Sono uno sviluppatore software da undici anni e appassionato di Ethical Hacking e Informatica Quantistica. Oggi vorrei presentarvi il mio nuovo progetto, in via di sviluppo.
Il tutto nasce dalla difficoltà che ho trovato nella ricerca di tools per rilevare vulnerabilità in javascript all’interno del browser ed inoltre ho visto che la ricerca di bug in javascript è molto sottovalutata.
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Secondo me invece nasconde grandi insidie e potenzialità per gli hacker, che spesso così riescono a fare enormi danni nei sistemi informatici, causando anche enormi problemi organizzativi e di costi, rischiando anche di far fallire le aziende che perdono la credibilità da parte dei loro clienti.
Tutto inizia da una necessità
Nel tempo, ho notato la presenza di varie estensioni che ricercano vulnerabilità nei parametri non filtrati, però non avevo mai trovato degli strumenti che aiutassero in modo efficiente l’ethical hacker a guardare nei punti solitamente più sensibili all’interno del codice caricato in memoria.
In realtà ho scoperto che i problemi di solito si nascondono all’interno delle richieste che i metodi javascript fanno al backend. Un esempio possono essere i sistemi di autenticazione scritti male, l’invio di email facilmente falsificabili dal frontend, che quindi permettono facilissimi attacchi di pishing, fino al Cross Site Scripting, anche persistente, molto frequente, e anche in alcuni casi SQL Injections e RCE.
Spesso però questi tipi di vulnerabilità non sono facili da scoprire con il semplice fuzzing, ma occorre anzitutto esperienza come Hacker, e bisogna leggere pagina per pagina per intero.
Per questo ho pensato di fare un piccolo tool, ancora in via di sviluppo e miglioramento, che permettesse all’hacker di fare lo stesso lavoro, ma mostrando già in partenza i punti nei quali potrebbero nascondersi facilmente le vulnerabilità, all’interno sia del sorgente, che dei metodi javascript all’interno della memoria della finestra “window”, non che dei listeners, sia javascript che jQuery.
Ho potuto constatare che il tool mi sarebbe stato utilissimo, se fosse già stato pronto, nell’analisi di molti siti web vulnerabili che avevo già analizzato manualmente.
Inoltre è stato fatto in modo che sia facilmente implementabile, dal punto di vista dell’inserimento di payloads e delle analisi svolte. Lo script rileva anche già alcuni XSS, SQL Injection e RCE di base, e mostra l’header della pagina e il cookie in console. Spesso anche dal cookie o dagli header si scopre che l’unico parametro che tiene in vita la sessione dell’utente è il SESSIONID, senza alcun controllo aggiuntivo.
E’ necessario semplicemente fare “copia-incolla” del codice del file jsBugHuntingHelper.js, o della versione minificata, nella console, quando si è nella pagina web. Se la pagina contiene anche dei parametri nell’url, verranno testati automaticamente anche gli XSS, SQLI e RCE di base.
Il progetto è open source e gratuito, ed è aperto ad eventuali collaborazioni.
Un esempio di utilizzo del tool
Qui vi farò alcuni esempi di rilevazioni di vulnerabilità, utilizzando il mio script.
Trovata funzione di autenticazione rotta, direttamente cliccando sulla funzione all’ultima riga evidenziata.
Segnalata vulnerabilità XSS
Segnalata SQL Injection nella pagina corrente
Segnalazione di errore RCE, in un file php che a sua volta fa partire un programma in Java
Trovato form con metodo POST (schermata 1). Passando i parametri nella pagina stessa con un piccolo payload (un apice) troviamo subito una SQL injection
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Davide Cavallini scrive software per aziende dal 2012 e ha lavorato come senior Laravel e penetration tester in cinque software house (fintech, privacy, travel, PA). Oggi lavora in proprio a Noale (Venezia) con Cavallini Service: gestionali per imprese di impianti e PMI di produzione, e sicurezza del software per software house (audit del codice, penetration test applicativo, NIS2 lato codice). È l'autore di JavaScream, il toolkit open source per l'analisi dei JavaScript nelle pagine web. Sito: https://cavalliniservice.com
È uscito il sesto episodio di Betti-RHC, la serie a fumetti di Red Hot Cyber nata con l'obiettivo di trasformare la cybersecurity awareness in un'esperienza di formazione più semplice, coinvolgente e accessibile. Quello che è nato come un progetto editoriale innovativo è diventato negli anni un vero e proprio corso di cybersecurity awareness a fumetti, adottato da aziende e professionisti per sensibilizzare le persone sui rischi informatici attraverso storie, personaggi ed emozioni. In cinque anni di attività, la serie Betti-RHC ha raggiunto un risultato importante: circa 70.000 copie vendute, a testimonianza dell'interesse crescente delle organizzazioni verso nuovi strumenti per costruire una concreta cultura della sicurezza.
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Per accompagnare la crescita del progetto abbiamo realizzato il sito ufficiale di Betti-RHC, dove è possibile conoscere meglio la serie, gli episodi e il progetto di cybersecurity awareness sviluppato da Red Hot Cyber. L'obiettivo è continuare a portare la cultura della sicurezza fuori dai tradizionali percorsi formativi standard, utilizzando il linguaggio immediato del fumetto per parlare a dipendenti, professionisti e persone senza competenze tecniche. Per maggiori informazioni su Betti-RHC e sul sesto episodio “Open Mic” è possibile visitare il sito ufficiale:betti.redhotcyber.com.