati sensibili, credenziali che conferiranno più privilegi e accesso all’infrastruttura critica.
Esempio di catena che sfrutta TrikBot. Fonte Lumu Technologies
Esiste una varietà di strumenti che aiutano le bande di ransomware a spostarsi lateralmente. Alcuni di essi, come Cobalt Strike, sono stati progettati per test di sicurezza. Gli attori delle minacce effettuano anche scansioni di rete al fine di identificare le porte aperte e altre vulnerabilità di rete.
Se un’azienda rileva che le sue reti stanno comunicando con quelli che sembrano server C&C malware Emotet, Phorpiex, SmokeLoader, Dridex o TrickBot, dovrebbe disattivare immediatamente questa connessione, in quanto potrebbe divenire vittima di un attacco ransomware.
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In oltre 2.000 aziende monitorate da Lumu, ogni attacco ransomware è preceduto da un’altra infezione da malware.
Il malware precursore utilizza il movimento laterale per spostarsi ulteriormente attraverso la rete e i dispositivi, aprendo l’accesso a futuri ransomware.
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ICT CISO e Cyber Security Manager con oltre vent’anni di esperienza tra settore pubblico e privato, ha guidato progetti di sicurezza informatica per realtà di primo piano. Specializzato in risk management, governance e trasformazione digitale, ha collaborato con vendor internazionali e startup innovative, contribuendo all’introduzione di soluzioni di cybersecurity avanzate. Possiede numerose certificazioni (CISM, CRISC, CISA, PMP, ITIL, CEH, Cisco, Microsoft, VMware) e svolge attività di docenza pro bono in ambito Cyber Security, unendo passione per l’innovazione tecnologica e impegno nella diffusione della cultura della sicurezza digitale.
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